Imprese

25 luglio 2016Giulio Todescan

Ecologica e senza un chiodo, nell'Italia del mattone i giovani si convertono alla casa in legno

Veloci da costruire, versatili, isolanti. Le abitazioni della Rubner, dalla Val Pusteria alla conquista dell'Europa. Un'impresa da pioneri declinata al futuro grazie ricerca nei materiali, innovazione nei cantieri e lavoro sulla filiera della fornitura

Un edificio dall’anima in legno massiccio, a prova di cambiamento climatico: le case in legno prefabbricate prodotte da Rubner Haus sono quasi un sinonimo di abitazione ecologica. «La nostra materia prima cresce ad un ritmo superiore a quello con cui la consumiamo» spiega Georg Birkmaier, amministratore delegato della Rubner Haus, un’azienda del gruppo Rubner che ha le sue radici a Chienes in Val Pusteria e diramazioni in quattro paesi con circa 1.500 dipendenti. Birkmaier racconta come anche in Italia, paese tradizionalmente legato al “mattone” – metafora del bene sicuro su cui investire, ma anche materiale molto concreto con cui si tirano su i palazzi, e ancora oggi nel senso comune sinonimo di solidità –, la sensibilità verso la casa in legno stia cambiando. In positivo. Fra le ragioni di questa svolta ci sono l'abbattimento delle emissioni inquinanti e la certezza di poter contare su una risorsa rinnovabile, il legno d'abete, che se gestita in modo razionale permette di bilanciare le necessità dell’uomo con quelle dell’ecosistema.

L’osmosi con il legno, materia prima e principale fonte di lavoro, qui è un fatto naturale. È parte integrante del Dna aziendale, e di quello dell’Alto Adige, un territorio coperto da boschi per il 44% della sua superficie. Per capirlo basta visitare il Rubner Center di Chienes, edificio di architettura contemporanea rigorosamente realizzato in legno, 10mila metri quadri e un involucro in cui le lamelle di legno scuro si alternano ad ampi pannelli di vetro che inondano gli interni di luce naturale. Non capita ovunque di respirare un’atmosfera così contemporanea, e allo stesso tempo di trovarsi immersi in un fondovalle circondato dai declivi verdi che conducono alle creste dei monti.

Giovani e ecologici: un nuovo mercato

«La nostra materia prima cresce ad un ritmo superiore a quello con cui la consumiamo»
Georg Birkmaier

L’apertura di credito del mercato italiano verso il mondo della casa in legno ha un interessante tratto generazionale: «Negli ultimi anni le giovani generazioni, specialmente le persone fra i 30 e i 40 anni, hanno cambiato atteggiamento e cercano un modo di vivere più naturale, una casa in cui prima di tutto devono sentirsi bene». Molti, racconta Birkmaier, decidono di fare il passo decisivo durante una visita alle case in legno esposte a Chienes, una sorta di villaggio-mostra immerso fra i prati della Val Pusteria. «Entrano, respirano, e sentono un feeling che in un catalogo di carta o virtuale non si potrebbe mai percepire». Questione di suoni attutiti, delle qualità di isolamento termico, della sensazione di calore che il materiale diffonde, e non solo in senso figurato: «Il legno al tatto non è freddo, perché è un isolante» annota Matthias Willeit, un consulente di Rubner Haus. Passeggiando fra i vialetti dello showroom a cielo aperto, si incontra un campionario di stili che supera la forma stereotipata (quella che ricorda la baita, per intendersi) per inoltrarsi nei territori del razionalismo, con linee pulite ed eleganti, colori opachi come il grigio scuro. La casa in legno che si afferma come terreno per il design, accompagnando i gusti delle nuove generazioni che ne sono attratte e sempre più spesso sedotte. 

La spiccata coscienza ecologica è un altro tratto caratteristico delle nuove generazioni di clienti. «Sempre di più in futuro si calcolerà non tanto o non solo quanta energia serve per riscaldare una casa, ma quanta se ne è impiegata per produrre il materiale con cui è costruita. Il legno ha un bassissimo consumo energetico» spiega Andreas Webhofer, sales and marketing manager della Rubner Haus di Chienes. Per trasportare i materiali di costruzione di una casa Rubner di 100 metri quadri bastano tre camion, contro i venti di una casa in muratura, con conseguente risparmio di carburante e di emissioni di Co2. La stessa lavorazione del legno richiede un consumo limitato di energia e, se si utilizzano processi di termovalorizzazione per smaltire i residui, l’albero restituisce la Co2 accumulata durante la sua crescita, con un bilancio climatico pari a zero. È uno dei motivi per cui l’azienda di Chienes è partner di CasaClima, l’agenzia di certificazione energetica della Provincia di Bolzano.

