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31 maggio 2017Stefano Voltolini

Alleanza tra droni e satelliti per controllare dall’alto ogni singola mela

Gli attori dell'innovazione altoatesina fanno sistema per un progetto di monitoraggio e una collaborazione che continuerà all'interno del NOI, il nuovo parco tecnologico

Droni, sensori, dati satellitari e tecniche di laboratorio avanzate, utilizzati in sinergia per controllare il meleto e ogni singola mela. Le coltivazioni non hanno più segreti grazie al progetto Monalisa, “germogliato” nell’ecosistema di innovazione basato in Alto Adige. L’iniziativa mette insieme tecnologie innovative e collaborazione tra gli enti di ricerca e le imprese attive nel sistema territoriale della provincia di Bolzano.

Al progetto collaborano Eurac Research, Università di Bolzano e di Innsbruck, centro di sperimentazione Laimburg e IDM Südtirol-Alto Adige, l’azienda speciale della Provincia e della camera di commercio che punta allo sviluppo dell’innovazione sul territorio. Monalisa, finanziato dalla Provincia, è stata l’occasione per sviluppare una collaborazione con alcune aziende (Cisma, Mountain-eering, Geco Sistema e Territorum OnLine) per la progettazione e la commercializzazione di nuovi prodotti per il monitoraggio ambientale. Questa collaborazione proseguirà all’interno del NOI Techpark, il nuovo parco tecnologico che si sta ultimando a Bolzano sud (aprirà il 2 ottobre) e che cambierà il volto all’innovazione basata in Alto Adige. Il NOI, promosso da IDM, ospiterà anche l’EnvironmentalSensing Lab di Eurac Research e Unibz, laboratorio di tecnologie dedicato al monitoraggio ambientale. 

Monalisa combina tecnologie e scienza per aumentare l’efficacia del monitoraggio ambientale e quindi rendere più efficiente la gestione delle risorse agricole e forestali. Negli ultimi anni la tecnologia dell’osservazione ambientale si è enormemente sviluppata. Dati satellitari, sensori, droni e tecniche di laboratorio avanzate permettono di raccogliere un’enorme mole di dati sull’ambiente. «Nel progetto abbiamo combinato queste tecnologie per migliorare il monitoraggio ambientale nel settore agricolo. Uno dei risultati principali è stato la creazione di una banca dati ad accesso libero», spiega Marc Zebisch, climatologo di Eurac research e coordinatore scientifico del progetto.

Tra gli aspetti monitorati dai ricercatori rientrano ciclo dell’acqua e del carbonio, crescita della vegetazione, attività svolte in campo agricolo e forestale, qualità dei prodotti agricoli. Gli esperti di meccanica e meccanizzazione agro-forestale di Unibz, ad esempio, si sono occupati di sviluppare i “quaderni di campagna” informatici, con il registro automatico delle attività nei campi. I tecnici del Centro di sperimentazione Laimburg, invece, si sono avvalsi di tecnologie non distruttive per scartare i frutti con difetti interni, invisibili dall’esterno. I risultati scientifici sono stati elaborati in modo da poter sviluppare applicazioni utili per diversi tipi di utenti: pubblica amministrazione, associazioni di categoria, agricoltori, produttori di macchinari, che possono utilizzarli come punti di partenza per aumentare l’efficienza e elaborare idee innovative. I valori misurati hanno permesso anche di perfezionare i consigli ai contadini su quando e quanto irrigare.