Innovazione

25 gennaio 2017Luca Barbieri

Robot, Tesla e welfare aziendale: così un'impresa familiare diventa una multinazionale tascabile

Viaggio alla Intercable di Brunico, nel cuore della Motor Valley altoatesina: l’aggancio alle auto di Elon Musk e progetti all’insegna di Industry 4.0

Innovazione, velocità, qualità, costo. Le quattro parole campeggiano in giallo, su sfondo rosso, al centro dello stabilimento: tra robot, linee produttive automatizzate e operai specializzati, due maxischermi mostrano in diretta i parametri di produttività, di ogni singolo reparto e postazione. Sotto gli schermi c’è uno specchio e una scritta: qui può vedere come i lavoratori della Intercable siano responsabili di qualità, ordine e sicurezza. In questa fabbrica responsabilità e coesione si respirano in ogni dove. Siamo a Brunico, nel cuore della motor valley altoatesina. La Intercable è un’azienda «familiare» con le dimensioni di una multinazionale tascabile: altissima automazione, pulizia estrema, atmosfera rilassata e responsabilità sociale nei confronti di territorio e collaboratori. Sono quasi 400 quelli impiegati qui in Val Pusteria, altri 350 in altri 11 stabilimenti sparsi per il mondo. L’azienda altoatesina produce sistemi di  connessione e cablaggio utilizzati da tutte le case automobilistiche, soprattutto nelle nuove auto ad alimentazione elettrica. La novità di quest’anno è un contratto con Tesla per la nuova utilitaria che sarà in commercio a partire dal 2018 e che ha già raccolto oltre 400mila ordini. Ci sono molti modi per raccontare Intercable: la robotica, con un progetto sviluppato con Fraunhofer Italia; il mercato; le relazioni con i dipendenti. E’ forse quest’ultima quella che sta più a cuore a Klaus Mutschlechner, amministratore delegato del gruppo, figlio del fondatore della Intercable.

Una famiglia di 700 persone

Alto tasso di fedeltà e basso turnover. Alla Intercable c'è l'asilo nido per le mamme e una fondazione per aiutare i dipendenti in difficoltà

«Il nostro team – spiega Mutschlechner – è una grande famiglia. Grazie alla crescita di questi ultimi anni, abbiamo molti giovani, l’età media è di 34 anni e un terzo di essi è donna. In media sono con noi da almeno sei anni, ma solo perché abbiamo fatto molte assunzioni recentemente: l’alta fedeltà e il basso turnover sono dei segnali importanti per noi. Abbiamo sempre voluto essere, comportarci, avere la responsabilità di una ditta familiare, ma con una gestione manageriale». Essere una ditta familiare si traduce in una serie di comportamenti e di integrazioni a livello di welfare dalle ricadute importanti sulla coesione del team. La Intercable infatti ha istituito, in collaborazione con GKN, con la quale confina, il primo asilo nido aziendale dell’Alto Adige  ed ha appena dato vita a una Fondazione dal nome significativo: Mut, coraggio. «La fondazione – spiega Mutschelechner - può contare di una parte degli utili dell’impresa e di fondi raccolti in eventi: si occupa in modo sistematico e professionale a contribuire al benessere e provvedere a situazioni di necessità sociale della nostra comunità, a partire proprio da chi li sta più vicino ovvero dai collaboratori e le loro famiglie». Dettaglio non secondario: l’amministratore della fondazione viene eletto dai dipendenti della Intercable. «I nostri dipendenti da sempre vedono che l’azienda investe in Alto Adige che vuole crescere qui e portare ricchezza in Alto Adige». In una provincia che conta appena il 3,8% di disoccupazione istituire un welfare aziendale potente non è solo una scelta di responsabilità e di marketing: è anche una precisa politica di acquisizione delle risorse. Aiuta le donne a poter scegliere il mondo del lavoro, attrae intelligenze a caccia di ambienti di lavoro sani e stimolanti.

Automazione e formazione: industria 4.0 al lavoro

Un muletto robotico sposta i pallet da uno stabilimento all'altro senza bisogno di controllo umano