Le mille combinazioni del legno

«Sempre di più in futuro si calcolerà non tanto o non solo quanta energia serve per riscaldare una casa, ma quanta se ne è impiegata per produrre il materiale con cui è costruita. Il legno ha un bassissimo consumo energetico»
Andreas Webhofer

La casa in legno senza chiodi né colle è la punta avanzata della ricerca portata avanti dalla Rubner, sviluppata nel 2005 da un’azienda autonoma all’interno del gruppo in uno stabilimento dedicato a Prato allo Stelvio, in Val Venosta. Qui si fa bioedilizia in senso stretto, grazie a una tecnica edilizia frutto della tradizione alpina che è stato studiato, perfezionato e infine brevettato: le travi vengono “saldate” naturalmente grazie a un sistema costruttivo a “pettine” e a “incastro”. Le code di rondine delle assi, con il tempo e l’umidità presente nell’aria, si allargano leggermente, realizzando un sistema di auto-bloccaggio che rende superfluo l’uso di chiodi e di colle.

Basso impatto ambientale, basso fabbisogno termico, comfort elevato e alta resistenza alle scosse di terremoto sono pregi comuni a tutte le tecniche con cui le case in legno prefabbricate Rubner vengono assemblate. Ci sono i modelli Blockhaus, tipico delle case del paesaggio alpino con il legno a vista, Casablanca che combina il legno massiccio all’interno con l’intonaco all’esterno, e Residenz, che vent’anni fa è stato ideato per la prima casa a basso consumo energetico, nella quale la struttura portante è in legno a traliccio e una lastra di sughero spessa 80 millimetri funziona da cappotto termico naturale.

Materia prima “lenta”, cantiere veloce

Il materiale è la leva che fa cambiare tutto il processo attorno a sé. Infatti l’innovazione da queste parti non si limita alla sostanza di cui è fatto un muro. Va ancora più a fondo, perché intorno a una materia prima “lenta” come il legno è il concetto stesso di cantiere a cambiare. E a velocizzarsi. Detta in modo semplice, i tempi di costruzione si accorciano nettamente. «Siamo in grado di prefabbricare le nostre pareti in questo stabilimento – spiega Matthias Willeit – in modo che arrivino in cantiere già con tutte le finestre, le porte, i davanzali, l’intonacatura di base, il cappotto termico e la coibentazione. Siamo in grado di costruire una casa al grezzo in qualche giorno, al massimo una settimana, perché il lavoro è già stato fatto in stabilimento. L’unica cosa che manca, per avere la casa pronta al grezzo, è l’intonacatura finale applicata in cantiere». Fra i vantaggi, una doppia certezza: dei tempi di cantiere – difficilmente sorgono imprevisti visto che le pareti prefabbricate contengono già gli spazi per i tubi degli impianti – e dei costi – che vengono calcolati con precisione a partire dal progetto costruito nello stabilimento.

L'innovazione va in cantiere (con Fraunhofer Italia)

Sempre nell’ottica di un cantiere veloce e innovativo bisogna leggere lo scambio e la collaborazione fra Rubner Haus e l’ecosistema dell’innovazione dell’Alto Adige. Nel 2011 il gruppo di Chienes ha preso parte, insieme a una decina di aziende del mondo dell’edilizia sudtirolese, al progetto Build4Future promosso da Fraunhofer Italia, e nello specifico dal Fraunhofer Innovation Engineering Center, per sviluppare “in stretta collaborazione con piccole e medie imprese una soluzione per realizzare una catena di valore sostenibile per gli edifici dell’Alto Adige”. Sostenuto dalla Provincia di Bolzano e con la partecipazione della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, dell’agenzia CasaClima e del Tis Innovation Park per gli aspetti scientifici, il progetto è durato tre anni e ha portato a sperimentare modelli di industrializzazione in un settore ad alta componente artigianale come quello edile. Sono stati applicati i metodi della “pianificazione integrata” in cui le aziende esecutrici e i fornitori sono coinvolti nel processo di pianificazione. Limitando così i ritardi e i tempi morti. Proprio come avviene nei cantieri "ad alta velocità" delle case in legno.

Una storia di pionieri

Nel 1926 era una segheria ad acqua, oggi è un gruppo internazionale con un fatturato di 415 milioni

Quella di Rubner è a suo modo una storia di pionieri. Gente abituata ad affrontare i problemi fra i primi, a risolverli inventando soluzioni creative. La storia del marchio leader in Italia delle case in legno comincia novant’anni fa, nel 1926, quando il fondatore Josef Rubner aprì una segheria ad acqua nel maso Schönbrothof a Chienes, in Val Pusteria, sulle rive del fiume Rienza. Oggi su quelle acque si specchia ancora lo stesso nome. Ma l’insegna che un tempo indicava una semplice segheria oggi indica una holding leader nel suo settore: 415 milioni di euro di fatturato, di cui il 55% all'estero, 22 sedi fra cui 13 stabilimenti produttivi fra Italia, Austria, Germania e Francia e una ricerca che non si è mai fermata, e che oggi mira a costruire le case più ecologiche e confortevoli senza che in cantiere compaia un solo mattone. La svolta è datata 1966, anno d’avvio della produzione di case Blockhaus a Chienes, e si deve all’intuizione del visionario Hermann Rubner, con i fratelli Paul e Pepe esponente della seconda generazione al timone dell’azienda. Scomparsi tutti e tre nel giro di un solo biennio, il 2004-2005, hanno lasciato il testimone alla terza generazione con Peter Rubner, l'attuale presidente, Stefan, Joachim e Alfred.

