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9 dicembre 2017Johanna Roelleke

«Essere primi della classe non basta: bisogna essere fuoriclasse. Ecco come la teoria degli outlier cambia il mondo»

All'Università Bolzano un incontro internazionale per studiare l'«eccezionale». Lechner: «La nostra Università può diventare un punto di riferimento sull'argomento». In cattedra anche Norbert Niederkofler, lo chef tre stelle del Rosa Alpina

Non essere il primo della classe, ma un fuoriclasse. È questa la chiave di successo dell’outlier, qualcuno di eccezionale e fuori dalla norma in grado di trovare soluzioni inedite e strade mai battute prima. Un fenomeno che nel mondo dell’innovazione e dell’entrepreneurship sta attirando sempre più curiosità e che anche per l’Alto Adige sembra essere la filosofia su cui scommettere nel futuro. Mentre in statistica con «outlier» si indica un dato anomalo, distante dalle altre osservazioni, nelle scienze aziendali si sta formando un filone di ricerca che con il termine si riferisce a persone, aziende o istituzioni che in un modo o l’altro sono fuori la norma e fuoriclasse. Esempi che subito vengono in mente: Facebook, Google, Apple e co. Ma anche esempi dal mondo dello sport come Messi o Ronaldo. «Un outlier è qualcuno o qualcosa fuoriclasse. Perché la loro performance in termini assoluti è eccezionale, perché sono partiti da una posizione svantaggiata, hanno avuto successo dove nessuno se lo aspettava oppure sono stati in grado di sfruttare eventi non comuni a loro vantaggio» spiega Christian Lechner, docente di imprenditorialità e innovazione all’Università di Bolzano, che il prossimo 15 e 16 dicembre organizzerà a Bolzano la conferenza dal titolo  «Outliers: How to create and manage the exceptional» (Outliers, come creare e gestire l’eccezionale).

«Siamo troppo impegnati a cercare di essere i primi della classe»

È già la seconda volta che lo studioso porta questo tema —emergente ma ancora poco affrontato –  a Bolzano. E questo non a caso: «Siamo una piccola facoltà, nata non troppo tempo fa in un contesto rurale senza tradizione accademica. Proprio per questa posizione di partenza svantaggiata dobbiamo differenziarci e fare le cose non solo meglio ma anche diversamente dagli altri. Questo significa, ad esempio, anche diventare pionieri nello studio di un fenomeno che a livello mondiale finora hanno toccato in pochi - dice Lechner -. Una strategia che sembra funzionare. Oggi, infatti, siamo la seconda facoltà di economia in Italia tra le università private e tra le migliori nei ranking mondiali». Un ragionamento questo che si applica anche al contesto più ampio: «L’Alto Adige in realtà è una regione di outlier, non solo perché è una delle poche regioni italiane con statuto speciale, ma anche perché qui sono nate progetti imprenditoriali fuori dal comune» dice Lechner e aggiunge: «Si pensi solo a casi come Leitner, il cui attuale proprietario partendo da operatore nel settore edile oggi è numero uno a livello mondiale sul mercato delle tecnologie alpine». «Il problema è che ancora siamo troppo impegnati a cercare di essere i primi della classe —continua —. La chiave del successo invece sta nell’essere unici. Basta avere il coraggio di fare le cose diversamente».

«O sei tutto o sei niente»: ecco come gli outlier cambiano la nostra prospettiva

E perché è importante studiare il fenomeno dei «fuori dal comune»? «Perché sono loro -continua Lechner - che cambiano completamente la nostra visione del mondo. Guardando ai fenomeni sociali partiamo sempre dal presupposto che vi è una distribuzione normale intorno alla media. Ma gli outlier distorcono questa idea. Perché sono loro — quelli che non rientrano nella norma — che sembrano di avere un livello di influenza e potere sproporzionato rispetto al resto della popolazione. Si pensi solo al fatto che sono solo 65 le persone che possiedono più della metà della ricchezza mondiale. L’esempio degli outlier ci fa capire che la maggior parte dei fenomeni sociali segue la logica della legge di potenza. In altre parole: o sei tutto o sei niente».

Una conferenza per tutti quelli interessati all’eccezionale

Il fenomeno degli outlier quindi cambia il nostro modo di interpretare il mondo. Ed è per questo che diventa cruciale esaminare i casi dei fuoriclasse più da vicino. Finora però l’argomento ha suscitato poco interesse nel mondo della ricerca. Cambiare questa situazione è uno degli obiettivi della conferenza, organizzata dalla facoltà di economia di Unibz, che il 15 e 16 dicembre 2017 unirà a Bolzano scienziati di caratura internazionale, provenienti non solo dall’Italia ma anche dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Germania. Special guest, invece, sarà Norbert Niederkofler, un vero outlier nel suo campo. L’altoatesino, che solo recentemente ha ricevuto la terza stella Michelin per il suo ristorante Rosa Alpina in Val Badia, racconterà come è diventato uno degli chef migliori del mondo. Nelle due giornate di conferenza gli speaker provenienti da tutto il mondo esamineranno il fenomeno degli outlier a 360 gradi. Saranno analizzati dei casi di fuoriclasse molto diversi tra loro —recenti e storici—e rientrando nei più vari settori, dalla moda, al mondo bancario fino alla cultura. Un tema quello degli outlier che senz’altro non è solo interessante per gli addetti al lavoro. Per questo gli organizzatori vogliono rendere la conferenza accessibile anche a chi non si occupa del tema a livello scientifico. A questo scopo ciascun intervento sarà suddiviso in due parti: la prima prevede una presentazione del relativo caso non tecnica, e nella secondo parte — rivolta principalmente a ricercatori, dottorandi e studenti— verrà spiegato il «dietro le quinte», cioè le considerazioni metodologiche su cui si è basata la ricerca in questione. La conferenza «Outliers: How to create and manage the exceptional» si terrà venerdì, 15 dicembre (dalle 14 alle 18.30), e sabato, 16 dicembre (dalle 9.15 alle 12.45) all’Unibz club, Uffico F6, e sarà a ingresso gratuito e aperta a tutti.