Imprese

31 ottobre 2016Enrico Albertini

Imprese e centri di ricerca, imprenditori veneti alla scoperta dell’innovazione verticale

Una giornata in Alto Adige tra Salewa, Noi, Stahlbau Pichler e Eurac. Con l’obiettivo di aprire la strada a nuove sinergie

Toccare con mano l’innovazione verticale. Conoscersi reciprocamente, individuare rispettivi punti di forza per mettere in campo sinergie future. Questo l’obiettivo del visiting tour che ha visto arrivare in Alto Adige un gruppo selezionato di imprenditori e manager del Veneto. E per avere un’immagine plastica di quanto può offrire – a livello di innovazione, capacità imprenditoriale e qualità della vita – il territorio altoatesino, IDM Südtirol-Alto Adige e Niuko Innovation & Knowledge hanno organizzato una giornata intensa, mettendo insieme esperienze diverse e significative. Come la visita a Salewa, azienda nata dalla tenacia innovativa di due fratelli diventata ora un player mondiale pur rimanendo ben radicata al territorio d'origine. Cambiando settore, ma non importanza, ecco il percorso guidato alla Stahlbau Pichler, impresa che realizza i sogni degli architetti in tutto il mondo con efficienza e velocità. Una capacità imprenditoriale, quella altoatesina, aumentata dalla presenza di «acceleratori» come Eurac, l’Accademia Europea di Bolzano, altro tassello della visita, o Fraunhofer: centri di ricerca dove le aziende possono attingere a piene mani ricerche e spunti innovativi per poter migliorare la propria offerta, essere sempre competitivi sul mercato. Perché guardare e sfidare costantemente il futuro è il modo migliore per continuare a crescere. Il tutto condito da un’altra peculiare caratteristica dell’ecosistema altoatesino: la qualità della vita, testimoniata da un viaggio in cabinovia e un pranzo sull’altipiano del Renon, a Soprabolzano.

Da Salewa a Stahlbau Pichler, l’Alto Adige che vince nel mondo

Uno dei maggiori cambiamenti che ha colpito gli imprenditori veneti in visita, nel passare il «confine» che separa Veneto e Alto Adige, è la facilità di accesso alla Pubblica Amministrazione altoatesina, al sistema di finanziamenti. «Qui per parlare con un dirigente pubblico basta una telefonata» ha ricordato Giuseppe Salghetti, Investment Promotion Italia per IDM, l’agenzia di Provincia e Camera di Commercio di Bolzano che punta a favorire l’imprenditorialità e più in generale a promuovere il territorio. L’obiettivo della giornata era quello di stimolare la creazione di sinergie: fra Veneto e Alto Adige si possono pensare progetti comuni, mettendo insieme le caratteristiche vincenti di ciascuno dei due territori. La proposta altoatesina è stata ben rappresentata dalle due aziende viste. Salewa è qualcosa di più di un'impresa: è l’intuizione nata nel 1957 dal padre di Heiner Oberrauch, uno dei due fratelli che poi ha portato avanti quello che era un negozio di abbigliamento, in origine, e ora è un colosso mondiale. Il suo motto è «semplicità accurata», la sua grande capacità è quella di investire nelle persone. «Qua nessuno timbra il cartellino, e non succederà mai – ha detto Oberrauch agli imprenditori in visita – Ai dipendenti diamo la massima fiducia e chiediamo loro di fare il meglio. Credetemi: nessuno se ne approfitta e se succede, sono gli stessi colleghi a sanzionare tale comportamento». Salewa è ormai una società radicata in tutto il mondo: circa 1200 dipendenti, un fatturato di 215 milioni di euro. Ma il cuore rimane in Alto Adige, nella sede con palestra di roccia, asilo nido per i figli dei dipendenti, ristorante. Un grande edificio a specchi a forma di cristallo di rocca che campeggia nella zona sud di Bolzano, ormai punto di riferimento per la città. Un edificio la cui parete in fondo non poteva che essere costruita che da Stahlbau Pichler, big player del settore costruzioni di pareti per edifici, 220 dipendenti e 90 milioni di fatturato l’anno. Da Manhattan, per un edificio firmato da Zaha Hadid, alla nuova sede De Cecco di Pescara, disegnata da Massimiliano Fuksas: Stahlbau rende realtà i sogni delle archistar, e non solo. E proprio nella sede dell'azienda altoatesina gli imprenditori veneti hanno potuto entrare nel fulcro della produzione, dove si assemblano pezzi che poi verrano spediti nei cinque continenti. 

Eurac, nel cuore della ricerca

Il visiting tour si è chiuso in uno dei centri dell’innovazione e della ricerca altoatesina, l’Eurac. Ottanta persone che quotidianamente si occupano di fare ricerca e dare risposte alle aziende in vari campi, in particolare tutto quanto riguarda l’energia rinnovabile. «Siamo disponibili a partnership per progetti europei – ha detto il direttore Wolfram Sparber–. Ma anche a collaborazioni bilaterali su progetti a termine o formazione». I partecipanti hanno potuto vedere macchinari capaci di riprodurre la luce del sole, con tutti gli effetti conseguenti, o di invecchiare di vent’anni un pannello fotovoltaico in pochi giorni, per testarne la resa. Il settore delle energie rinnovabili coinvolge nel territorio altoatesino 500 aziende per 1,6 miliardi di fatturato. Anche l’Eurac, dal 2017, confluirà nel Noi, il nuovo parco tecnologico in fase di ultimazione nella zona sud di Bolzano: un’ulteriore opportunità per far girare, e crescere, le idee innovative.