Innovazione

21 settembre 2016Giulio Todescan

La casa editrice che ha inventato le falesie virtuali (e le esporta in tutta Europa)

Vertical Life ha ripensato il mondo delle guide per l'arrampicata, legando una profonda conoscenza del territorio ai nuovi saperi digitali e a un approccio "social"

“Zlag!” è una parola usata nel gergo dei ragazzi che fanno arrampicata in Sudtirolo. Uno slang che si può tradurre con “fatto”, “missione compiuta”, “obiettivo raggiunto”. La usano i climbers quando hanno completato una falesia, quando dall’alto di una parete si voltano e ripensano ai passaggi più difficili, ai chiodi e agli spit a cui si sono agganciati nella salita sulla roccia. Il termine “Zlag!” da qualche tempo ha varcato i confini della provincia alpina per fare il suo esordio nel mondo digitale: merito di Vertical Life Climbing, una app creata da tre giovani di Bressanone, che nel 2012 hanno fondato l’omonima startup. All'inizio l'idea di Maria Hilber, Arno Dejaco e Matthias Polig, 103 anni in tre, era quella di fondare una casa editrice di guide di montagna. Ma non si sono accontentati.

Un nuovo standard per le guide outdor. Un codice connette il libro alla app, e la scalata diventa interattiva

Si sono inventati il sistema “app guide inside”, un nuovo standard per la pubblicazione di guide outdoor: si acquista il libro e dentro si trova un codice che permette, una volta inserito nella app Vertical Life Climbing – la cui versione base è gratuita –, di accedere ai contenuti relativi alle zone comprese nella guida. Ma la parte più interessante è un’altra: l’interattività. La app funziona come un social network dove si può aggiungere una scalata al proprio percorso, votare la preferita, commentare le imprese di amici e sconosciuti.

Lo “Zlagfeed” rende l’arrampicata social…

Nello zaino del giovane climber, accanto a corde e magnesite, non può mancare lo smartphone. Conclusa la via accende il dispositivo, accede a Vertical Life, con un tocco sullo schermo seleziona “Zlag!” sulla via appena completata, aggiungendola allo “Zlagfeed”, il diario delle imprese sui monti. I suoi contatti visualizzano le vette conquistate e possono votare, commentare, segnalare pregi e insidie dei percorsi. Fra le funzioni ci sono poi le mappe – che si possono anche scaricare e consultare offline –, e una funzione di ricerca per trovare la falesia ideale alle proprie caratteristiche e grado di abilità. Altra novità importante: digitale significa anche la possibilità di aggiornare le vie, modificare le informazioni attraverso il crowdsourcing, la raccolta di segnalazioni inviate dagli utenti esperti.

…e aiuta chi apre le vie

Con le vendite dei “topos” (come vengono chiamate le mappe delle ferrate) gli autori locali finanziano lo sviluppo e il mantenimento delle falesie

La tecnologia va a braccetto con altre doti: conoscenza dell’ambiente e credibilità. Vertical Life non sarebbe diventata un punto di riferimento per la scena dei climbers, se i tre giovani imprenditori non conoscessero bene l’ambiente, essendone conosciuti e rispettati. Perché ne fanno parte, e non accetterebbero mai accettato un approccio “usa e getta” verso chi conosce e ama le pareti rocciose. «Le nostre fonti, gli autori dei testi sulle vie di roccia, sono sempre i locali – spiega Maria Hilber –. Questo è molto importante nella comunità dei climber, perché spesso non funziona così, c’è chi pubblica guide sulle falesie senza contattare chi ha lavorato per aprirle, chi ha piantato gli spit. Per noi invece è un punto di forza dare un riconoscimento a chi lavora in questo senso». Un riconoscimento molto concreto: con le vendite dei “topos” (come vengono chiamate le mappe delle ferrate) gli autori locali spesso finanziano lo sviluppo e il mantenimento delle falesie, rappresentando per loro una fonte di sostentamento che permette loro di continuare ad aprire nuove vie.

Cosmopoliti in Valle Isarco

Dall’ufficio di Bressanone, al piano terra di un vecchio edificio sul fianco assolato della montagna, si vede la valle dell’Isarco allargarsi sul fondo valle, dove brillano i tetti del Duomo e dei palazzi del centro storico. Qui, oltre a Maria, Arno e Matthias – che vi hanno messo a fattor comune le competenze di tecnologia, grafica, economia, sport e organizzazione di eventi legati al climbing – oggi lavorano in quindici, fra dipendenti, tirocinanti e collaboratori freelance. Vertical Life si sta sviluppando: nel 2014 ha fatturato circa 240mila euro, più che raddoppiati l’anno successivo, toccando i 500mila euro. Le relazioni di business hanno varcato da tempo i confini, come vedremo tra poco, ma i tre fondatori hanno scelto di restare.

