Scenari

6 giugno 2016Luca Barbieri

Dal nuovo lavoro artigiano la via italiana all'Industria 4.0

In «Fare è Innovare» Stefano Micelli detta le regole della nuova manifattura su misura che può far vincere l'Italia sui mercati

Dal nuovo lavoro artigiano una via italiana all'Industria 4.0: la produzione su misura. Il nuovo saggio di Stefano Micelli (Fare è innovare, edizioni Il Mulino) non è una riproposizione dei concetti già ottimamente espressi nel best seller Futuro Artigiano. L'economista di Ca' Foscari e direttore della Fondazione Nord Est va ben oltre, arrivando a delineare una via italiana alla manifattura del futuro, un incrocio di umanesimo, digitale e personalizzazione del prodotto che ha importanti ricadute sulle scelte politiche e formative che ci troveremo ad affrontare a breve per trovare la nostra via (sicuramente differente da quella tedesca) alla Fabbrica 4.0, alla produzione interconnessa alla dimensione digitale e all'Internet degli Oggetti. 

Artigianato, un equivoco tutto italianao

«Nel nostro Paese - spiega Micelli - più che pensare al lavoro artigiano come una risorsa, abbiamo guardato a questo nostro patrimonio come a un ingrombante retaggio del passato, il segno patente della nostra renitenza alla modernità industriale».  Tre gli equivoci tutti italiani citati da Micelli:

  • Artigianale nel nostro Paese non connota necessariamente un'idea di lavoro quanto piuttosto la dimensione dell'impresa
  • La divisione manichea tra piccole imprese artigiane e grandi imprese industriali suggerisce che la ricerca sia monopolio di queste ultime
  • Il lavoro artigianale è stato visto come «no global»

«Eppure il lavoro artigiano ha un grande impatto sulla moderna economia della conoscenza: il thinkering (crasi di thinking e tinkering), il pensare facendo le cose, è difatti il modo nuovo in cui impariamo, innoviamo e partecipiamo alla vita economica e sociale del mondo in cui viviamo. Fare le cose aiuta a pensare perché il controllo della varietà sfugge a chi nella vita ha solo appreso dai libri. Il nuovo artigiano insomma batte il vecchio accademico due a zero».

Gli italiani hanno la fissazione del bello e per questo limitano la loro creatività. Il movimento dei maker è un movimento che assomiglia a quello dei punk infischiandosene delle convenzioni culturali che segnalavano cosa è bello e cosa è brutto. 
(Chris Anderson)

La via italiana all'industria 4.0

E veniamo al cuore della riflessione. Si pensa sempre che il protagonista implicito dell'Industria 4.0 sia la grande impresa. «Invece i motivi per promuovere una via italiana al digital manufacturing sono principalmente due - spiega Micelli -. Il primo ha a che fare con quanto le imprese italiane hanno già fatto finora: le più dinamiche hanno avviato nei fatti una trasformazione tecnologica tutt'altro che scontata, investendo su ciò che ha dato prova di creare valore nei processi di innovazione e manifatturieri in senso generale. Un secondo motivo ha a che fare con l'originalità del nostro percorso. Saper fare artigiano, dialogo con la domanda, qualità dei progetti sono tutti fattori che abbinati alla tecnologia confermano il potenziale di una rivoluzione che ha il suo punto di arrivo nella produzione su misura».

Cinque le regole per costruire un nuovo modello organizzativo della manifattura italiana. Regole dettate dalla necessità del fare rete, connettere professionalità e competenze:

  1. Racconta il tuo lavoro e il tuo saper fare
  2. Investi sul web e fatti trovare
  3. Punta sull'e-commerce e reinventa l'idea di bottega
  4. Apriti a comunità di sperimentatori: ti aiuteranno a fare ricerca
  5. Investi sul design

Le politiche per la nuova manifattura italiana

La tesi di Micelli è che in Italia stia nascendo una manifattura su misura, che trae forza proprio proprio dalla capacità di promuovere prodotti differenti di grande qualità nei settori tradizionali così come in quelli più tecnologicamente all'avanguardia. «Scommettere sul nuovo lavoro artigiano significa puntare su una manifattura che può competere promuovendo un nuovo modello di crescita che si fonda sulle persone, sulle loro abilità e sulla loro creatività. E' un modello che ha dalla sua una sostenibilità sociale di gran lunga superiore a quella di un capitalismo delle macchine intelligenti. Il mondo ci riconosce una posizione di leadership in questo campo: compra i nostri prodotti perché è convinto della superiorità del nostro stile di vita e del nostro modo di fare impresa. Favorire la promozione di un nuovo lavoro artigiano significa promuovere un cantiere nazionale che scommette sull'Italia come epicentro di una nuova manifattura su misura in grado di favorire un incontro originale tra tecnologia e lavoro, tra digitale e innovazione». Come? Attraverso il tema dell'educazione e della formazione del capitale umano, il tema del sostegno all'internazionalizzazione, il nodo dell'urbanistica e del ritorno del lavoro artigiano e della manifattura in città. Sfide cui alla risposta dal basso deve affiancarsi una presa di consapevolezza sempre maggiore da parte della politica e delle istituzioni, locali in primis.