Innovazione

8 settembre 2016Enrico Albertini

Il drone che salva le vite umane: quando l’innovazione arriva dal cielo

Dal Politecnico di Torino all'Alto Adige per aiutare ricerche, far diventare l'agricoltura 2.0 e monitorare l'impatto ambientale di grandi opere

Trasportare defibrillatori in luoghi dove l’uomo fatica ad arrivare. Monitorare dall’alto aree vaste per cercare chi si è smarrito. Ovvero: quando la tecnologia si mette al servizio dell’uomo, ma non solo. Anche della natura e del rispetto per tutto quanto ci circonda. Emergenze e ambiente: è la MavTech Srl a fare da filo conduttore fra i due ambiti. Uno spinoff del Politecnico di Torino che si è poi sviluppato in Alto Adige, incubato dal Tis e quindi ora da IDM Südtirol-Alto Adige, l’azienda speciale della Provincia e della Camera di Commercio di Bolzano che promuove l’innovazione. Fra i primissimi, già dal 2005, a lavorare con i droni, o meglio con i prototipi che allora esistevano dei droni. Ora sono specializzati nello sviluppo, produzione e commercializzazione dei velivoli, e in particolare nella mappatura dall’alto di grandi appezzamenti agricoli: là dove l’occhio umano non può arrivare. Non solo agricoltura: MavTech è impegnata anche nelle operazioni di ricerca e salvataggio e nel monitoraggio delle costruzioni di grande opere, del loro impatto sull’ambiente circostante. Un’azienda che ha collaborato, e continua a farlo, con alcuni dei big player della ricerca altoatesina, come Eurac e Fraunhofer, fra le maggiori realtà in ambito di ricerca, e la Libera Università di Bolzano. E proprio a Unibz è inquadrato Gianluca Ristorto, ingegnere e uno dei membri del team MavTech, la cui storia personale ricalca fedelmente quella dell’azienda. Da Torino, dove viveva e ha conosciuto, studiando al Politecnico, Giorgio Guglieri e Fulvia Quagliotti, due professori e ingegneri del settore della meccanica del volo che hanno dato vita allo spinoff nel 2005, che si è trasferito a Bolzano nel 2013. Proprio come l’azienda per la quale lavora, che si è trasferita nell’allora incubatore dell’ ex Tis, ora incubatore di impresa di IDM: lo spunto è stato il progetto di monitoraggio «Smile», finanziato dalla Provincia di Bolzano.

Uno sguardo dall’alto per capire cosa serve ai campi

Ma andiamo con ordine. «MavTech è stata fondata nel lontano 2005 come spinoff del Politecnico di Torino – ricorda Ristorto – dall’intuizione dei due professori, Guglieri e Quagliotti. Nasce per lo sviluppo di droni, allora ancora ad ala fissa, non quelli che conosciamo oggi. I primi velivoli sono stati utilizzati da subito per operazioni di monitoraggio. Un lungo percorso: ad oggi siamo arrivati alla configurazione attuale, multirotorica».

I droni utilizzati da MavTech hanno anche capacità di carico: fondamentali per trasportare medicinali o un defibrillatore in zone difficilmente raggiungibili

Quella che permette, per fare un esempio, anche capacità di carico: una delle evoluzioni di MavTech è infatti la possibilità di trasportare, tramite i droni, defibrillatori in zone non facilmente raggiungibili. Una bella storia, quella dell’azienda, cresciuta nel corso degli anni: nell’ufficio all’interno della sede di IDM ci sono le foto dei primi piccoli velivoli. Un po’ la preistoria dell’evoluzione del drone. Si era ancora gli albori ma già i due professori di Torino avevano avuto l’intuizione giusta, seguiti da alcuni loro studenti, parte dei quali è entrata a far parte del team che ora opera con i droni. Nel 2013 il passaggio da Torino a Bolzano, all’allora Tis, segnato soprattutto dal Progetto Smile. «Utilizziamo i velivoli a pilotaggio remoto per andare a testare lo stato di salute di vari terreni agricoli» spiega Ristorto. Non solo droni di ultimissima generazione, pilotati dai tecnici MavTech, ma anche sensori ad alta innovazione tecnologica capaci di registrare, dall’alto, ogni variazione del terreno. Utilissimi per i frutteti e i vigneti dell’Alto Adige e per molti altri ambiti: MavTech interviene su chiamata dove serve, e il progetto Smile è stato fondamentale per monitorare delicate risaie piemontesi. Un lavoro che prima si faceva sul terreno, controllando pianta per pianta e senza riuscire ad avere una valutazione d’insieme, ora si può fare con tempi (e costi) molto più brevi. Una soluzione fondamentale per chi coltiva: sulle risaie, ad esempio, si è potuto decifrare qual era la dose esatta di fertilizzante da mettere in ogni angolo della coltivazione. In questo modo si può risparmiare, evitando le dosi in eccesso, e migliorare sensibilmente la qualità del prodotto, che si può quindi rivendere a maggior prezzo. E così sempre sta prendendo sempre più piede l’agricoltura 2.0, che sfrutta l’innovazione per far rendere al meglio un qualcosa di antico quasi come il mondo, la coltivazione.