Un gruppo che, se da un lato è rimasto una realtà solidamente familiare, dall’altro ha allargato il proprio raggio d’azione fino ad abbracciare l’intera filiera dell’edilizia in legno, dal taglio degli abeti alla produzione di semilavorati, fino ai grandi progetti chiavi in mano. «L’organizzazione verticale del gruppo è garanzia di velocità, continuità, qualità e risparmi grazie alle economie di scala» spiega Andreas Webhofer di Rubner Haus, la business unit dedicata alle case in legno, che a Chienes ha il suo quartier generale. Le altre quattro unità coprono i campi dell’industria del legno (Rubner Holzbau), dei grandi progetti chiavi in mano in cui il gruppo gioca il ruolo del general contractor (Rubner Objectbau), delle porte lignee (Rubner Porte) e dell’industria del legno, che rifornisce tutto il sistema. Quest’ultimo settore comprende a sua volta altre aziende dotate autonomia gestionale: RHI, la segheria che ha il quartier generale fra le foreste dell’Austria, Nordpan che realizza i pannelli in legno massiccio, Nordlam che realizza il legno lamellare, semilavorato principe per l’edilizia che utilizza questo materiale.

Scheda

Una saga familiare di innovatori

Il gruppo Rubner conta 90 anni di storia. A Chienes, nella Val Pusteria in provincia di Bolzano, nel 1926 Josef Rubner Senior costruisce la prima segheria ad acqua. Quarant’anni dopo, nel 1966, sempre a Chienes parte la produzione delle case Blockhaus, la tradizionale tecnica costruttiva in legno. Due anni prima era stata avviata la produzione di porte in legno.

L’espansione all’estero

Il gruppo inizia a strutturarsi e a crescere. Nel 1974 nasce l’azienda Holzbau a Bressanone (Bolzano) con l’inizio della produzione in legno lamellare. Nel 1985 si avvia la produzione delle case a basso consumo energetico “Rubner Residenz” a Chienes. Nel 1990 nasce a Calitri (Avellino) lo stabilimento Holzbau Sud che si rivolge al mercato dell’Italia meridionale e del Medio Oriente, e nel 1994 viene rilevata la Nordpan a Valdaora (Bolzano). La Rubner Holzindustrie viene acquisita nel 1996 a Rohrbach an der Lafnitz in Stiria (Austria) e trasformata in una moderna segheria che lavora la materia prima trasformandola in un semilavorato poi utilizzato nella filiera del gruppo. Nel 2002 entra in esercizio lo stabilimento di produzione di legno lamellare Nordlam a Magdeburg (Germania), che nel 2006 raddoppia con il rilevamento dell’azienda Glöckel Holzbau di Ober-Grafendorf (Austria). Nel 2008 si apre la fabbrica di pannelli in legno massiccio Nordpan a Strassen nel Tirolo Orientale (Austria), l’anno successivo è la volta del centro di taglio Nordlam a Magdeburgo. Nel 2012 lo stabilimento viene rinnovato e diventa “2.0”. Fra il 2010 e il 2012 aprono filiali di consulenza e vendita in Svizzera, Slovenia, Francia, Polonia e Germania.

I grandi progetti chiavi in mano

Nel 2007 nasce Rubner Objectbau che realizza grandi progetti in legno chiavi in mano, agendo da general contractor negli appalti. Fra le realizzazioni su grande scala si possono citare la torre panoramica in legno sul Pyramidenkogel a Keutschach am See (Austria), 43 edifici lignei per l’Expo 2015 di Milano, la palestra della squadra di calcio dell’Atalanta a Bergamo, un polo tecnologico didattico antisismico dedicato al settore biomedicale a Mirandola (Modena), zona colpita dal terremoto del 2012. In quello stesso anno viene inaugurato il Rubner Center a Chienes, la sede aziendale che comprende una mostra permanente sul legno e sulle sue qualità in edilizia.

I numeri

Oggi il gruppo Rubner conta 22 sedi di cui 13 stabilimenti produttivi in tutta Europa, oltre 1500 dipendenti (di cui circa la metà in Alto Adige) e 415 milioni di euro di fatturato nel 2015, di cui il 55% frutto di esportazioni.