Imprese

16 maggio 2017Redazione

Röchling Automotive, dai vasi per piante alla green mobility

A Laives, nello stabilimento italiano di un colosso internazionale, lavorano 900 dipendenti provenienti da 42 paesi diversi. In unico luogo tutto il processo produttivo, dalla ricerca alla produzione in serie

Il Gruppo Röchling, attivo a livello internazionale, si è insediato in Alto Adige trent’anni fa in seguito al rilevamento della Seeber, azienda pioniera nel settore delle forniture per l’industria automobilistica. Oggi nello stabilimento di Laives non si producono soltanto componenti plastici per automobili ma si svolge soprattutto attività di ricerca e sviluppo. Nel 1955 Willi Seeber emigrò in Alto Adige dalla Turingia e vi fondò un’impresa: con l’aiuto di una pressa a iniezione, Seeber iniziò a produrre articoli per la casa come bicchieri, vasi per piante e palette per la polvere utilizzando quello che era allora considerato il “materiale del futuro”: la plastica.

Un rapido successo

L’azienda ebbe successo e crebbe velocemente, ma Seeber non riposò certo sugli allori: l’imprenditore aveva intuito le grandi potenzialità dei materiali sintetici, in particolare nel campo dell’industria automobilistica, un settore che all’epoca ignorava i componenti in plastica e continuava a impiegare materiali metallici molto più pesanti. Fu così che, alla fine degli anni Cinquanta, Willi Seeber acquistò una Mercedes da rottamare e la smontò completamente per capire quali fossero i componenti che avrebbero potuto essere fabbricati anche in plastica. Di lì a poco Seeber iniziò a produrre i primi pezzi in materiale sintetico, ad esempio ventilatori o contenitori per l’acqua di raffreddamento e per il liquido lavavetri. E i clienti non si fecero attendere.

Willi Seeber: il pioniere che portò la plastica nell’industria automobilistica

All’idea di Seeber si deve l’introduzione e l’uso sempre più diffuso di materiali sintetici nell’industria automobilistica. Lo spirito pionieristico che ha animato l’azienda ne ha fatto uno dei nomi più noti dell’intero settore, anche se oggi la “Seeber Technische Kunststoffteile” di fatto non esiste più. Nel 1986 Willi Seeber cedette infatti al gruppo tedesco Röchling l’azienda di Laives, che con i suoi 70 miliardi di lire di fatturato (circa 35 milioni di euro) figurava tra le imprese di punta dell’Alto Adige.

All’epoca la Röchling vantava una solida presenza nel settore della produzione di materiali plastici ma non era ancora attiva nel settore automobilistico. L’esordio avvenne proprio con l’acquisizione dell’impresa altoatesina. «Nel 1986 la Seeber aveva un vantaggio tecnologico sulla concorrenza – spiega Renzo Magnabosco, amministratore delegato della Röchling Automotive Europa meridionale e America Latina e dunque responsabile anche della sede altoatesina –. Da allora l’impresa ha continuato a svilupparsi sotto ogni punto di vista, naturalmente anche grazie alle maggiori possibilità finanziarie, strutturali e commerciali offerte dal suo inserimento in un gruppo di livello internazionale in costante crescita».

L'eccellenza altoatesina nel settore Automotive/Powertrain

Negli ultimi decenni il settore produzione della Röchling di Laives ha subito profonde trasformazioni, sfociate ad esempio nell’automazione di diversi processi produttivi grazie a impianti robotizzati sviluppati dal reparto di progettazione interno. La sede altoatesina ospita alcuni degli impianti più grandi dell’intero gruppo. «Inoltre abbiamo puntato ulteriormente su innovazione e ricerca & sviluppo – sottolinea Magnabosco che aggiunge –: All’interno del gruppo, Laives vanta la maggiore esperienza e competenza nel campo Automotive/Powertrain, termine con cui indichiamo gli elementi di trazione come il motore, gli ingranaggi e le parti collegate. In quest’area i migliori ‘cervelli’ del gruppo si concentrano proprio in Alto Adige».

Questo è uno dei motivi per cui recentemente il Gruppo Röchling ha investito quattro milioni di euro nella costruzione di un centro di ricerca interno alla sede. Inaugurato nel marzo scorso, il centro ospita gli uffici dei settori Sviluppo, Calcolo e Simulazione (CAE), Innovazione e Business Development nonché Analisi dei modi e degli effetti dei guasti (FMEA). Negli spazi prima utilizzati dal reparto R&S sono rimasti il laboratorio e l’officina per la realizzazione dei prototipi.

