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1 giugno 2017Carlo Dagradi

Quando la rivoluzione digitale incontra la geologia: modelli 3D navigabili, elicotteri e droni per proteggere il territorio

In Alto Adige più di 5.000 ettari montuosi scandagliati da una startup: così Cartorender ha fotografato il crollo della Croda Rossa nelle Dolomiti di Braies

Si dice che un’immagine valga più di mille parole.  È certamente vero: ma proviamo a pensare quale valore può avere un’immagine costituita da decine, centinaia, a volte migliaia di immagini più piccole e iperdettagliate. Non solo. Un’immagine così sofisticata, che ritrae per esempio la complessa morfologia di un territorio colpito da una frana, può essere digitalizzata fino al più piccolo dettaglio: così da rendere possibile sia la messa in sicurezza, sia la progettazione di opere ingegneristiche specificamente disegnate per l’unicità di quel territorio.

In Alto Adige, nel 2013, è nata un’azienda che eccelle proprio in questo settore. «Abbiamo iniziato vincendo un premio di business planning messo in palio da quello che allora si chiamava Tis: e che oggi è il Business Incubator di IDM Südtirol - Alto Adige, dove siamo orgogliosi di avere il nostro ufficio» spiega Loris Trentin, geometra, topografo e pilota di droni. È uno dei protagonisti della “rivoluzione geologica digitale” che ha fatto nascere Cartorender, insieme a Manuel Bortolameolli, anche lui geometra, e a Stefano Mora, ingegnere e sviluppatore software.

Immagini e mappe navigabili direttamente utilizzabili dai progettisti

Ma cosa significa acquisire immagini in digitale? Il processo è semplice solo in apparenza. «Oggi tutti siamo abituati al fatto che ciò che vediamo può essere trasformato in un istante in un’immagine digitale: pensiamo all’acquisizione di foto o video con gli smartphone o al lavoro che ha fatto Google Maps in questi anni. Tuttavia, se noi fotografiamo una montagna o il profilo di una frana, creiamo una rappresentazione della realtà molto approssimativa. Questo perché le lenti e gli strumenti ordinari di acquisizione creano distorsioni e semplificazioni estreme: creando così immagini ben poco adatte all’uso professionale» spiega Trentin.

Ciò che fa Cartorender è invece generare modelli tridimensionali e mappature del territorio, rendendoli “navigabili” e, soprattutto, dotandoli di una accuratezza così estrema da essere utilizzabili direttamente dai progettisti. «Con i nostri strumenti siamo in grado di raggiungere il territorio, posare punti di calibrazione, realizzare foto ad alta risoluzione per poi passare alle elaborazioni: e con i nostri software, possiamo anche arrivare a produrre semplici pdf, che contengono però informazioni di altissimo valore tecnico e scientifico» afferma Trentin.

Il soccorso con i droni

Cartorender lavora sia con clienti privati che con l’Ufficio Geologico della Provincia Autonoma di Bolzano. E la capacità di mappare velocemente il territorio dopo un evento, per esempio una frana, permette ai soccorritori di intervenire prima e con maggiore sicurezza. «Per fare questo, abbiamo imparato a lavorare con gli elicotteri e soprattutto con i droni: quest’ultima è una tecnologia straordinaria per il basso costo di implementazione e la versatilità. Tuttavia, è necessario impiegare gli aeromobili in modo corretto e, soprattutto, con le necessarie abilitazioni e autorizzazioni». Autorizzazioni che Cartorender ha ottenuto a partire dalla prima, pionieristica normativa italiana. Il lavoro con i droni sta avendo un grande sviluppo in Alto Adige. Ed è stato anche al centro di un convegno svoltosi a febbraio proprio a IDM. L’istituto coordina uno speciale gruppo di lavoro insieme a Eurac Research, all’Università di Bolzano, all’Enac e all’Agenzia per la protezione civile.

