Imprese

16 novembre 2016Enrico Albertini

Realer, la realtà virtuale che aiuta a combattere le emergenze e a evitare le valanghe

Bastano un paio di occhiali per vedere le simulazioni. Turismo, compravendita di case, formazione: tanti i settori (e le aziende) che possono sfruttare un’idea made in Alto Adige

Immaginate di dover simulare un’emergenza, come un incendio in galleria, a scopo di addestramento. Con i metodi che si conoscono è necessaria una prassi complicata: bisogna chiudere una strada, magari alle prime ore dell’alba per creare meno disagi possibili, portare sul posto gli apprendisti, far rappresentare la scena da attori e prestare attenzione a una serie di dettagli logistici e burocratici. Nonostante la frequenza di queste procedure sia ridotta al minimo indispensabile, la loro organizzazione è un impegno ingente. Immaginate ora di poter ottenere tali risultati, ovvero, ad esempio, addestrare futuri soccorritori, semplicemente indossando un dispositivo ottico e comodamente seduti nel vostro studio o salotto senza dover bloccare strade né dovendo ingaggiare attori. Tre amici, due altoatesini, Bruno Mandolesi e Alexander Egger, e un padovano, Riccardo Stecca, con tre profili simili ma complementari hanno unito le forze per risolvere questa ed altre problematiche cavalcando l'onda delle più recenti innovazioni tecnologiche: c’è chi sviluppa per aziende internazionali e vive a Londra come Riccardo, c’è chi fa il designer a Berlino come Alexander, c’è chi è direttore artistico come Bruno. Tre amici con un sogno che da settembre ha iniziato la sua realizzazione quando insieme hanno inaugurato Realer: un’azienda che offre servizi di sviluppo di realtà virtuale, sistemi interattivi, realtà aumentata e corporate design. Un progetto che parla altoatesino: è stato infatti incubato da IDM Südtirol-Alto Adige, l’azienda speciale della Provincia e della Camera di Commercio di Bolzano che punta allo sviluppo dell’innovazione sul territorio. IDM accompagnerà così Realer già dai primi passi: una startup appena fondata e già incubata, pronta a trasferirsi, nel 2017, nel NOI, il nuovo parco innovativo in fase di ultimazione a Bolzano Sud. «L’idea ci è venuta circa un anno fa – spiega Mandolesi, Ceo dell’azienda da poco costituita – quando ci siamo accorti che la realtà virtuale e soprattutto i dispositivi che permettono di decifrarla erano finalmente pronti per il mercato di massa. Abbiamo così fatto i primi prototipi e progetti, e anche il primo test: quello con la Croce Bianca altoatesina, una simulazione di emergenza che ci ha fatto capire come fossimo sulla strada giusta».

La prova del nove: simulare un’emergenza per la Croce Bianca

Nella simulazione della realtà virtuale si riesce a riprodurre anche lo stress di una situazione reale

I tre fondatori di Realer formano un team affiatato. «Ognuno di noi – continua Mandolesi – ha delle caratteristiche e competenze differenti, e questo ci permette di ampliare il nostro raggio di azione. Allo stesso tempo, però, abbiamo tutti lo stesso background, parliamo lo stesso linguaggio: questo ci permette di capirci al volo e di poter seguire al meglio il lavoro di ciascuno». La prova del nove è arrivata nella primavera del 2016, con la partecipazione in Fiera a Bolzano ad uno stand della Croce Bianca. Là oltre 120 persone hanno potuto testare quanto sia importante la simulazione a livello formativo. Indossando gli occhiali per la realtà virtuale, infatti, hanno potuto vedere crearsi davanti a loro, in maniera molto immersiva, una situazione di emergenza. I partecipanti hanno così potuto assistere ad un infarto dovendo poi scegliere la procedura giusta da seguire. Abbiamo visto come la simulazione di un caso di emergenza sia uno dei campi dove la realtà virtuale permette di riprodurre fedelmente una situazione che normalmente non è replicabile» spiega Mandolesi. E ci sono altri due aspetti da sottolineare: la possibilità di far provare la stessa situazione a più persone contemporaneamente, facendole interagire fra loro, e l’impatto dello stress. «Con la realtà virtuale il livello di stress si avvicina incredibilmente a quello di una situazione reale» conferma il CEO di Realer. «Ed è un vantaggio non da poco: molto spesso, durante le esercitazioni su «strada», i protagonisti giocoforza percepiscono l’irrealtà di quanto avviene, e la differenza nel compiere qualsiasi manovra sotto stress o rilassati è fondamentale. La realtà aumentata virtuale ha invece questo pregio: è pur sempre simulazione, ma rende il tutto molto più vissuto, reale, genera empatia arrivando a ricreare lo stress che si proverebbe nella situazione».

