Talenti

22 agosto 2018TIZIANO PANDOLFI/PRESS WAY

Walter e la robotica: «In Canada o in Germania? Meglio l'Alto Adige»

La storia del ricercatore in meccatronica di Fraunhofer Italia: a Bolzano ha saputo coniugare opportunità professionali e qualità della vita

Walter Gasparetto è un ingegnere, ha studiato Meccatronica all’università di Trento e già durante la laurea ha trovato lavoro al «Fraunhofer Italia Research» di Bolzano. «Oggi mi occupo di Robotica, ed è fantastico…con il progetto DeConPro stiamo sviluppando un’applicazione robotica che verrà inserita nella fabbrica intelligente del futuro. Il robot aiuterà l’uomo a lavorare meglio, affiancandolo nelle mansioni più pesanti e ripetitive. Questo gli permetterà di dedicarsi ad attività più creative che veramente valorizzino le sue capacità e competenze. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo e di questo Istituto che aiuta i giovani come me a realizzare i propri progetti e li incoraggia a esplorare frontiere sconosciute e sviluppare nuove idee. In Fraunhofer cerchiamo di unire scienza ed economia e, tramite la ricerca applicata, riuscire nel compito di creare innovazione. Supportiamo le PMI locali nei loro progetti di ricerca e sviluppo attraverso servizi formulati su misura in ambito Industria 4.0 per il manifatturiero, l’artigianato e l’edilizia».

«Avrei potuto lavorare in Canada o in Germania, ma io amo l’Alto Adige e ho scelto di vivere qui»

Walter ci racconta che con la sua laurea e con la sua esperienza avrebbe potuto trovare facilmente lavoro anche in Germania o in Canada. «Avendo passaporto canadese non sarebbe stato difficile per me trovare un lavoro in Canada ma io amo l’Alto Adige e ho scelto di vivere qui. Credo che non ci sia nessun posto al mondo che mi possa offrire l’opportunità di sviluppare il mio lavoro come sto facendo in questi anni in Alto Adige».

Conoscendo meglio Walter, scopriamo che il segreto nascosto dietro il suo sorriso ottimista di giovane ingegnere / inventore, è che il suo lavoro è anche la sua più grande passione. E ci rivela che oltre a potere sviluppare la sua ricerca e la sua carriera è innamorato della natura e soprattutto delle montagne che lo circondano in quest’area geografica. «A volte io e i miei colleghi, dopo una giornata particolarmente impegnativa, prendiamo la funivia del Renon solo per respirare l’aria diversa, assorbire le energie delle montagne. Non riuscirei mai a vivere lontano dalle montagne che amo così tanto». 

(foto: Press Way)

Walter già da piccolo era appassionato di tutto quello che si poteva smontare e costruire, e soprattutto amava, e ci confessa che ama ancora oggi, fare esperimenti. Avendo un nonno elettricista Walter già a otto anni smontava i suoi giocattoli e li montava con dei motori diversi, saldando pezzi nuovi. Facendo questi esperimenti gli è successo, com’è è accaduto spesso ai più grandi inventori, di rischiare incidenti. «Mi ricordo molto bene che a 7 o 8 anni la nostra insegnate ci portò per la prima volta in biblioteca per scegliere un libro e io ne ho scelto uno con esperimenti che si potevano fare a casa, solo che dopo mi sono talmente appassionato che più volte le cose sono esplose», Walter ride e dice «lì è nata la mia passione per capire come le cose funzionano per poi provare a crearle da solo». Nonostante la preoccupazione della mamma per questi esperimenti, Walter ha continuato a costruire e fare esperimenti e poi ha scelto di studiare Meccatronica prima a Padova e poi all’Università di Trento.

Oggi il suo sogno è di creare un robot che aiuti gli operai a lavorare in maniera più agevole. Un robot che l’operario non debba programmare, ma che impari il lavoro imitando i movimenti dell’uomo. «Mia mamma è sarta e l’idea di creare questo robot che imita i movimenti umani senza doverlo programmare è nata guardando lei e capendo le sue esigenze. Trovo ispirazione per il mio lavoro guardandomi intorno, guardando film e leggendo libri, ma la cosa più importante è il contatto con la gente, le persone rimangono la fonte più importante per potere capire cosa davvero serve, cos’è davvero importante inventare per poterle aiutare a lavorare e vivere meglio».

«A Bolzano io mi muovo solo in bici»

Da casa a lavoro, che si trova al parco tecnologico NOI nella zona sud di Bolzano, Walter va in bicicletta, «a Bolzano io mi muovo solo in bici, ci sono piste ciclabili dappertutto ed è comodissimo». Lavorare al NOI ha permesso a Walter di integrarsi facilmente nella vita sociale della nuova città e di conoscere altri giovani. «Quasi ogni settimana c’è un evento nei dintorni, a volte sono delle conferenze e altre volte spettacoli teatrali. Io e la mia ragazza frequentiamo volentieri tutte queste manifestazioni». «Mi piace tanto costruire cose e anche nel mio tempo libero mi diverto a inventare degli oggetti meccanici. A volte prendo ancora la scossa, ma ne vale la pena. È bellissimo inventare e costruire». 

Il giusto equilibiro tra lavoro e tempo libero

Cercando di bilanciare lavoro e tempo libero, Walter ci spiega che il suo lavoro è la cosa che ama di più fare e ci racconta che oltre ai robot costruisce macchine e aerei che fa volare fra le montagne. «Devo confessare che una bellissima esperienza per me è andare in montagna e far volare i miei aerei, quelli che ho costruito da solo. Ho tantissime idee e vorrei realizzarle tutte, e vedendo una mia creazione volare vicino a queste enormi e bellissime montagne ho la sensazione che ce la farò».

Scheda

Fraunhofer Italia 

Unire scienza ed economia e, tramite la ricerca applicata, riuscire nel compito di creare innovazione: questo è l’obiettivo cui mira Fraunhofer Italia, società affiliata della tedesca Fraunhofer-Gesellschaft. Dal 2009 l’istituto di Bolzano supporta le PMI locali nei loro progetti di ricerca e sviluppo attraverso servizi formulati su misura in ambito Industria 4.0 per il manifatturiero, l’artigianato e l’edilizia.