Roadshow

13 dicembre 2016enrico albertini

Sei mesi, sette tappe: il roadshow di Vertical Innovation getta ponti fra idee innovative

Schio, Milano, Bolzano e Montebelluna hanno ospitato gli eventi, punti d’incontro per imprenditori e manager

C’è un solo modo per far girare e magari crescere l’idee: mettere insieme le persone e le loro esperienze, sentire testimonianze in grado di far toccare con mano quanto possa essere dirompente un pensiero innovativo. Proprio alla contaminazione di idee (innovative) ha puntato il roadshow di Vertical Innovation. Sette appuntamenti, altrettanti ponti gettati fra imprenditori, manager e chiunque abbia voglia di fare impresa. Magari prendendo spunto dalla natura, come dimostra l’ecosistema altoatesino che si è fatto conoscere: la via verticale all’innovazione porta, con gli appigli giusti, ad arrivare in vetta e vedere tutto sotto un’altra prospettiva.

Fabbrica Saccardo: la fabbrica rigenerata che testimonia il cambiamento

I sei mesi del roadshow di Vertical Innovation sono cominciati alla Dreamfactory di Milano, a inizio giugno. Al centro del confronto, un nuovo modello di edilizia capace di guardare all’ambiente e di puntare tutto sulla ricerca e le tante possibilità che l’ecosistema Alto Adige può offrire a chi cerca di fare impresa in un modo differente. Ospite d’onore dell'incontro moderato da Emil Abirascid, il cofondatore e Ceo di Airlite, Antonio Cianci, che ha raccontato ai partecipanti – imprenditori e professionisti del settore edilizia – il valore aggiunto rappresentato dal sistema Alto Adige. Un luogo simbolico è stato scelto per il secondo appuntamento, il 15 giugno: la Fabbrica Saccardo di Schio (Vicenza), storico stabilimento dell’industria tessile del ventesimo secolo ripensato e rinnovato negli ultimi anni. A «Il sistema territoriale per il nuovo lavoro artigiano» hanno partecipato un gruppo di imprenditori veneti, convenuti per un’informale chiacchierata con Stefano Micelli, economista di Ca’ Foscari che ha indicato nel suo ultimo lavoro «Fare è innovare» la via italiana all’industria 4.0 e Hubert Hofer, direttore del dipartimento Development di IDM, l’agenzia per la promozione e lo sviluppo dell’innovazione in Alto Adige, che ha organizzato la serata. Con loro una presenza costante di tutte le tappe del roadshow: Andrea Bariselli, uno dei cofondatori di Thimus, la startup che si occupa di neuroscienze e meccanismi celebrali accelerata dall’Alto Adige. Nel corso dei vari appuntamenti Bariselli, con i suoi esperimenti, ha dato dimostrazione dei risultati che si possono raggiungere nel territorio altoatesino. Dopo una pausa estiva si è poi ricominciato a Milano, il 13 settembre, con l’incontro dedicato a Information technology e Internet delle Cose. In Dreamfactory, nel capoluogo lombardo, sono arrivati imprenditori e manager di aziende che si occupano di It. Con Patrick Ohnewein, coordinatore dell’Ecosystem ICT & Automation di IDM, c’era Georg Egger, rappresentante del Fraunhofer, centro di ricerca applicata d’eccellenza che ha a Bolzano l’unica sede italiana.

L'habitat dell'innovazione

Un posto ideale per vivere, lavorare, innovare. Così si è presentato il 5 ottobre a Milano il sistema altoatesino nella serata di Corso Garibaldi, organizzata insieme a Wired Italia, dal titolo «The innovation habitat: alla scoperta della via verticale alla crescita». Al centro della serata le storie: quelle di startup che hanno vinto la loro sfida e sono riuscite ad emergere. Immaginando una carta geografica dell’Italia, le startup presenti all’evento Vertical Innovation avrebbero potuto coprire a macchia di leopardo tutto il territorio. Segnale che le idee innovative ci sono e diventa quindi ancora più importante trovare l’«habitat» adatto per farle crescere. Qualche giorno dopo, il 13 ottobre, l’Alto Adige ha giocato in casa: una giornata intensa ha accolto a Bolzano oltre 40 imprenditori veneti, in un visiting tour organizzato da IDM Südtirol-Alto Adige e Niuko Innovation & Knowledge. Un “percorso” che ha visto la visita a Salewa, azienda leader nel settore dell’abbigliamento invernale e sportivo, un colosso da 215 milioni di fatturato, 1200 dipendenti in tutto il mondo ma il cuore orgogliosamente altoatesino. Il tour è proseguito con la visita a Stahlbau Pichler, big player del settore costruzioni di pareti per edifici, 220 dipendenti e 90 milioni di fatturato l’anno, per concludersi con l’esperienza a Eurac, centro d’innovazione e ricerca, dove ottanta persone ogni giorno si occupano di dare risposte alle domande delle aziende.

La natura, fattore competitivo

Eurac, rappresentato dal direttore Wolfram Sparber, è stato fra i protagonisti anche dell’evento del 9 novembre a Milano. «Innovazione e sostenibilità: la natura come fattore competitivo» il titolo della sesta tappa del roadshow di Vertical Innovation. A confronto Matteo Motterlini, filosofo e neuroeconomista, autore del libro «La psicoeconomia di Charlie Brown. Strategie per una società più felice», Sparber e Bariselli. Si è così arrivati all’ultima tappa: il cerchio si è chiuso nel Veneto, con l’evento del 16 novembre a InfiniteArea, un incubatore alle porte di Montebelluna (Treviso). Il tema era «Sport 2021: imprese, tecnologie, eventi. Innovazione e montagna, un’occasione mondiale».  A confrontarsi con Luca Barbieri, direttore editoriale Vertical Innovation, c’erano Riccardo Donadon, presidente Fondazione Cortina 2021, Rainer Senoner, presidente Saslong Classic Club, Andreas Winkler, responsabile Sports & Winter Technologies IDM, Armin Zoeggeler, olimpionico di slittino e responsabile innovazione materiali Fisi. Con un plurimedagliato olimpico il roadshow si è concluso: appuntamento al 2017.