Avalanche-VR, la simulazione estrema di sci alpinismo

E c’è un esempio di come la nuova tecnologia possa applicarsi a qualcosa con cui chi vive in Alto Adige si confronta tutti i giorni: la montagna. Realer ha infatti sviluppato un tool capace di simulare lo sci alpinismo estremo. Anche in questo caso bastano un paio di occhiali per trovarsi, tutto d’un tratto, a scendere da un ripido versante montano. Lo strumento è Avalanche VR, che grazie al suo algoritmo sofisticato permette di affrontare situazioni di emergenza durante una discesa. In questo modo chi prova il tour virtuale si trova di fronte alle scelte più difficili: capire come si deve ragionare in quei momenti è fondamentale per prevedere, e quindi evitare, errori che possono mettere a rischio la propria vita provocando, per esempio, una valanga.  

Più settori, un solo futuro: sfruttare la realtà aumentata e virtuale

Un quarto socio ha creduto nel progetto, investendoci. E ora Realer crea mondi in 3D

Realer sta già muovendo i primi passi sul mercato. I tre fondatori hanno trovato un quarto socio pronto ad investire sul loro progetto, Christian Fischnaller. «Lavora in ambito finanziario – ricorda Mandolesi – e ci aiuterà a gestire finanziariamente la nostra azienda. Un’altra competenza che si aggiunge: non basta infatti avere un’idea per far funzionare l’azienda, bisogna anche saperla fare crescere in modo giusto». Uno dei modi per farlo è quello di presentarsi al meglio, proponendo dei pacchetti già pensati per eventuali clienti, in modo da saperli indirizzare all’interno di un mondo, quello della realtà virtuale, che dà possibilità quasi infinite. «Creiamo mondi in 3D» sintetizza il Ceo di Realer. E le applicazioni sono molteplici. C’è il servizio pensato per la compravendita di case e le agenzie immobiliari: quanto spesso chi vuole cambiare abitazione fatica a trovar tempo per andare a vedere altri appartamenti? Con la realtà virtuale si possono riprodurre gli interni fedelmente, dando la possibilità di aggirarsi in altre case comodamente dal proprio divano, vedendo cosa c’è all’interno o qual è la vista da fuori. Allo stesso modo gli alberghi potrebbero diventare più appetibili: la competizione in Rete è sempre più accesa e poter fare un tour virtuale di una stanza, muovendosi di fatto al suo interno, in futuro sarà qualcosa che può fare la differenza. E se l’applicazione museale della realtà aumentata viene quasi spontanea, non è difficile pensare anche ad una rivoluzione a livello formativo. Pensiamo solo alle lezioni di storia a scuola: un conto è raccontare una trincea – per esempio – un altro è trasportare i ragazzi all’interno facendo loro indossare degli occhiali. Anche in ambito industriale l’apporto non è da poco: si può simulare l’utilizzo di una macchina, di un utensile, imparando così ad usarlo in maniera molto realistica. Per le aziende Realer prevede anche una visita, della durata di mezza o una giornata, per poter capire se ci sono degli ambiti nei quali la realtà aumentata o virtuale possano servire. Una sorta di accompagnamento guidato nel mondo del virtuale: un’occasione per venire in contatto e magari trovare delle soluzioni per la propria impresa.

L’apporto di IDM. «Fondamentale per la nostra crescita»

Contaminazione di idee e un aiuto nel cogliere le opportunità di finanziamento: il ruolo fondamentale di Idm

Realer è un’azienda nata formalmente a fine agosto 2016 e subito incubata all’interno dell’acceleratore di imprese di IDM. «Il contributo di IDM è stato fondamentale – ricorda Mandolesi – in questa nostra fase iniziale. Dal primo momento ci ha dato una mano, non solo grazie all’incubazione, che ci permette di conoscere altre realtà come la nostra, ma anche aiutandoci ad approcciarci nella maniera giusta con la Provincia e con le opportunità di finanziamento per le attività di ricerca e sviluppo». Un contributo reciproco, quello fra Realer e l’Alto Adige: uno dei progetti già in fase più avanzata, al quale i tre fondatori stanno lavorando da mesi, è rendere in realtà virtuale il comprensorio sciistico di Plan de Corones. Uno spettacolo naturale altoatesino che diventerebbe così ancora più godibile, aumentando il ritorno turistico di un’area che già ospita ogni anno moltissime persone attratte dalle bellezze del paesaggio e dall’efficienza dell’offerta. Intanto Realer ha cominciato a far conoscere la propria capacità innovativa: una scommessa altoatesina che non è difficile immaginare vincente.

Scheda

Il premio

Un riconoscimento durante lo Startup Village che si è tenuto nella Fiera Hotel a Bolzano: l’avventura di Realer è cominciata con il piede giusto. Le potenzialità della realtà aumentata hanno attirato molti dei visitatori della Fiera che prevedeva uno spazio dedicato alle startup. E Realer promette di continuare a far parlare di sé.

Il legame con l'Alto Adige

Uno dei progetti che punta a far risaltare al meglio il territorio altoatesino è la resa virtuale del comprensorio sciistico di Plan de Corones. Insieme a Avalanche-VR un'ulteriore conferma del legame forte col territorio del team di Realer.