A Laives una delle quasi 40 sedi e uno dei suoi 5 Technical Centers

Il Technical Center di Laives è uno dei 5 centri tecnologici dislocati nelle quasi 40 sedi Röchling dedicate all’area Automotive a livello globale (il gruppo conta in totale circa 80 stabilimenti in tutto il mondo, attivi nei settori Automotive, Industrial e Medical). Mentre il Technical Center di Worms è specializzato nel campo dell’acustica, il centro di Laives concentra la sua ricerca sull’aerodinamica e la termodinamica, sviluppando in particolare sistemi di aspirazione per il motore e l’abitacolo della vettura. «Puntiamo anche sul settore in espansione della New Mobility/Green Cars» spiega Vincent Mauroit, General Manager Innovation & Business di Röchling e responsabile a livello mondiale del coordinamento dei centri di ricerca del gruppo rientranti nell’area Automotive.

Obiettivo dell’investimento nel settore R&S della sede di Laives, come Magnabosco tiene a sottolineare, è stata «la valorizzazione delle straordinarie competenze tecnologiche esistenti, affiancando loro una struttura che incentivi ulteriormente la crescita, non solo della sede di Laives ma dell’intero gruppo».

Da 5 a 28 persone in due anni e mezzo

La realizzazione del nuovo Technical Center si è resa necessaria anche a causa del forte incremento del personale registrato negli ultimi anni nell’area R&S dello stabilimento. «Soltanto nei reparti Engineering, Innovation e Business Development il numero dei collaboratori è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, passando da circa 70 a 160 – spiega Magnabosco –. Nel laboratorio in cui testiamo i materiali due anni e mezzo fa lavoravano 5 persone, oggi sono 28. E la ricerca di collaboratori per l’area R&S non si è ancora conclusa».

All’interno del Gruppo Röchling, Laives ha un ruolo chiave anche nel settore della formazione: l’anno scorso sono state ben 14mila le ore complessive dedicate a iniziative di formazione. «Ricercatori e sviluppatori impiegati in tutti gli altri centri di ricerca Röchling vengono in Alto Adige per aggiornarsi sui temi legati al Powertrain» prosegue Magnabosco. 

“Cervelli” e know-how, collaborazione con il settore pubblico e voglia di sviluppo

Che cosa ha spinto la Röchling a mantenere una sede produttiva e addirittura a investire in ricerca e sviluppo in un’area all’apparenza disagevole per l’industria moderna come quella di Laives, dove il costo di terreni, energia e manodopera è alto, vi è carenza di personale specializzato e la posizione risulta decentrata rispetto alla clientela? «Oltre alla compresenza di produzione e R&S in un’unica sede, essenziale per garantire una collaborazione dinamica e orientata ai risultati, i motivi sono principalmente tre – spiega Magnabosco. Innanzitutto i “cervelli”, indispensabili per un’area R&S –. A Laives sono presenti know-how ed esperienza, così come lo è la volontà di sviluppo e innovazione». La Röchling può inoltre contare sul sostegno della mano pubblica e in particolare della Provincia autonoma di Bolzano. «Anche le amministrazioni pubbliche di altre regioni e paesi appoggiano le imprese locali ma velocità ed efficienza in Alto Adige sono decisamente superiori alla media – continua Magnabosco. Il manager fornisce un esempio –: altrove in Europa un’impresa che presenti domanda di finanziamento per un progetto di R&S deve attendere fino a sei mesi per farsi accordare gli incentivi richiesti. In Alto Adige ne bastano tre».

Il terzo motivo per cui la Röchling ha deciso di rimanere fedele all’Alto Adige è stato, spiega ancora Magnabosco, «la volontà dell’impresa di crescere valorizzando l’internazionalità già presente nello stabilimento altoatesino. Nella sede di Laives non sembra quasi di stare in Alto Adige: i quasi 900 dipendenti provengono da ben 42 paesi diversi, una pluralità da cui traggono vantaggio anche i nostri progetti di R&S».

I rapporti con la Libera Università di Bolzano

Per preservare e accrescere la “concentrazione di cervelli” di Laives la Röchling collabora con diverse organizzazioni e istituti a livello regionale. «Molti dei nostri ingegneri dei materiali si sono laureati all’Università di Trento e dal Trentino proviene anche una parte del personale specializzato. Abbiamo inoltre avviato fruttuosi rapporti di cooperazione con la Libera Università di Bolzano, in particolare con la Facoltà di Scienze e Tecnologie» spiega Magnabosco. A partire dall’anno accademico in corso è stato istituito un corso di laurea magistrale in Industrial Mechanical Engineering. «Una novità positiva non soltanto per noi ma anche per le altre imprese altoatesine dell’indotto automobilistico» aggiunge Magnabosco.

