Roadshow

15 giugno 2016Enrico Albertini

Quando le imprese prendono spunto dalla natura: ecco la via verticale all’innovazione

Micelli, IDM, Thimus: in Fabbrica Saccardo a Schio la prima tappa del roadshow di Vertical Innovation

C’è un modo molto immediato per capire cos’è l’innovazione: prendere spunto dalla natura che ci circonda. In Alto Adige le montagne insegnano: bisogna avere gli appigli giusti, saldi, per arrivare alla vetta, dove si aprono nuovi orizzonti, si vede in maniera diversa quanto prima si guardava da un’altra prospettiva. È la via verticale dell’innovazione, che mercoledì 15 giugno si è trasformata in un ponte fra Alto Adige e Veneto, un momento per far circolare idee, spunti, progetti, durante la prima tappa del roadshow di Vertical Innovation. «Il sistema territoriale per il nuovo lavoro artigiano», questo il tema della serata che si è divisa tra una prima parte di talk e una seconda di networking durante la quale una cinquantina di imprenditori e top manager veneti, selezionati tra le più significative esperienze manifatturiere della regione, hanno dialogato con i vertici di IDM per scoprire le opportunità del sistema Alto Adige. L’ospite principale non poteva che essere il professor Stefano Micelli, l’economista di Ca’ Foscari che nel suo ultimo lavoro «Fare è innovare» ha indicato la via italiana per arrivare all’industria 4.0. A dialogare con lui, moderati dal direttore editoriale di Vertical Innovation Luca Barbieri, il direttore del dipartimento Development di IDM – l’agenzia per la promozione e lo sviluppo dell’innovazione in Alto Adige, che ha organizzato la serata – Hubert Hofer, e gli imprenditori invitati in Fabbrica Saccardo di Schio, storico stabilimento dell’industria tessile che ha saputo innovarsi e in cui si respira ancora la grande produzione manifatturiera del Novecento.

Hofer ha raccontato le potenzialità dell’Alto Adige agli imprenditori presenti. «IDM offre alle imprese servizi di incubazione, consulenza nell’individuazione dei finanziamenti – ha detto –  messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Bolzano, delle aree produttive e l’accesso a una fitta rete di partner pubblici e privati composta di diversi istituti». Perché l’innovazione verticale «è un cambiamento di paradigma che ci costringe a puntare sulla qualità, sull’innovazione tecnologica e scientifica, per superare i limiti di un modello che rischia di non essere più sostenibile».

Micelli ha poi tracciato la via che si dovrà percorrere per arrivare all’artigianato 4.0, una «rivoluzione» che in Italia può passare solo dalla produzione su misura. «Ci troviamo a nostro agio in luoghi come questi, com’è la Fabbrica Saccardo, perché siamo nel cuore della produzione e del lavoro. Abbiamo capito l’importanza del saper fare, ad un dimensione artigianale, l’idea di un lavoro fatto con cura e con maestria. Oggi questi posti ci dicono qualcosa: qua si è sedimentato quello che il mondo apprezza di noi». Ma il paradigma è cambiato negli ultimi anni. «Negli ultimi dieci anni c’è stato un processo di transizione, graduale e costante: il digitale è entrato all’interno dei processi manifatturieri – ha spiegato Micelli –  In Italia abbiamo le multinazionali tascabili che  competono sul mercato con prodotti su misura. Le nuove tecnologie tendono a valorizzare con questi percorsi, una manifattura che si cimenta con prodotti diversi. Artigianato su misura ha bisogno disperato di tecnologia».  Per Micelli è fondamentale ripensare il tutto dalla base, dall’insegnamento scolastico. «Bisogna interrompere la divisione che c’è fra tecnologia e umanesimo: sono competenze che devono andare insieme».

Il dibattito si è concluso con la presentazione di Andrea Bariselli, uno dei fondatori di Thimus. Un esempio concreto di quanto l’Alto Adige possa essere acceleratore di idee: un progetto partito da Brescia che ha trovato slancio, risorse e contatti fra i monti altoatesini. La startup è stata fondata da un gruppo di ricercatori universitari e studia i meccanismi neuronali che influenzano la scelta del consumatore, sfruttandoli in ambito commerciale per soddisfare i desideri degli utenti. Bariselli e il suo team hanno svelato ai presenti, con una dimostrazione pratica, come reagisce il cervello umano di fronte a stimoli di piacere: gli imprenditori sono stati infatti invitati a scoprire come reagisce il proprio cervello durante un'esperienza piacevole quale il taglio dello speck altoatesino. Il giusto prologo alla fase più conviviale della serata che è servita per approfondire la conoscenza reciproca  e creare opportunità di collaborazione concreta con il sistema Alto Adige.