Il futuro prossimo: monitorare l’impatto delle grandi opere sull’ambiente

Il progetto Smile mette insieme il sistema innovativo altoatesino per dare un aiuto all'agricoltura

Smile è un progetto che parla altoatesino in senso ampio: oltre a MavTech si sono messe in moto alcune delle migliori eccellenze del territorio: la ricerca di Eurac, Fraunhofer e Libera Università di Bolzano hanno contribuito alla realizzazione dell’idea, mentre dalla Provincia di Bolzano sono arrivati dei finanziamenti essenziali per renderla realtà. Ma l’agricoltura non è l’unico ambito sul quale si muove l’azienda. «Abbiamo avuto delle esperienze già con la protezione civile e l’esercito – spiega Ristorto – per l’utilizzo dei droni nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Da un lato si può monitorare al meglio quanto succede, dall’altro c’è anche la possibilità di caricare defibrillatori – o altre apparecchiature mediche – sul drone e trasportarli velocemente». Un ambito su cui si lavora da un po’ e che si è trasformato in un altro progetto al vaglio, in queste settimane, degli uffici provinciali. Non il solo: c’è anche il monitoraggio delle grandi opere, sempre in chiave di tutela ambientale. «Possiamo utilizzare i droni per mappare, in maniera costante, l’impatto di una grande opera in fase di costruzione sul territorio circostante, sui fiumi, laghi, sulla fauna e sulla flora, in modo da poter garantire sempre l’equilibrio ambientale» conclude Ristorto.

Certificatori Enac: MavTech punto di riferimento per tutta Italia

Ma lo spinoff del Politecnico torinese ha portato in Alto Adige, oltre ai progetti, anche un’eccellenza nel campo del volo dei droni. Oltre ad essere infatti operatori riconosciuti dall’Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) per tutte le operazioni non critiche, che non prevedono quindi sorvolo di persone, lo stesso ente ha riconosciuto MavTech come organizzazione consulente. Ovvero chiunque vuole sviluppare droni in Italia può appoggiarsi alla realtà altoatesina per il supporto nei test di volo e nell’intero processo di certificazione. Inoltre, l’azienda MavTech è una delle sole tre organizzazioni consulenti d’Italia in grado di supportare i costruttori per la certificazione dei droni prodotti in serie.

Scheda

MavTech: esperienza e innovazione

La fondazione nel 2005

MavTech nasce da un’intuizione di due professori del politecnico di Torino nel 2005: investire sui velivoli a controllo remoto, i droni. Anticipando così un fenomeno che sarebbe esploso solo anni dopo. Accumulando esperienza in grado di far sì che ad oggi MavTech sia una delle tre organizzazioni consulenti per la certificazione dei droni riconosciute in Italia.

L’arrivo in Alto Adige

Nel 2013 il trasferimento a Bolzano, in quello che ora è l’incubatore d’impresa di IDM. Un’ulteriore salto di qualità per l’azienda, che con il progetto Smile collabora con le maggiori realtà innovative altoatesine, come Eurac, Fraunhofer e Libera Università di Bolzano. Un progetto che aiuta a far rendere al meglio l'agricoltura, grazie al monitoraggio dall'alto. 

Gli ambiti di intervento

Protezione civile e operazioni di salvataggio, agricoltura, monitoraggio dell’impatto ambientale di grandi opere. Queste sono alcuni degli ambiti di intervento di MavTech: dove volano droni arriva l’esperienza dello spinoff del Policlinico di Torino.