Cartorender ha al suo attivo numerosi lavori di analisi del territorio: si va dalla mappatura a scopo agricolo realizzata con il centro di ricerca per agricoltura e foreste di Laimburg, dove sono stati mappati oltre 60 milioni di punti in tre dimensioni, alla celebre frana di Termeno, completamente digitalizzata, come quella della Croda Rossa nel comune di Braies.

Il crollo della Croda Rossa di Braies

Caso esemplare quello di Braies. Nella notte fra il 19 e il 20 agosto 2016, una frana ha interessato la Piccola Croda Rossa di Braies. Un evento imponente, che stato possibile controllare e mettere in sicurezza grazie alla tecnologia messa in campo proprio da Cartorender. «Il giorno prima dell’evento c’erano stati segnali di cedimento geologico. Così, l’Ufficio Geologico della Provincia ci ha chiamato e abbiamo fatto un sopralluogo in elicottero» spiega Trentin. «La stessa notte, c’è stata la frana: alla fine, si è trattato di un movimento imponente, di circa un milione e seicentomila metricubi. Siamo tornati sulla zona per rilevare l’accaduto, ancora con l’elicottero. Abbiamo piazzato i punti di calibrazione in parete e i marker a bordo frana. Così, abbiamo potuto calcolare i volumi e, dal confronto con i dati già in possesso della Provincia, renderci conto che la cresta della montagna è arretrata di quasi 100 metri» racconta Trentin. Il lavoro di Cartorender è servito all’Ufficio Geologico per la messa in sicurezza di una strada forestale e alcuni sentieri della zona: «Con le nostre foto e il rilievo digitalizzato, abbiamo stimato quali punti sarebbero stati interessati da un possibile evento successivo. E la Provincia si è così mossa di conseguenza, assicurando l’area».

Il futuro? Legato al territorio

Per conto di SE Hydropower, Cartorender sta effettuando il rilievo topografico delle condotte forzate nella centrale idroelettrica di Cardano e ha eseguito la mappatura del comprensorio sciistico dell’Alta Badia per l’integrazione con il sistema SnowSat, per la gestione computerizzata delle piste.

In Alto Adige per stare al passo con la tecnologia

Il futuro di Cartorender è legato strettamente all’innovazione altoatesina. «Nel nostro settore stare al passo con la tecnologia e le normative è essenziale. Per questo, essere presenti in IDM e radicati nel territorio altoatesino rappresenta per noi un vantaggio da molti punti di vista: la ricerca e lo sviluppo del business qui trovano il miglior terreno possibile per progredire e far convergere diverse competenze. Basti pensare alla complessità crescente del lavoro di acquisizione dei dati, del loro stoccaggio e delle regole di mantenimento: il potenziale nella gestione tecnica delle informazioni è enorme e va gestito con professionalità e responsabilità».

Scheda

Cartorender, numeri e realizzazioni

Cartorender è nata nel 2013, quando si è classificata al terzo posto nel primo concorso «Business Plan» di IDM Alto Adige - Südtirol. Nel primo anno, con 2 soci fondatori, Cartorender ha fatturato 60.000 euro, saliti a 230.000 nel 2016. Attualmente conta 3 soci e un collaboratore fisso. Fino a oggi, Cartorender ha realizzato 221 progetti nei settori funiviario (rilievo piste da sci  e pendii per progettazione di cabinovie), ferroviario (progettazione di nuove linee ferroviarie e misure di controllo), ingegneristico (rilievi per progettazione infrastrutturale ed ambientale con i piani di pericolo), oltre a numerosi lavori destinati al settore idrogeologico.

Cinquemila ettari mappati digitalmente

Utilizzando sia il drone che l’elicottero, Cartorender ha mappato e rilevato digitalmente più di 5.000 ettari nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano, oltre a una intera condotta forzata di 2 chilometri di lunghezza dal diametro di 2,5 metri. Nel settore ricerca e sviluppo, Cartorender ha progettato un proprio software di analisi geologica e sta costruendo un prototipo di rilevatore per lavori a budget contenuto. In questo momento è impegnata nel rilevamento della linea ferroviaria Merano-Malles: un lavoro speciale, eseguito soltanto in notturna.