Innovazione

6 giugno 2017Johanna Roellecke

In Alto Adige gli studenti dell’istituto tecnologico progettano e mandano nello spazio un satellite

Dedicato a Max Valier, pioniere della missilistica, il progetto si è sviluppato grazie alla collaborazione con OHB, gigante tedesco dell’aerospazio fondato dal sudtirolese Manfred Fuchs e l’Istituto Max Planck

Cinquecentonove chilometri: è questa l’altezza a cui verrà lanciato. Novantacinque minuti, invece, è il tempo che impiegherà per ruotare una volta intorno alla terra. Due numeri che «fotografano» l’importanza del primo satellite made in Alto Adige, pronto – a fine giugno – a volare nello spazio. Il satellite è stato battezzato Max Valier Sat, in onore del pioniere altoatesino della tecnica missilistica. E non solo: a costruirlo, infatti, sono stati gli studenti e insegnanti dell’Istituto tecnologico in lingua tedesca Max Valier di Bolzano. Si tratta di un progetto realizzato sotto la guida di alcune delle realtà europee più eminenti nell’ambito della navigazione spaziale quali l’azienda aerospaziale OHB di Brema e l’Istituto Max Planck di fisica extraterrestre di Garching in Germania. Ad avviare il progetto nel 2008 l’altoatesino Manfred Fuchs, ex studente dell’Istituto tecnologico Max Valier e uno dei pionieri europei dei satelliti geostazionari: nel 1981 aveva fondato a Brema il centro di tecnologia spaziale OHB (Otto Hydraulik Bremen).

Studenti ed esperti aerospaziali fianco a fianco

Per la costruzione del satellite sono state sfruttate al meglio tutte le competenze a disposizione dell’Istituto Max Valier: l’impianto è stato affidato alle classi dell’indirizzo elettronica, mentre la struttura è stata realizzata dalle classi di meccanica. Il gruppo di lavoro che si è occupato dell’automazione ha sviluppato i metodi per l’analisi dei sensori e per determinare l’orientamento in orbita. Il padre del progetto, Manfred Fuchs, scomparso nel 2014, ha sostenuto la realizzazione del satellite sia da un punto di vista scientifico sia a livello finanziario. I suoi ingegneri hanno eseguito i lavori di sviluppo e i test effettuando, ad esempio, l’analisi termica o il controllo professionale e attivo dell’assetto. OHB, l’azienda aerospaziale fondata da Fuchs, si è inoltre assunta il compito della spedizione del satellite nello spazio. Max Valier Sat sarà lanciato dall’India con il razzo PSLV-C38. A bordo ci sarà un telescopio a raggi X costruito nell’Istituto Max Planck. I dati a raggi X saranno inviati alla Terra con l’aiuto di un trasmettitore radioamatoriale e potranno essere ricevuti e decriptati dai radioamatori. Il satellite trasmetterà a breve sulle frequenze radioamatoriali 145,860 MHz e 145,960 MHz. Negli istituti tecnologici di Bolzano e di Merano saranno messe a disposizione due stazioni radioamatoriali. A bordo ci sarà un semplice segnalatore, che oltre al nominativo di chiamata invierà anche un messaggio in codice Morse.

Cooperazione transfrontaliera per avanzare nello spazio

Sono state varie le realtà coinvolte nella realizzazione del primo satellite altoatesino, sostenendo il progetto sia a livello scientifico che finanziario. Oltre alla partnership con OHB è stata fondamentale anche la collaborazione scientifica da parte di due importanti centri di ricerca tedeschi: l’Istituto Max Planck a Garching e l’Istituto Ernst Mach della Fraunhofer-Gesellschaft di Friburgo. Nel segno della transfrontalierità anche il finanziamento del progetto. Infatti, tra i partner sono non solo la Regione Trentino-Alto Adige, la Fondazione Cassa di Risparmio, la Camera di commercio, Confartigianato Imprese e le aziende Markas e Duka Universal, ma anche l’Intendenza scolastica tedesca. «Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile la costruzione di Max Valier Sat. Specialmente i docenti e gli studenti altoatesini coinvolti nella realizzazione del satellite hanno dimostrato di avere non solo le necessarie abilità e capacità, ma anche quello spirito di squadra necessario per realizzare progetti di questa portata», ha sottolineato l’assessore provinciale Philipp Achammer.

Insieme al responsabile del progetto Indulis Kalnins della OHB, al preside della scuola Barbara Willimek, al rappresentante dell’Istituto Max Planck Diogo Coutinho, agli insegnanti Ferdinand Heidegger e Sandra Zuccaro nonché agli numerosi sponsor del progetto, l’assessore è stato presente quando sono stati presentati i dettagli del lancio del satellite nello spazio. Protagonisti dell’evento di presentazione, tenutasi lo scorso 1 giugno nell’Istituto Max Valier a Bolzano, sono stati anche gli allievi stessi: lo studente Jakob Puff ha presentato un’analisi del rischio di collisione con particelle in orbita, realizzata in collaborazione con l’Istituto Ernst Mach della Fraunhofer-Gesellschaft di Friburgo. Lo studente Tobias Bernardi invece si è soffermato sulla stazione radioamatoriale IM3EAE, che verrà impiegata per comandare il satellite e per la ricezione dei dati.