Risorse umane e automazione saranno il binomio del futuro. Solo chi saprà trovare un equilibrio tra automazione e specializzazione del personale riuscirà veramente a vincere la sfida di Industria 4.0. In questo Intercable somiglia a un grande laboratorio. C’è il muletto robot che trasporta pallet da uno stabilimento all’altro senza nessun bisogno di controllo umano: un sistema a infrarossi guida il suo cammino, due sbarre chiudono la strada che deve attraversare tra uno stabilimento e l’altro. L’uomo? Si deve solo preoccupare di mettere al loro posto i pallet da trasportare. A tutto il resto pensa lui. E poi ci sono i robot, quelli chiusi nelle gabbie, che producono sistemi di trasmissione complessi, tutto da soli. E’ il frutto di un progetto sviluppato con Fraunhofer Italia: consente di produrre piccoli lotti a prezzi molto contenuti. «Aumentare la produttività diminuendo i costi – spiega Mutschlechner – è uno dei presupporti che ci consentono di mantenere la produzione in Alto Adige. L’introduzione di questo piccolo germe di Industry 4.0 ci consente di iniziare a creare un piccolo team specializzato che sia poi in grado di replicare più in grande l’esperimento». Le competenze vengono create tramite l’assunzione di figure qualificate dall’esterno ma, soprattutto, attraverso corsi di formazione interna. «Si tratta soprattutto di giovani – continua Mutchlechner – che accettano la sfida. Si tratta di un’operazione resa possibile anche e soprattutto grazie alle qualità umane dei nostri dipendenti. Gli altoatesini hanno una dote: si identificano con il loro ruolo, vogliono crescere e, soprattutto, non mollano mai». E’ lo stesso principio che fa sì che il pannello di controllo della produttività e della qualità, dopo le prime normali diffidenze, sia diventato un elemento unificante. «Da un lato, come azienda, abbiamo la necessità di misurare i nostri prodotti, per continuare a migliorare la qualità, dall’altra gli operai si sentono stimolati a raggiungere traguardi sempre più alti». La gamification in fabbrica, la produttività come sfida comune.

Il traino delle auto elettriche

A bordo della Model 3, la nuova auto che entrerà in produzione quest’anno e ha ricevuto già 400mila ordinazioni grazie al prezzo ridotto (35mila dollari) e ad un’autonomia salita a 345 chilometri, ci sarà anche un cavo di potenza Intercable

Intercable nasce producendo materiale elettrico: pinze, forbici, utensili isolati per interventi sotto tensione. E poi apparecchi idraulici innovativi per il taglio e la compressione di cavi. Insomma, un’azienda molto hardware, che si è fatta presto conoscere nel settore della distribuzione di energia. Poi, negli ultimi anni, l’intuizione che si è rivelata vincente: agganciare, anche grazie all’ecosistema che si stava creando in Val Pusteria, il settore dell’automotive. «E’ un settore fortemente innovativo – spiega Mutschlechner – che ci permette e ci impone di essere sempre all’avanguardia. Grazie a questo mercato stiamo crescendo e sviluppando nuove tecnologie proiettate verso il futuro». Intercable produce protezioni per impianti elettrici e connessioni di potenza per le maggiori case automobilistiche mondiali. Ora è arrivato anche un contratto per Tesla, l’impresa fondata di Elon Musk che sta rivoluzionando il mercato dell’auto elettrica rendendolo cool e alla portata di tutti aumentando la durata delle batterie e diminuendo i costi di accesso. A bordo della Model 3, la nuova auto che entrerà in produzione quest’anno e ha ricevuto già 400mila ordinazioni grazie al prezzo ridotto (35mila dollari) e ad un’autonomia salita a 345 chilometri, ci sarà anche un cavo di potenza Intercable. «Si tratta solo di un piccolo componente – si schermisce Mutschlechner – ma era importantissimo per noi diventare fornitori Tesla».

Luca Barbieri

Scheda

La nascita nel 1972

Intercable è una realtà industriale altoatesina con sede a Brunico. Fondata nel 1972 da Herbert Mutschlechner come agenzia di rappresentanza per commercializzare prodotti elettrotecnici in Italia, oggi l’azienda rientra tra i maggiori produttori di materie plastiche dell’Italia settentrionale e fornisce le principali case automobilistiche nel mondo. Con i sistemi di connessione l’azienda è riuscita ad affermarsi come fornitore diretto e partner affidabile per lo sviluppo di prodotti innovativi nel segmento della mobilità ibrida ed elettrica. Lo sviluppo e la produzione di utensili isolati e oleodinamici per il settore della distribuzione energetica ha portato l’azienda a essere riconosciuta in tutto il mondo come fornitrice di massima qualità ed affidabilità. 

I numeri di oggi

L'azienda conta 400 dipendenti a Brunico e altri 300 in 11 stabilimenti sparsi per il mondo per un fatturato annuo di 138 milioni di euro: l’azienda altoatesina produce sistemi di connessione e cablaggio utilizzati da tutte le case automobilistiche, soprattutto nelle nuove auto ad alimentazione elettrica. Intercable lavora ogni anno oltre 1.500 tonnellate di resine termoplastiche mediante stampaggio a iniezione. Un sistema centralizzato di trattamento e convogliamento dei materiali, oltre a un efficiente parco macchine automatizzato e a una forza di chiusura che raggiunge le 500 tonnellate consentono di conseguire elementi stampati ad altissima precisione per i più svariati ambiti di applicazione.  Fra rame, ottone e alluminio si lavorano oltre 800 tonnellate di materie prime all'anno. Lo stabilimento ha una capacità annua di 7 milioni di componenti di sistema resa possibile da isole e linee d'assemblaggio personalizzate.