«Per noi è importante avere attorno un clima di lavoro cosmopolita, e qui riusciamo ad averlo»
Maria Hilber

«Siamo vicini alle zone di arrampicata, e abbiamo una posizione centrale – spiega Maria Hilber –. Attorno a noi è cresciuto un team internazionale. Contiamo su collaboratori che arrivano da Bolzano, da Innsbruck come da Vipiteno, ma anche due lituani, un ragazzo finlandese e una ragazza di Mezzolombardo che si è trasferita a Bressanone per seguire il progetto. Per noi è importante avere attorno un clima di lavoro cosmopolita, e qui riusciamo ad averlo».

Il supporto della Provincia

Non è solo la geografia a contare. Pesano anche le facilitazioni e gli incentivi che la pubblica amministrazione garantisce. Sono diverse le agevolazioni che Vertical Life ha ottenuto dalla Provincia di Bolzano fra il 2014 e il 2015, per lo studio di fattibilità e il brevetto di Zlagboard, una trave per gli allenamenti d’arrampicata collegata a una app che rende le prestazioni misurabili e confrontabili, secondo una logica simile alla app Vertical Life. Le agevolazioni hanno aiutato anche sul fronte dell’internazionalizzazione, mirate alla partecipazione a fiere aziendali e alla messa a punto dello Zlagboard Contest Tour, una sfida itinerante per promuovere il nuovo prodotto. Una nuova tornata di agevolazioni ha riguardato lo sviluppo e la sperimentazione di Zlagup smart pull-up bar, che sviluppa il concetto di Zlagboard integrandolo con una trave d’acciaio che allarga il prodotto alla platea del fitness.

I servizi digitali conquistano le case editrici estere

Il core business, però, resta quello dell’editoria, in un’ottica sempre più votata al digitale. «Il nostro sistema di diffusione digitale dei contenuti è molto interessante anche per altre case editrici – racconta Maria Hilber –. Loro ci danno i loro contenuti e noi in cambio diamo loro la possibilità di pubblicare anche in digitale i loro libri. Collaboriamo con case editrici greche, austriache, spagnole e tedesche. La partnership più importante è quella che abbiamo sviluppato con Panico Alpenverlag, la più imporante casa editrice tedesca dedicata al mondo dell’alpinismo. Abbiamo già digitalizzato cinque delle loro guide».

E non è tutto. «La app ci serve anche per acquisire contatti che ci tornano utili per la pubblicità, coinvolgendo alcuni sponsor» spiega ancora Maria Hilber. Fra le novità c’è la collaborazione che Vertical Life sta sviluppando con le palestre di arrampicata: «Potranno aprire e gestire autonomamente una pagina sulla app, simile a quelle delle falesie, e pagando un fee potranno entrare in contatto con la community che abbiamo costruito». Un altro punto sulla “Zlagboard” di questi scalatori dell’innovazione.

Scheda

Una giovane startup cresciuta in fretta

Gli inizi con la carta

Vertical Life è una startup giovane, ma che si è fatta strada in fretta grazie ad un felice mix di intuizioni e di capacità di operare su più piattaforme. Tutto parte nel 2012 da un’attività apparentemente tradizionale, l’editoria cartacea, con la pubblicazione di otto guide: sei dedicate allo sportclimbing nelle Dolomiti, nel Tirolo, nel Sudtirolo, ad Arco e dintorni, in Sicilia e nella Costa d’Amalfi, una dedicata al bouldering (l’arrampicata senza il supporto di corde né di imbragature) in Sudtirolo e una sugli sport estivi ad Arco e dintorni.

App guide inside

Con il sistema “app guide inside” Vertical Life è riuscita a creare un nuovo standard per la pubblicazione di guide outdoor. Vertical Life Climbing  trasferisce intere guide per l’arrampicata in una libreria digitale. E inoltre funziona come un motore di ricerca e un social network, per trovare informazioni dettagliate su migliaia di luoghi per l’arrampicata sportiva e boulder, seguire i propri amici, segnalare le vie testate, tramite lo Zlagfeed.

Zlagboard, per allenarsi a casa

Vertical Life ha sviluppato anche prodotti innovativi. Nel 2014 ha presentato un dispositivo brevettato per l’allenamento nell’arrampicata, Zlagboard, che permette ai climber, attraverso la sua applicazione associata, di programmare e controllare il loro allenamento in una maniera innovativa e altamente accurata.

L'innovazione premia chi la fa

Le pareti della sede di Vertical Life a Bressanone sono piene di riconoscimenti. La startup si è meritata già sei premi: Outdoor Industry Award 2014 (per Zlagboard), ISPO Brandnew Award - Finalist 2015 (per Vertical-Life App), ISPO Product Award 2015 (per Zlagboard), ISPO Communication Award 2015 (per Zlagboard Contest), ITAS Innovation Award 2015 (per Zlagboard) e ISPO Product Award 2016 (per ZlagUp).