Imprese

7 febbraio 2017Luca Barbieri

Industria 4.0, un Fraunhofer per le Pmi italiane

L’istituto vuole agganciare il piano governativo appena lanciato. Nel Fraunhofer Innovation Engineering Center di Bolzano messo a punto un modello su misura per i piccoli: «Siamo al servizio delle PMI italiane»

Un partner per le PMI italiane che vogliono investire su Industria 4.0. Dalla sede di Bolzano, Fraunhofer Italia segue con attenzione la nascita del piano nazionale Industria 4.0 appena varato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Dopo i primi cinque anni di startup, in cui Fraunhofer Italia si è fatto conoscere e apprezzare dalle imprese del Nord, questo piano, ricco di incentivi, potrebbe essere l'occasione giusta per mettere tante altre aziende nelle giuste condizioni per investire nel proprio futuro. Fraunhofer Italia c'è: a Bolzano già si collabora con le aziende del territorio e oltre. Ma non si esclude di poter aprire in futuro altri istituti Fraunhofer nel resto del Paese.

Dal Process Engineering in Construction all'Automation & Mechatronics Engineering

Nato nel 2010 su impulso della Provincia di Bolzano e inizialmente specializzatosi nell’ambito delle costruzioni, Fraunhofer Italia ha recentemente sviluppato, dopo il successo del Process Engineering in Construction, che ha portato i principi di Industria 4.0 nell'edilizia, un nuovo dipartimento: Automation & Mechatronics Engineering (AME). Il dipartimento si occupa di Fabbrica Intelligente e assorbe già metà dell’attività dell´istituto italiano. L’esperienza dei primi cinque anni si è incentrata sulle aziende di piccole dimensioni tipiche dell’Alto Adige ed è servito a mettere a punto un modello adatto alle dimensioni dell’industria italiana: «Il primo approccio con l’azienda – rassicura Michael Riedl, vicedirettore di Fraunhofer Italia e Team leader del dipartimento AME – consiste in uno studio di fattibilità: si tratta di progetti che vengono sviluppati in tempi molto rapidi (3-6 mesi), che richiedono un modesto coinvolgimento del cliente ma che servono a capire quanto potrebbe fruttare l’adozione di nuovi sistemi intelligenti di fabbricazione. Sia questi che i progetti industriali successivi, che invece servono a portare l’innovazione in azienda, trovano quasi tutti un finanziamento pubblico attraverso i bandi locali ed europei». Il valore medio dei progetti sviluppati in questi anni si aggira attorno ai 50mila euro, a portata di PMI quindi: essendo un'organizzazione senza scopo di lucro, Fraunhofer riesce a collaborare con i suoi partner aziendali in maniera efficiente dal punto di vista dei costi. Le industrie locali apprezzano in particolare quelle piccole, semisconosciute, ma di grande valore e che lavorano nei settori più disparati, dall’automotive all’agricoltura, dalle costruzioni alla meccanica.

La spinta del Fraunhofer tedesco

Fraunhofer e Università lavorano fianco a fianco a servizio del territorio

Tra le aziende italiane a caccia di modelli, Fraunhofer è ormai un mantra. Nominata in ogni convegno, presa a esempio dal ministro Carlo Calenda per l’impostazione del piano Italia 4.0, la società Fraunhofer d’altra parte è uno dei segreti del sistema tedesco: parliamo della più grande organizzazione per la ricerca applicata in Europa con 67 istituti e circa 24mila collaboratori scientifici, in gran parte ingegneri e scienziati naturali. La sua posizione è esattamente intermedia tra l’impresa e l’Università concentrandosi sull’applicazione concreta di soluzioni ai problemi produttivi sollevati dalle aziende. Nessuna concorrenza con l’Ateneo, quindi. Anzi, quasi un’agenzia di trasferimento tecnologico specializzata in processi e materiali al suo servizio. Tanto che anche a Bolzano per dirigere la sede è stato scelto l’ingegner Dominik Matt, professore alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Bolzano. Il fatturato annuo del «Sistema Fraunhofer» in Germania ammonta a 2,1 miliardi di euro, la gran parte generati da contratti di ricerca con le imprese. Il modello economico del Fraunhofer, replicato nell´istituto altoatesino, prevede una stretta connessione con il territorio: un terzo delle entrate infatti deve essere costituito dal sostegno delle autorità pubbliche (in Germania dal Bund, in Alto Adige la Provincia autonoma), un terzo da bandi di ricerca per lo più europei, un terzo da contratti con le imprese. In Italia Fraunhofer arriva e arriverà lì dove il territorio e le aziende esprimono una forte esigenza di innovazione mettendo in rete, in ottica collaborativa, tutte le proprie competenze. «Fraunhofer Italia – spiega il direttore Dominik Matt – è una società consortile non a scopo di lucro: l’intero bilancio della nostra sede viene investito in risorse umane e infrastrutture di ricerca in Alto Adige e in Italia, ma ovviamente può contare, quando serve, sull’expertise e le conoscenze di tutta le rete sviluppata in Germania».