Tra i clienti della Röchling Automotive figurano alcune delle principali case automobilistiche mondiali, dal Gruppo Volkswagen ad Audi e Mercedes, passando per Toyota, FCA e Volvo fino a marchi di lusso quali Jaguar, Bentley e Rolls Royce. La Röchling rifornisce inoltre produttori (ancora) sconosciuti in Europa quali i grandi gruppi cinesi Shanghai Automotive Industry Corporation (SAIC), Beijing Automotive Industry Holding (BAIC) e Guangzhou Automobile Group Co. (GAC). 

Premi internazionali all’innovazione per i prodotti sviluppati a Laives

Renzo Magnabosco non ha dubbi: «La fiducia dei nostri clienti nasce anche dalla capacità di innovazione della Röchling. E questa non è soltanto una mia opinione personale: lo dimostrano i premi internazionali che ci vengono regolarmente assegnati». La Röchling Automotive ad esempio si è più volte aggiudicata il Best Innovation Award, conferito dall’organizzazione americana Society of Plastics Engineers a prodotti progettati per il settore automobilistico e già pronti per la produzione in serie, come le condutture per il trasporto di aria compressa nei motori turbo. «I prodotti premiati, sviluppati per migliorare le prestazioni e ridurre l’inquinamento acustico, sono frutto del lavoro del reparto Ricerca & sviluppo di Laives – spiega Magnabosco che aggiunge non senza orgoglio –: Questi premi internazionali significano fondamentalmente che, negli anni in cui sono stati assegnati, la Röchling Automotive si è dimostrata migliore di imprese ben più famose come la BMW o la Bosch. Vorrei inoltre sottolineare che le risorse finanziarie che abbiamo investito nell’area R&S sono decisamente inferiori a quelle di cui dispone la concorrenza, che spesso fa parte di gruppi più grandi».

Da dove deriva questa grande forza innovatrice? «La forza della nostra sede di Laives è straordinaria e ci distingue da tutti i concorrenti a me noti: noi riuniamo in un unico stabilimento l’intero processo produttivo, dalla ricerca teorica e sui materiali alla ricerca applicata, alla progettazione dei prodotti ma anche di matrici e macchinari per la produzione in serie. Tutto avviene in tempi brevissimi. Dove invece l’area R&S, come spesso accade, è separata dalla produzione, ovvero dall’area che dovrà lavorare con i nuovi prodotti, il flusso di informazioni non è continuo e ne derivano notevoli perdite di tempo. A risentirne non sarebbe soltanto il nostro vantaggio tecnologico ma anche i nostri clienti» dice Magnabosco.

 

Scheda

Il Gruppo Röchling

Röchling è un gruppo imprenditoriale tedesco di proprietà dell’omonima famiglia. L’azienda si è evoluta nel tempo passando dalla produzione diversificata alla specializzazione nella lavorazione di materiali plastici. La Röchling SE & Co. KG con sede legale a Mannheim (Baden-Württemberg) vanta oggi una solida presenza a livello globale. Il gruppo, che conta quasi 80 stabilimenti in 24 paesi di tutto il mondo, impiega circa 8.400 dipendenti e produce direttamente nelle sedi di mercato.

Anche nel 2015 (i dati relativi al 2016 non sono stati resi ancora noti) l’azienda ha chiuso in attivo registrando un aumento del fatturato del 14% per un totale di 1,56 miliardi di euro (contro gli 1,37 miliardi del 2014). Il risultato operativo ha registrato un incremento del 32% passando a 135,9 milioni di euro (contro i 102,9 milioni del 2014), il miglior risultato di sempre. «I due settori dei materiali plastici ad alta tecnologia e dei materiali plastici per l’industria automobilistica hanno contribuito in parti uguali a tale successo» si legge in un comunicato dell’azienda. Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 il gruppo ha affiancato ai due settori già esistenti (Industrial e Automotive) una nuova area (Medical).

Le tappe più importanti della storia di Röchling

1920 – Acquisizione della Holzveredelung GmbH di Berlino con il brevetto per la produzione del laminato di legno e resina sintetica Lignostone®

1964 – Sviluppo del materiale termoplastico Polystone®

1975 – Sviluppo del materiale plastico rinforzato con fibra di vetro Durostone®

1980 – Rilevamento del gruppo Sustaplast

1981 – Fondazione della prima società affiliata negli Stati Uniti

1986 – Ingresso sul mercato dei materiali plastici per il settore automobilistico tramite l’acquisizione del gruppo Seeber in Alto Adige

1987 – Primo stabilimento negli Stati Uniti

1991 – Apertura della prima sede asiatica a Singapore

2002 – Primo stabilimento in Cina

2007 – Stabilimento in India

2008 – Acquisizione della prima impresa nel settore tecnico-sanitario

2012 – Realizzazione di uno stabilimento in Brasile

2015 – Nuova sede in Messico

2016 – Avvio di una joint venture in Giappone