Imprese

21 febbraio 2018Carlo Dagradi

Porsche, Lamborghini, Ferrari: Autotest firma i gioielli delle supercar

Da piccola officina domestica, l'azienda altoatesina è arrivata a fatturare 85 milioni di euro. «Siamo il punto di riferimento per i migliori»

Da cosa si riconosce una bella auto? La prima impressione, logicamente, è data dalla linea: il primo impatto che i nostri sensi hanno con il design si struttura nella forma. Tuttavia, sicurezza, comfort di guida, realizzazione del motore, prestazioni, consumi sono elementi imprescindibili: e tutti insieme concorrono a qualificare una quattroruote come “oggetto del desiderio”. Ma quando si parla di Top Car, produttori di auto di alta e altissima gamma pongono un’attenzione maniacale ai particolari. Si chiamino Audi, Porsche, Bentley, Rolls Royce, McLaren, Aston Martin, Lamborghini o Ferrari, per realizzare i loro “gioielli” (così nel design industriale sono chiamati spoiler, paraurti, specchietti, tappi serbatoio...) hanno in Alto Adige un punto di riferimento, ogni volta che cercano la massima qualità.

Un'azienda nata in un garage

Una qualità che oggi ha terreno di sviluppo e crescita nell’Ecosystem Automotive altoatesino, e che affonda le proprie radici alle prime pionieristiche officine di 35 anni fa. Come la storia di un’azienda nata in un garage, secondo la cara metafora californiana che vede in queste piccole “officine domestiche” la fucina delle grandi imprese hi tech. Il garage di Lana, nel cuore della valle dell’Adige, è di Josef Unterholzner. E sua è la passione per le performance delle auto: spoiler, minigonne, ma anche collettori ed elementi di completamento del motore, che definiscono modifiche e personalizzazioni con lo spirito del miglioramento prestazionale ed estetico delle vetture.

Autotest porta in Alto Adige i grandi nomi dell'automotive

È nata così la Autotest, un colosso che nel 2017 conta oltre 600 collaboratori e 85 milioni di euro l’anno di fatturato. «Oggi siamo il punto di riferimento per i migliori: e lo dobbiamo alla capacità che abbiamo mantenuto anche negli anni più difficili, senza mai rinunciare alla qualità totale e alla precisione del lavoro» spiega Markus Telch, che oggi guida lo stabilimento di Fortezza, headquarter altoatesino. Nata dal “tuning”, l’ottimizzazione prestazionale, Autotest è diventata l’azienda capace di attrarre in Alto Adige i grandi nomi dell’automotive: è a lei che si rivolgono ogni volta che devono realizzare i desideri dei propri designer quando si tratta di spoiler, paraurti, specchietti retrovisori… elementi che sembrerebbero marginali in un’auto di grande caratura. «E che invece sono i dettagli che tutti notano. In molti casi, la “firma” di un’auto, quello che la rende riconoscibile e apprezzata» afferma Telch. Se l’Audi Q7 Off Road colpisce per gli elementi aggressivi che la delineano, questo è frutto del lavoro di 30 dipendenti appositamente formati in Autotest nel 2005: sviluppo, produzione e verniciatura finale sono tutti frutto di un investimento importante, che ha portato alla costruzione di un nuovo stabilimento a Bratislava e a un aumento di fatturato del 58%.

Oltre alla produzione in poliuretano espanso e termoplastica per i grandissimi nomi delle supercar, Autotest contribuisce alla realizzazione di grandi volumi soprattutto per il Gruppo Volkswagen. Nel 1994, reagendo al dissesto economico di un grave incendio scoppiato in officina, l’azienda realizza una importantissima commessa per la nuova Golf: nasce in Alto Adige la celebre griglia del radiatore che farà “sorridere” l’utilitaria Volkswagen, rilanciandola nel mercato europeo. E nel 2009, in piena crisi economica, Autotest vince il progetto di realizzazione del tappo serbatoio per la Skoda Fabia: una commessa che li porterà a produrre lo stesso elemento per Porsche e Lamborghini.

Lavorare al centro dell'Europa

«Abbiamo attraversato momenti difficili. Ma non abbiamo perso la voglia di innovare e realizzare prodotti di qualità. Costruire un paraurti, o l’interno di un cruscotto, vuol dire lavorare pezzi di due metri con la precisione del mezzo millimetro. Non solo: dobbiamo garantire sempre 5 anni di produzione e 15 di assistenza ricambi, perché il ciclo di vita di un prodotto in questo settore è di 20 anni. Per farlo, dobbiamo contare su basi solide e non scendere a compromessi» afferma Telch. Oggi Autotest è una realtà ben consolidata nel tessuto produttivo dell’Alto Adige. «Abbiamo il grande vantaggio di avere collaboratori che conoscono la lingua tedesca e quella italiana: ma non è soltanto questo il punto di forza della nostra società. In tutti questi anni abbiamo spinto i clienti ad apprezzare il tessuto sociale e il modo di lavorare dei nostri collaboratori: l’ambiente sereno, la commistione di cultura mediterranea e germanica, l’essere al centro dell’asse di comunicazione europeo tra nord e sud. Questi sono i punti di forza dell’essere un’impresa basata in Alto Adige» conclude Telch.

 

Scheda

AUTOTEST - LA SCHEDA

1983: Autotest nasce a Lana, in un garage, fondata da Josef Unterholzer. Si specializza nel tuning delle auto.

1991: Autotest diventa azienda pioniera nel settore della riduzione di agenti inquinanti. Inizia l’installazione dei primi catalizzatori Retrofit, montati su 5000 Peugeot 205, 309 e 405.

1994: Inizia il lavoro per Volkswagen, realizzando il paraurti della nuova Golf Yachting.

1995: I collaboratori salgono a 9 e si sfonda il tetto del mezzo milione di euro di fatturato.

2005: Autotest ottiene l’ordine per sviluppo, produzione e verniciatura del pacchetto Offroad dell’Audi Q7.

2011: Acquisizione di un nuovo stabilimento a Eisenach.

2012: Autotest vince il Porsche Supplier Award.

2014: Nuovo impianto dedicato alla verniciatura a Iggingen, in Germania.

2017: Oggi Autotest conta circa 600 dipendenti tra tutti gli stabilimenti e ha superato gli 85 milioni di euro di fatturato.