Green

12 aprile 2017Carlo Dagradi

Pannelli fotovoltaici e colonnina di ricarica in un unico sistema, ora l'auto elettrica fa il pieno con il Sole

In Alto Adige l'energia rinnovabile si trasforma in mobilità. E l'avventura di DriWe arriva in Vaticano, con auto e app regalate a Papa Francesco

Avere un’auto che fa il pieno con 3 euro. Che non inquina. E che non ha nemmeno bisogno del distributore, perché si ricarica stando tranquillamente parcheggiata in garage. Ancora una cosa: quei 3 euro non si devono neppure pagare. Sono il “costo del Sole”, cioè il quantitativo di energia elettrica che producono i pannelli fotovoltaici sul tetto. Sembra uno scenario ancora lontano: invece è la realtà che ha iniziato a progettare DriWe, azienda nata nell’incubatore altoatesino Idm Alto Adige - Südtirol. DriWe muove i primi passi per avviare una rivoluzione della mobilità da un territorio che ha investito tantissimo nei trasporti a zero emissioni, incentivando le auto elettriche e i mezzi pubblici. Tra i primi a capirlo c’è stato il Vaticano. Proprio Papa Francesco (che in una recente enciclica ha parlato della tutela dell’ambiente come di una priorità universale) ha ricevuto in dono per i suoi 80 anni un veicolo elettrico della tedesca Wermuth, alimentato con il sistema integrato di ricarica di DriWe.

Un’auto elettrica produce zero emissioni locali

«Già, perché quello che realizziamo noi non è soltanto un’auto elettrica, o una colonnina di ricarica: è un sistema di gestione totalmente ecologico, efficiente e capace di trasformare il concetto stesso di mobilità» spiega Alessandro Marsilio, cofondatore e presidente di DriWe. Per comprenderlo, bisogna iniziare da una domanda: quanto inquina un’auto elettrica? Nulla, in termini di emissioni locali (non ha alcun tipo di scarico). Ma l’energia elettrica per caricarne le batterie, come viene prodotta? Se in modo tradizionale (bruciando fonti fossili), l’auto elettrica inquina anche più di una a benzina: semplicemente, inquina “da un’altra parte”. «Nel 2015 abbiamo creato un’azienda con lo scopo di ribaltare questo scenario: noi ora siamo in grado di creare un sistema integrato che prende l’energia del Sole e la trasferisce alla mobilità. In questo modo si creano auto elettriche davvero sostenibili: e si permette a chiunque di utilizzare una fonte di energia inesauribile e a costo zero» spiega Marsilio.

Un'interfaccia su smartphone permette di visualizzare dove sono le colonnine

Come funziona DriWe? In modo molto semplice. «Il cuore è tutta tecnologia informatica: il nostro sistema prevede l’installazione di un sistema di produzione fotovoltaica abbinato a colonnine di ricarica intelligenti. Il tutto, in un “pacchetto” che può comprendere anche la consegna dell’auto elettrica. Con una interfaccia semplicissima direttamente da smartphone, il nostro cliente può sapere dove sono le colonnine, quali sono libere e quanto impiega per raggiungerle». Tra i clienti di DriWe figura anche, dal settembre 2016, la sede di Verona di NaturaSì, la catena di supermercati totalmente bio ed ecosostenibili. Nel parcheggio dei supermercato sono state installate due colonnine di ricarica, una per auto elettriche e l’altra per biciclette a pedalata assistita, abbinate a un impianto fotovoltaico da 20kWp. In totale, questo sistema di produzione permette di percorrere 100mila chilometri “elettrici” ogni anno.