Fabbrica intelligente: un'innovazione alla portata di tutti

Fraunhofer porta in azienda robot collaborativi capaci di adattarsi alle esigenze del mercato

Quando si parla di Fabbrica Intelligente, o Fabbrica 4.0, si intende il processo di messa in rete di tutti i macchinari destinati alla produzione per creare un sistema flessibile e adattivo in grado di rispondere in modo efficiente alle mutabili richieste del mercato. «Le chiavi per lo sviluppo della Fabbrica intelligente – spiega Riedl – sono tre: Plug&Produce, approcci modulari e di rete in combinazione con interfacce unificate che permettono la massima flessibilità e un alto livello di efficienza nella produzione; Smart Process: prodotti intelligenti che organizzano e ottimizzano autonomamente i loro processi di produzione anche in presenza di un’alta varietà di prodotti e numero limitato di pezzi; Virtual factory: l’unione tra i mondo reale e quello virtuale permette un’assistenza adattiva nella produzione tramite tecnologie diverse, come per esempio la realtà virtuale e aumentata». Per sviluppare queste tre direttrici i ricercatori di Fraunhofer viaggiano su più binari: l’adozione in linea di soluzioni d’automazione intelligente e integrata; l’uso di intelligenza artificiale; nuove forme di cooperazione adattiva nell’interazione uomo-macchina. I robot collaborativi insomma, quelli che consentiranno la coesistenza di macchine e operai in linea di produzione. All’Intercable di Brunico, che produce componenti per auto elettriche, il lavoro di Fraunhofer è stato proprio questo: studiare e realizzare un sistema produttivo flessibile che potesse essere adatto a un mercato (quello delle auto elettriche) in grande espansione ma senza tempistiche di sviluppo certe. «Servono processi molto flessibili – spiega Riedl –. Il punto centrale di Fabbrica Intelligente è la produzione di lotti bassi a costi molto efficienti».

Il team italiano

A Bolzano al momento operano circa venti specialisti, tra ingegneri, architetti, scienziati naturali. Uno staff internazionale con inserti da tutta Europa. «La chiave di Fraunhofer è l’interdisciplinarietà dell’approccio e delle soluzioni – conclude Riedl –. E un collegamento stretto con l’Università che viene garantito anche attraverso la presenza in istituto di studenti che fanno qui un’importante esperienza professionalizzante». Non di rado capita che, lavorando a un progetto di Fraunhofer in azienda, lo studente o il professionista si trasferisca poi a lavorare nell’impresa presso la quale ha sviluppato il progetto. Il trasferimento tecnologico è anche questo.

Scheda

La storia

La società Fraunhofer Italia Research s.c.a.r.l. è stata fondata a Bolzano nel dicembre del 2009 come prima società affiliata della Fraunhofer-Gesellschaft, la più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa. Fraunhofer Italia è un’organizzazione di ricerca no-profit, senza scopo di lucro. Come tale collabora con l’industria per promuovere una ricerca che generi vantaggi per l’intera società. La nostra attenzione è rivolta prevalentemente a offrire una possibilità di ricerca applicata alle piccole e medie imprese del territorio grazie a servizi di ricerca pratici e formulati su misura. I nostri team interdisciplinari si dividono negli ambiti di ricerca Automation and Mechatronics Engineering e Process Engineering in Construction, entrambi affiancati dal terzo ambito di ricerca Business Model Engineering.

Il finanziamento dei progetti di ricerca

Un progetto di ricerca industriale è una ricerca svolta da Fraunhofer Italia su incarico diretto di un’azienda. Pertanto, può essere avviato in tempi brevi e si basa sulla riservatezza dei risultati e su diritti d’uso esclusivo. I progetti di ricerca da bando hanno una maggiore incertezza riguardante il finanziamento poiché dipendono dai criteri di valutazione definiti dagli organismi di finanziamento (UE, Provincia di Bolzano, etc.). Potrebbe essere necessario rendere pubblici parte dei risultati della ricerca e potrebbe essere richiesta la collaborazione di diverse aziende con diritti di uso dei risultati in comune. Un progetto di ricerca da bando deve innanzitutto identificare un mezzo di finanziamento adeguato, in seguito presentare domanda di finanziamento che deve essere approvata. Pertanto possono passare mesi fino all’effettivo inizio di progetto. La copertura finanziaria è sempre una percentuale dei costi di progetto totali, variabile fino al 100% in funzione del mezzo finanziario identificato.

Info: http://www.fraunhofer.it