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28 dicembre 2016Rebecca Travaglini

Alla scoperta del cuore tech della Coppa del Mondo

Dietro le quinte della tappa in Val Gardena. La direttrice Stefania Demetz racconta l’evoluzione delle tecnologie alpine

Il candore della neve è interrotto dai colori dei loghi degli sponsor, mentre gli spalti attendono il pubblico, che presto accorrerà numeroso per assistere alla gara. La Saslong, la celebre pista tra le montagne della Val Gardena, si erge maestosa dall’alto dei suoi oltre 800 metri di altezza, con una pendenza che raggiunge anche il 50% e punti in cui si sfiorano i 130 chilometri all’ora e si salta fino a 60 metri. A valle della pista fervono i preparativi: prove tecniche, controllo degli impianti per ripresa hd, verifica dei computer per il cronometraggio. Sono 1.500 le persone accreditate che lavorano per la perfetta realizzazione della tappa della Coppa del Mondo di sci in Val Gardena, di cui 800 fanno parte del comitato organizzatore, gli altri vengono da fuori.

Fino a poco prima delle gare, in questa zona si può osservare una linea di legno all’interno del paesaggio. Poi improvvisamente quella linea si apre, rivelando vita al suo interno. Gli studi e gli uffici della Coppa del Mondo di sci sono collocati in una struttura, le cui finestre restano chiuse fino all’inizio dell'evento, a simboleggiare l’attesa immobile di tutta la montagna. E quando arriva il momento, le finestre si aprono, mostrando centinaia di persone al lavoro.

Avere accesso al dietro le quinte della Coppa del Mondo di sci è un privilegio concesso a pochi. «Le nostre montagne, fra cui il Sassolungo, sono il brand più importante» commenta la direttrice generale Stefania Demetz, che lavora alla Coppa del Mondo dal 1998 e in questo ambiente ha la possibilità di sfruttare a pieno le due anime – altoatesina e italiana – che in lei convivono, ovvero il rigore da un lato e l'amore per la flessibilità e la creatività dall'altro. 

Dalla macchina da scrivere al wifi, ecco come è cambiato il modo di trasmettere le informazioni

Proprio Stefania Demetz ha accompagnato alla scoperta delle tecnologie alpine una delegazione riunita per il primo Vertical Innovation Camp, l'evento organizzato da IDM Südtirol-Alto Adige, Dolomiti Superski e What A Venture che ha richiamato esperti provenienti da diversi paesi con l’obiettivo di progettare un nuovo modello di skipass. A concusione della tre giorni, infatti, in occasione dell'avvio della tappa il 16 dicembre, circa trenta partecipanti a “Disrupting the skipass” hanno potuto esplorare il dietro le quinte della Coppa del Mondo di sci, accompagnati dalla direttrice.

Il modo di stilare la classifica è oggi molto diverso

«Una volta c’erano le macchine da scrivere, i fax e le cabine del telefono – racconta Demetz –. Ora tutto questo è cambiato, e la tecnologia è quella delle connessioni. Dobbiamo essere in grado di far uscire i dati in contemporanea. Gestiamo la lettura dei biglietti come se fossimo all’interno di uno stadio». Ma il palco su cui va in scena la discesa libera è molto diverso da uno stadio. «Il problema principale per noi è controllare gli accessi. C’è un sistema di controllo con 9 punti di accesso lungo il bosco per vedere da dove entrano gli spettatori e tenere monitorati i passaggi». Le tecnologie che entrano in gioco in questo evento sportivo non sono finite qui. «Lavoriamo con il cronometraggio e le informazioni sugli atleti. La classifica provvisoria veniva fatta a mano fino al 1970. Successivamente, con il segnale che veniva mandato a Monaco e poi col satellite tornava qui, si aveva uno scarto di un secondo. Oggi è tutto molto più veloce». Infine, esiste una banca dati che tiene traccia delle informazioni di tutte le categorie che lavorano o interagiscono nell’organizzazione, circa 1.500 persone accreditate.

Primo soccorso, cronometraggio e zona tv: i segreti dello sci nel cuore della Val Gardena

Il primo punto che si nota entrando nell’area riservata della tappa è la zona vip, creata per ospitare i tre migliori classificati nel momento in cui incontrano la stampa. Imponente è l’area dedicata a tv e fotografi, in cui la posizione più agevole è dedicata alla stampa locale. Lo spazio è organizzato in modo che ogni atleta possa collocarsi avendo i cronisti del proprio paese disposti attorno in semicerchio. Poco più avanti si trovano gli ambulatori medici. «Noi in caso di incidente interveniamo solo per il primo soccorso – spiega la direttrice – ma è il medico della squadra che decide cosa fare poi».

Roberta Lumina, coordinatrice della parte tv, ha accompagnato il gruppo di visitatori negli studi dove vengono monitorate le performances degli sciatori. Nelle cabine televisioni bisogna parlare sottovoce come in uno studio di registrazione, perché qui vengono fatti i commenti in diretta. Ci sono 10 tv e 5 radio più la centrale di cronometraggio. «Si trovano qui diversi uffici suddivisi in due gruppi – spiega Francesco Dariz, uno dei responsabili –: uno prende i tempi, l’altro distribuisce i dati alle tv e su internet». Il tour di Vertical Innovation si è concluso nella Gold Area, riservata ai politici e alle istituzioni: «Dal 1998 qui ci sono gli studi e gli uffici, ma poi ci siamo accorti che era un luogo perfetto per accogliere il pubblico» conclude Demetz.

Appuntamento il 21 gennaio con Vertical Up

La Saslong evoca successi sportivi ma anche il desiderio dell'uomo di misurarsi con se stesso e guardare le cose da punti di vista sempre nuovi. La pista tornerà dunque protagonista di un altro evento che vede coinvolto Vertical Innovation ed è in programma il 21 gennaio. Vertical Up è l'appuntamento che chiama gli appassionati a percorrere la Saslong al contrario, dal basso verso l'alto, senza regole, salvo gli accorgimenti (e l'allenamento) necessari per salire con le proprie forze. Due percorsi possibili e diverse categorie premiate per un evento in cui, come afferma Rainer Senoner, presidente Saslong Classic Club, «ne vedremo delle belle». 

 

 

Scheda

I numeri della Saslong

TV

Spettatori TV: 195 milioni a livello mondiale

Emittenti TV: 40-50

Telecamere: 24

Cavi: 16,000 metri

Spettatori: 11.000

Media

Giornalisti accreditati: 300

Totale accreditati: 2.500

Atleti

Super-G: 75

Discesa: 65

Nazioni: 20

Piste allenamento: 7 km

Pali: 480

Gare FIS Coppa del Mondo disputate in Val Gardena

Uomini: 75

Donne: 6

Discese libere: 55

Super-G: 16

Slalom giganti: 3

Slalom: 3

Salom paralleli: 2

Combinate: 2

Pista

Nome: Saslong

Progettista: Comitato Campionati Mondiali Val Gardena

Costruita: 1968

Prima gara di Coppa del Mondo: 1969

Lunghezza: 3.446 m

Dislivello: 839 m

Pendenza massima: 56,9 %

Pendenza minima: 11,2 %

Pendenza media: 24,5 %

Numero Porte: 37

Cannoni innevamento:  69

Lavoratori in pista

30 in pista

35 lisciatori

40 guardia porte

Totale collaboratori : 400