L’alto Adige, un modello da replicare

L’innovazione che porta avanti DriWe non si ferma alla connessione smart di tecnologie esistenti (impianto fotovoltaico, colonnina, auto). Di recente, è iniziato lo sviluppo di un sistema proprietario di “retrofit elettrico”. «Si tratta della trasformazione di auto tradizionali in auto a batteria “full electric”. Un po’ quello che avveniva fino a pochi anni fa per le trasformazioni da benzina a metano. Tra breve, noi saremo in grado di prendere un’auto, togliere il motore a scoppio, il cambio e, soprattutto, il serbatoio della benzina: il tutto viene sostituito da un motore elettrico (semplicissimo e, virtualmente, senza manutenzione) e dal pacco batterie al litio. Insieme all’auto così trasformata, ovviamente, si potrà usufruire dei servizi di ricarica di DriWe: l’obiettivo è quello di consegnare auto che abbiano già inclusi nel prezzo 15mila chilometri l’anno, tutti prodotti con il Sole».

La scelta di insediarsi in Alto Adige è stata per DriWe una naturale conseguenza della tipologia di attività. «È un territorio attento all’innovazione e al desiderio di preservare l’ambiente. L’utilizzo delle energie rinnovabili qui gode di una particolare attenzione, frutto di scelte pionieristiche avvenute ormai decine di anni fa: ci sembra quindi il luogo più adatto alla nostra realtà imprenditoriale. E vogliamo anche offrire il nostro contributo per farlo diventare un laboratorio di integrazione tecnologica, da replicare in tutte le regioni italiane» conclude Marsilio.

Scheda

Mobilità 3.0

Chi pensa a un’auto elettrica è colto spesso da “ansia di ricarica”: che cosa faccio se il mio veicolo esaurisce la carica mentre sono in strada? La domanda è perfettamente logica. «Allo stato attuale, le autonomie sono di circa 100 chilometri. Sono più che sufficienti per i tragitti urbani e i classici casa-lavoro. Va detto che lo sviluppo del sistema elettrico prevede un approccio un po’ diverso da quello del “pieno in 2 minuti”, tipico della benzina. L’auto elettrica è pensata per essere collegata ogni volta che la ricarica è disponibile: esattamente come facciamo con lo smartphone, che siamo abituati a collegare in auto, o dagli amici, anche se la batteria non si è esaurita» spiega Marsilio. Il futuro che immagina DriWe è quello di cinema, palestre, ristoranti, scuole, università, supermercati… tutti luoghi in cui ci si ferma per decine di minuti o qualche ora e, semplicemente, si attacca l’auto alla colonnina elettrica. Non solo. «Con una rete elettrica di nuova generazione, la carica potrebbe anche funzionare in senso inverso: così, se arriviamo a casa con le batterie al 90%, colleghiamo l’auto al nostro impianto e trasferiamo un 40% di energia dall’automobile all’abitazione, magari per l’uso serale. Tutto ciò è possibile se il sistema “sa” che per andare al lavoro la mattina dopo basta una carica al 50%. Che sarà ripristinata nel parcheggio dell’ufficio...».

DriWe è nata nel 2015, grazie a una “minicordata” di 13 soci. L’ultimo fatturato è di circa 60mila euro.

Gli incentivi alla mobilità elettrica in Alto Adige

Per invogliare aziende e privati ad acquistare auto elettriche, l’Alto Adige ha stanziato 10 milioni di euro per la campagna di sensibilizzazione #ViaggiareSmart. Saranno quindi disposizione di chi compra un'auto elettrica 4mila euro (2mila per un'ibrida plug-in). Inoltre alle attuali 35 colonnine di ricarica già presenti sul territorio se ne aggiungeranno altre 10 nel corso del 2017 e nel 2018 il ritmo di ampliamento si stabilizzerà fra le 20 e le 30 stazioni in più l’anno. Fra le altre misure green, oltre al potenziamento di mezzi pubblici meno inquinanti, una rete di servizi e incentivi ulteriori: un call center dove avere informazioni e ricevere assistenza in caso di guasti, meno burocrazia, l’esenzione della tassa automobilistica per 5 anni e una riduzione comunque del 77,5% dell’imposta dopo il sesto anno dall’acquisto, altri mille euro per privati e imprese che decideranno di crearsi una propria stazione di ricarica, più ulteriori agevolazioni per le imprese che decideranno di acquistare mezzi elettrici più piccoli, come scooter e bici elettriche. Al momento si contano già 600 auto elettriche in Alto Adige.