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3 maggio 2017Giulio Todescan

Università, NOI Techpark e imprese: a Ca' del Bosco la dorsale dell'Alto Adige tecnologico

«Dai laboratori alle imprese. Modelli di trasferimento tecnologico a confronto»: la seconda tappa del roadshow 2017 di Vertical Innovation ha messo a confronto il modello sudtirolese con e-Novia, esempio inedito di enterprises factory

L’unica università trilingue in Italia – la Libera Università di Bolzano – e un grande polo dell’innovazione e della tecnologia – il NOI Techpark che aprirà in autunno – che ancora prima di apire ha già stabilito un record di sostenibilità, primo progetto in Europa e secondo al mondo a essere stato ideato seguendo i severi standard della certificazione LEED ND v4. Due attori di primo piano del sistema dell’innovazione altoatesina che sono stati protagonisti il 20 aprile di un faccia a faccia con l’imprenditoria lombarda nel talk «Dai laboratori alle imprese. Modelli di trasferimento tecnologico a confronto», seconda tappa nel 2017, dopo Torino e prima di Milano, del roadshow di Vertical Innovation che si è svolto nella tenuta Ca’ del Bosco di Erbusco, in Franciacorta.

Ad affiancare il rettore dell’Università di Bolzano Paolo Lugli e Hubert Hofer, direttore del reparto Development di IDM Alto Adige, c’erano Francesco Ferraiolo, General Manager di Maccaferri Innovation Center che in sinergia con l’ateneo ha avviato programmi di ricerca e didattica, Andrea Bariselli, giovane neuroscienziato cofondatore di Thimus, realtà che è nata nel Bresciano e ha messo radici in provincia di Bolzano, e Vincenzo Russi, ceo di e-Novia, “fabbrica di imprese” che del link ricerca-impresa, in particolare con il Politecnico di Milano, ha fatto il suo punto di forza: «Selezioniamo e sosteniamo – ha spiegato Russi – le invenzioni che hanno le potenzialità per diventare imprese».

Master e ricerca sulle infrastrutture verdi

«Siamo una giovane e piccola università, alcuni recenti ranking ci posizionano al numero 10 al mondo tra le giovani università e al 42esimo tra le piccole – ha spiegato il rettore Lugli –. L’accordo con le officine Maccaferri è un esempio importante di come l’università si vuole muovere: prevede contratti di ricerca, con un progetto già partito gestito dal professor Fabrizio Mazzetto, e una parte di didattica nella forma di un master di secondo livello dedicato alle green infrastructures».

«Il nostro è l’unico master in Italia su questo tema – ha aggiunto Ferraiolo riferendosi alle green infrastructures –. Il campo d’indagine dell’ultimo progetto di ricerca comune è quello delle nuove tecnologie da impiegare per le opere utilizzate per il controllo dell’erosione. Nei prossimi mesi faremo una serie di test su modello nel laboratorio di fluidodinamica che l’Università di Bolzano avvierà nel costruendo Parco Tecnologico».

Dall'università all'impresa, il modello e-Novia

La collaborazione con il politecnico di Milano, l’università di Bergamo e altre realtà universitarie di primo piano è anche il nocciolo dell'originale "modello e-Novia", in grado di generare in due anni 12 nuove aziende ad alto tasso di tecnologia e innovazione, mettendo in connessione laboratori e mercato. «Sono due le strutture portanti della società – ha spiegato Vincenzo Russi –, quella che chiamiamo l’Invention Foundry, il luogo delle invenzioni, e la Start-Up Foundry, il luogo della realizzazione dell’impresa attorno all’invenzione. È un processo continuo di trasformazione di idee in invenzioni e queste in imprese». La crescita è nel Dna di e-Novia, che, nata come Startup Innovativa, è divenuta Pmi innovativa a inizio del 2017, in forza di un bilancio, al terzo anno consecutivo di incremento e di utile netto superiore alle previsioni, che nell’ultimo esercizio si è chiuso con una crescita dei ricavi (oltre quota 3 milioni di euro) superiore al 75% rispetto all’anno precedente. Con la recente trasformazione in Spa e-Novia è pronta ora a una nuova crescita fatta di internazionalizzazione con l'apertura di sedi in Silicon Valley e in Giappone, una nuova fase di raccolta capitali per poi puntare alla successiva quotazione.

Conto alla rovescia per NOI Techpark

Proprio il NOI Techpark in costruzione a Bolzano Sud è la chiave dell’intervento di Hubert Hofer di fronte alla platea lombarda: «Abbiamo invitato questi imprenditori a venire a visitare il Parco, che partirà con 24 laboratori e 40 tra startup e imprese affermate, e crescerà ancora: abbiamo 12 ettari per il distretto dell’innovazione dell’Alto Adige. Un acceleratore per l’innovazione del territorio che ci renderà più competitivi sulle tematiche green, alpine technology, sul food e su ICT & automation».