Talenti

13 marzo 2018Tiziano Pandolfi/Press Way

Mojca, dalla Slovenia all'Alpe di Siusi per «vendere la neve»

Arrivata in Alto Adige nel 2015, vive sullo Sciliar e lavora per Demaclenko in giro per il mondo: «Ma solo qui sono in contatto spirituale con la natura»

«Quali sport pratico? Tutti tranne il balletto». Questa è la frase che più rappresenta Mojca Ogris Schimberg, «amazzone» slovena atterrata in alto Adige nel 2015. Folti capelli biondi e un bellissimo sorriso sono il biglietto da visita di questa donna che è riuscita a trasformare le sue passioni in lavoro. Nata come atleta, ora sugli sci svolge gran parte del suo lavoro: scia con i clienti, lavora sulle piste e «vende la neve». Oggi Mojca si occupa delle vendite nei paesi emergenti, per conto dell’azienda Demaclenko e noi l’abbiamo incontrata all’Alpe di Siusi, appena rientrata da un lungo viaggio in Cecenia. Mojca vive qui, proprio sotto l’Alpe, ma si sente cittadina del mondo. Ha sempre la valigia pronta e spesso torna a casa in Slovenia. Dice che il mondo è la sua casa, ma ha scelto di vivere in alto Adige.

Rilassarsi facendo sport

«Mojca, come mai hai deciso di prendere casa a Siusi?». «Perché è un paese piccolo, in un posto meraviglioso; qui ci sono tante ore al giorno di sole. Non potrei vivere in un posto all'ombra, non è nel mio carattere». La sua giornata inizia con una corsetta, seguono 45 minuti di power yoga e solo dopo salta in macchina per andare al lavoro, a 20 minuti da casa sua. Due volte alla settimana, fa circle training. Poi, appena può, di giorno o di sera va a fare sci alpinismo o una passeggiata con le ciaspole. Mojca non si diverte a fare comuni attività «rilassanti», come dedicare tempo a una lunga colazione o leggere un libro per ore; lei si rilassa facendo sport e di sport ne fa molto. È una persona solare, come il suo compagno di giochi, Lucky, un piccolo cane randagio che le sta sempre accanto. La storia del loro incontro è davvero incredibile e quando ce la racconta le brillano gli occhi.

«Ero a Sochi per i XXII Giochi Olimpici invernali, nel 2014. Mi occupavo delle piste dove si svolgevano le gare di sci alpino. A un certo punto, mentre stavo guidando una moto slitta, mi accorgo che sono inseguita da una muta di cani randagi. Credo una ventina. Ho accelerato mentre loro continuavano a seguirmi. Più avanzavo e più alcuni di essi abbandonavano la mia pista, fino a che ne sono rimasti solo tre. Ancora qualche centinaio di metri, mi giro e ce ne era uno. Mi sono fermata e lui è saltato sulla moto, vicino i miei piedi, mi guardava fisso. Ho riacceso il motore della motoslitta e lui è saltato sulle mie gambe. A quel punto l’ho guardato fisso e gli ho detto "ok, tu da adesso ti chiamerai Lucky e oggi è il tuo giorno fortunato". Da quel momento siamo diventati inseparabili». Lucky la segue davvero ovunque, anche quando Mojca fa sci-alpinismo, quando fa telemark, e addirittura quando va ad arrampicare.

Da tre anni Mojca lavora per Demaclenko, una società del gruppo High Technology Industries (HTI), cui fanno parte altri importanti marchi come Leitner Ropeways (impianti di risalita), Prinoth (battipista e veicoli cingolati), Poma (impianti a fune per il trasporto delle persone), Agudio (impianti a fune per il trasporto dei materiali), Leitwind (impianti eolici) e Minimetro (veicoli a fune su rotaia). Demaclenko progetta, sviluppa, produce e vende impianti d’innevamento «chiavi in mano», che sono perfettamente adattabili alle esigenze del cliente e alle condizioni geografiche. L’offerta comprende anche un servizio «after sales» per la manutenzione e l’assistenza dell’impianto in caso di emergenza. Un progetto recente, tra i tanti che ha seguito in Russia, è stato in Weduchi, zona politicamente a rischio, e Mojca vi è stata diverse volte per collaborare alla creazione di una stazione sciistica, dove non c’era nulla.

Una cosmopolita che ama le montagne: «Qui sono in contatto spirituale con la natura»

Grazie alla sua esperienza da atleta e alla conoscenza di diverse lingue, lavora molto con i mercati stranieri e specialmente con la Russia, che sta investendo tanto nelle stazioni sciistiche, sia in quelle esistenti sia in quelli da costruire «ex novo». Mojca si autodefinisce, simpaticamente, un «universal soldier» e con questa dichiarazione intende dire che fa tante cose diverse, in diverse parti del mondo. Ama l’inverno e l’estate ma ci confida che dopo dieci giorni il mare non ha più nulla da raccontarle; per questo ha scelto di vivere in montagna, dove, in tutte le stagioni, può avere un contatto spirituale con la natura che la circonda. Dopo una giornata passata insieme a sciare, proprio all’Alpe di Siusi (lei con il telemark, tanto per non farsi mancare nulla), ci lascia con un sorriso magnetico e una battuta: «Quando scio e vedo i nostri cannoni sento il cuore fare bum bum».

Scheda

Dove vive

Mojca Ogris Schimberg vive a Siusi allo Sciliar, pittoresca località alle falde della montagna simbolo dell’Alto Adige e dell’Alpe di Siusi. Si tratta di una meta turistica frequentata da persone famose già dall’inizio del 19° secolo, quando in questo piccolo paese alpino trascorrevano le vacanze artisti, teste coronate e l’alta nobiltà russa. Lo scrittore Carl Zuckmayer, così come il conte Aleksej Bobrinskoj, ricercatore russo, e Federico III, ultimo re di Sassonia, soggiornarono a Siusi allo Sciliar; quest’ultimo ha perfino dato il nome a una piattaforma panoramica: la Veduta del re nel bosco di Laranza. Questa località, rimasta fedele alla sua anima di tradizionale paese alpino, oggi è anche un amato punto di partenza per intraprendere tour esplorativi sull’Alpe di Siusi, dal momento che ospita la stazione a valle dell’omonima cabinovia che consente di raggiungere in tutta rapidità e comodità il più vasto altipiano d’Europa.

Dove lavora

Mojca Ogris Schimberg lavora presso Demaclenko, la cui storia è iniziata più di trent’anni fa, con due società diverse, in due paesi diversi e due lingue diverse: la Demac di Selva Val Gardena, in Italia, e la Lenko di Östersund, in Svezia, fondate rispettivamente da Roland Demetz e Lennart Nilsson, due persone accomunate da una grande competenza tecnica e un incredibile senso degli affari. Demaclenko fa parte del gruppo High Technology Industries (HTI). Progetta, sviluppa, e commercia impianti di innevamento e relativi componenti e accessori, adattati in base alle esigenze del cliente. Con 52 milioni di euro di fatturato, 2.200 cannoni sparaneve prodotti in un anno, 110 dipendenti fissi e 40 da maggio a Natale, Demaclenko è tra i leader mondiali nel suo settore.