Università

22 febbraio 2017Enrico Albertini

Ricerca, l’Ateneo di Bolzano scala la classifica Anvur. Dalla Provincia 180 milioni per continuare a innovare

La valutazione dell’agenzia nazionale per la qualità della ricerca mette Unibz al terzo posto nazionale nell’area di Scienze Agrarie e Veterinarie. Eccellenza anche per Business Administration e Management, ottimi piazzamenti nelle aree scientifiche

Un terzo posto per quanto riguarda i risultati della ricerca nell’area di Scienze Agrarie e Veterinarie, un ambito che richiama il legame con il territorio altoatesino, da un lato. Dall’altro 180 milioni di euro stanziati dalla Provincia come finanziamento. La Libera Università di Bolzano continua la sua crescita, puntando a fare di ricerca e innovazione due assi portanti, in linea con la spinta data dal nuovo rettore Paolo Lugli, ex «cervello in fuga» rientrato da Monaco di Baviera per guidare l’ateneo altoatesino. Proprio Lugli, insieme ai vertici Unibz, è stato ospite martedì 20 febbraio della seduta della giunta provinciale bolzanina che ha stanziato i finanziamenti per il triennio 2017-2019. Un totale di 180 milioni di euro, «benzina» per alimentare il motore della ricerca e dell’innovazione. «La LUB – ha commentato il presidente della Provincia Arno Kompatscher – è ormai diventata maggiorenne, e la sua storia di successo è confermata dalle classifiche nazionali e internazionali che la vedono sempre ai primi posti tra le università non statali». Lugli, dal canto suo, ha voluto sottolineare come nel settore della ricerca l’obiettivo sarà quello di puntare sulle eccellenze del territorio, ovvero ambiente, tecnologie alimentari, efficienza energetica, design, ingegneria industriale e automazione, mentre lo sviluppo della LUB passerà anche per il rafforzamento dei due centri di competenza sulla storia regionale e su turismo e mobilità. Un altro dei pilastri della crescita, inoltre, è individuato nel nuovo Parco tecnologico NOI, dove in ottobre si insedieranno i primi laboratori della LUB (6.800 metri quadrati a disposizione) tra cui quelli legati alle tecnologie alpine, alle tecnologie agroalimentari e alla Smart Data Factory.

Dalla valutazione una spinta per continuare a fare ricerca

Il forte collegamento fra ateneo e territorio è confermato anche dai risultati della VQR, la valutazione della qualità della ricerca redatta dall’Anvur, l’agenzia nazionale che analizza il sistema universitario. La seconda edizione della VQR, relativa agli anni 2011-2014, ha messo al terzo posto l’Ateneo di Bolzano nell’area di Scienze Agrarie e Veterinarie. con una variazione del 31% rispetto alla media nazionale, subito dopo Pisa S. Anna (+42%) e Verona (+32%). 

Ma la Libera Università di Bolzano ottiene piazzamenti degni di nota in molte delle restanti aree scientifiche. Nell’area scientifica 13, Scienze economiche e statistiche, l’ateneo altoatesino è al sesto posto nazionale (su 82 università); nell’area 1, Scienze matematiche e informatiche, raggiunge la nona posizione (su 59 università); nell’area 9, Ingegneria industriale e dell’informazione, arriva al 13° posto (su 63 università). In quasi tutte le aree scientifiche in cui sono attivi i suoi ricercatori e i professori, Unibz si posiziona nel terzo più alto. In alcune sottoaree, come in quella di Business Administration e Management, l’ateneo arriva al secondo posto, dietro Pisa S. Anna ma davanti ad atenei come Milano Bocconi o Padova. «Questi dati testimoniano la crescita della Università Libera di Bolzano e il suo collocamento in posizioni di rilievo del panorama accademico nazionale, confermando il trend rilevato in recenti ranking e valutazioni – ricorda Lugli – . Un grande ringraziamento da parte mia al personale accademico ed amministrativo che con la sua dedizione e il suo impegno ha contribuito a questo risultato. Ci tengo a segnalare, all'interno dell'area agraria e veterinaria, il primato a livello nazionale del gruppo del prof. Stefano Cesco, Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie». «Tra il 2011 e il 2014 abbiamo creato le premesse necessarie grazie alle quali è stato possibile reclutare eccellenti professori e diffondere una nuova cultura della ricerca – aggiunge il presidente Konrad Bergmeister – si tratta di un aspetto fondamentale che è stato esplicitamente valutato da Anvur e che troviamo applicato nel nuovo programma triennale 2017-19».