Green

3 maggio 2018Stefano Voltolini

Giardini e orti sui tetti delle aziende: l'area industriale diventa green

Relax, business e rispetto dell'ambiente. Circa 1,8 milioni di metri quadrati disponibili ad essere trasformati in verde urbano. E Bolzano tornerà a respirare

Coperture a verde, giardini “pensili” in cima agli edifici per una molteplicità di vantaggi: dal miglioramento del microclima, in modo da abbassare le temperature medie che nella zona industriale di Bolzano risultano superiori fino a 4 gradi rispetto alle superfici non urbanizzate circostanti, alla disponibilità di spazi per la ricreazione e allo svago: per le pause pranzo dei dipendenti, ad esempio. Aprendo anche a un utilizzo economico, sul modello dell’azienda svizzera Urban Farmers AG che promuove le colture idroponiche sui tetti, ovvero la coltivazione di prodotti alimentari e persino l’allevamento dei pesci.

Tutte potenzialità insite nell’iniziativa Tetti Verdi che sta portando avanti IDM Alto Adige in stretta sintonia con il Comune di Bolzano e che potrebbe presto modificare il volto della zona produttiva nella parte sud della città. Al posto del cemento e dell’asfalto, che “sigillano” il suolo e riflettono il calore riscaldando l'atmosfera, guardando dall’alto potrebbe un giorno esserci solo una distesa verde. I dati sono incoraggianti. In dieci anni di applicazione della procedura R.I.E. (Riduzione dell’impatto edilizio) in città sono stati realizzati circa 200.000 metri quadrati di coperture a verde. E il potenziale calcolato dai tecnici del municipio, come è stato illustrato nell’evento a NOI Techpark con gli stakeholder di Bolzano Sud, è di circa un milione e 800.000 metri quadrati per tutta Bolzano. «Il verde estensivo migliora e rende lo spazio urbano più vivibile» afferma l’assessora all’ambiente di Bolzano Maria Laura Lorenzini che immagina sui tetti di centri commerciali e stabilimenti produttivi dei veri e propri parchi aziendali, «per rinfreschi, relax dei dipendenti, eventi, per migliorare insomma la qualità della vita sia dei lavoratori che di tutti i cittadini». «Diamo una spinta a questa pratica – prosegue – partendo dalla zona produttiva dove ci sono grandissimi superfici a tetto che creano calore. È la quinta facciata, che si vede guardando le immagini dall’alto. Il verde oltre a ridurre la temperatura in estate farebbe aumentare la biodiversità, con un beneficio generale per l’ecosistema di Bolzano e dell’Alto Adige».

Comune e IDM assieme

L’evento al NOI Techpark, per la prima volta nella sala storica e suggestiva del Carroponte (lascito del precedente stabilimento industriale), è stato il primo di una serie di tre appuntamenti organizzati con un duplice obiettivo. Sia sensibilizzare sul tema le aziende altoatesine, partendo da quelle della zona produttiva di Bolzano, sia promuovere la realizzazione delle coperture a verde sulle quali IDM ha elaborato una guida informativa che si riferisce alla norma di riferimento per il verde pensile in Italia. A Paolo Abram, funzionario della Giardineria comunale, presente assieme a Roberto Loperfido, del Sistema informativo territoriale del Comune, il compito di fornire cifre e valutazioni tecniche. «Il progetto dell’amministrazione – spiega Abram – è promuovere la realizzazione dei tetti verdi soprattutto nella zona industriale. Gli effetti benefici sull’ambiente e l’atmosfera sono diversi: la mitigazione del microclima dell’area e la regimazione delle acque meteoriche». Significa che le piante, il prato e il terreno distribuiti in cima agli edifici riescono a trattenere l’acqua piovana restituendola poi, per evaporazione, lentamente. «Le strutture a verde pensile, grazie alle particolari stratificazioni e ai substrati utilizzati sulle coperture, riescono a trattenere una significativa quota di acqua piovana restituendola all’ambiente lentamente, attraverso la vegetazione, per evapotraspirazione. Grazie a questo processo si ottiene la mitigazione delle temperature» prosegue il tecnico. È una sorta di raffrescamento, di “aria condizionata” naturale. Poi naturalmente c’è la possibilità «di fruire degli spazi verdi come zone relax, a disposizione delle aziende e del loro personale», aggiunge. I numeri sulla diffusione delle coperture green fanno ben sperare. Finora il Comune ha conteggiato ca. 200.000 metri quadrati di superfici certificate e realizzate con la procedura R.I.E. E in un tempo di quattro anni, dice una valutazione spanno metrica, si potrebbero ottenere altri 190.000 metri quadrati stando ai progetti in corso. Il potenziale tuttavia è molto maggiore. Loperfido è il funzionario del Comune che si occupa di cartografia e del sistema Gis, con dati geo-riferiti. Ha calcolato tramite l’analisi all’infrarosso dei tetti che a Bolzano sono presenti 1,8 milioni di metri quadrati di coperture “piane”, con inclinazione minore di 3°.  Una superficie con caratteristiche adatte per le coperture a verde, che per assorbire l’acqua necessitano di una pendenza contenuta. Non resta quindi che proseguire sulla strada tracciata.

«Business in cima agli edifici»

Stefano Prosseda, responsabile dell’Ecosystem Construction di IDM e moderatore dell’evento assieme a Katja Glücker, che ha coordinato la realizzazione della linea guida IDM, sottolinea la valenza economica dell’iniziativa Tetti verdi. «I numeri dicono che c’è un potenziale di espansione di 8-9 volte di questa tecnologia, includendo in questo termine i lavori di installazione e le potenzialità di utilizzi. C’è quindi mercato». E interesse. Al primo incontro al NOI hanno partecipato un centinaio di persone. «L’obiettivo di questo primo appuntamento è presentare la linea guida tecnica per le coperture che abbiamo realizzato tramite uno dei classici gruppi di lavoro IDM dove la strategia e le iniziative emergono da una cooperazione tra impresa e istituzioni. Siamo intervenuti anche a Milano, sede dell’UNI, l’ente italiano di normazione, dove abbiamo promosso la modifica di una norma tecnica sulle coperture verdi, su cui abbiamo basato la linea guida IDM». Prosseda invoglia gli imprenditori. «Abbiamo mostrato cosa fa l’azienda svizzera Urban Farmers AG, che sui tetti promuove la produzione di verdura e altri generi alimentari, anche l’allevamento dei pesci. La sommità degli edifici è insomma un luogo dove si può anche fare business».