Innovazione

21 ottobre 2016Rebecca Travaglini

Usare il legno per immagazzinare gas: una collaborazione italo-olandese nel segno dell’innovazione

Holzbau Brugger e Wiefferink Group si sono incontrate grazie a IDM e hanno sostituito l’impiego del cemento armato

Riscoprire le potenzialità del legno per realizzare soluzioni innovative per immagazzinare gas. Questa la sfida per cui l’azienda altoatesina Holzbau Brugger di Varna e l’olandese Wiefferink Group di Oldenzaal si sono unite nel segno della collaborazione con IDM, azienda speciale per l’economia della Provincia e della Camera di commercio. Il risultato è che ora le due ditte insieme realizzano impianti flessibili per lo stoccaggio di gas.

Holzbau Brugger e Wiefferink si sono incontrate grazie all’ingegnere brissinese Roman Bodner, che aveva già diversi progetti con la ditta olandese e collaborava con Brugger. Quando l’azienda di carpenteria si è rivolta a IDM, Paolo Bertoni, persona di riferimento per il legno, le ha segnalato che il produttore olandese di coperture in Pvc era alla ricerca di una soluzione per realizzare degli impianti per stoccare il gas che potessero essere costruiti e smontati senza problemi in poco tempo e che soddisfacessero le esigenze di mercato in campo estetico ed ecologico. «Il legno si è rivelato essere il materiale giusto e Holzbau Brunner il partner ideale per l’azienda olandese» osserva Paolo Bertoni. «IDM ha aiutato le aziende ad avviare le collaborazioni e le ha assistite nelle pratiche burocratiche» racconta Bodner.

I partner hanno sviluppato assieme il prodotto, anche grazie ai finanziamenti segnalati da IDM, fino alla versione pronta per essere commercializzata: un contenitore in legno impermeabile ai gas. «Botti di legno con cerchioni di acciaio venivano impiegate 20-30 anni fa in Germania in agricoltura per stoccare il letame – racconta Roman Bodner –. Noi abbiamo reimpiegato questa tecnologia costruendo dei piloni che si possono usare anche sull’acqua. Abbiamo dimenticato le potenzialità del legno. Senza ossigeno questo materiale dura e non marcisce, si pensi a Venezia». La ditta olandese Wiefferink è leader nel settore dello stoccaggio di biogas  e liquidi. «Fare tenuta a gas è più sofisticato che farlo per l’acqua – continua Bodner –. In Olanda si usano immissioni di Co2 nelle serre per aumentare la produzione. Si arriva ad avere aumenti di produzione dei pomodori del 40%, è come ricavare da 20 ettari quello che di solito si ricava da 30. Bisogna però stoccare la Co2».

Legno vs. cemento armato

Peter Brugger, uno dei due proprietari dell'azienda altoatesina, spiega che fino a oggi gli impianti per raccogliere il gas venivano realizzati in cemento armato. Ma il legno utilizzato in queste nuove costruzioni di 20 metri di diametro alte 4 presenta notevoli vantaggi. «Per costruire questi impianti in cemento armato si consuma molta energia: il legno permette di impiegarne solo un terzo» conferma Bodner. E Brugger gli fa eco: «Questa copertura si può smontare e rimontare velocemente da un’altra parte, quindi sicuramente è più efficace». Inoltre il cemento armato deve maturare 30 giorni prima di poter essere utilizzato. C’è poi una questione estetica: «Rispetto alle vasche di 4-5 metri che contengono migliaia di metri cubi di materiale e si trovano in campagna queste strutture hanno impatti ambientali inferiori – continua Bodner –. Inoltre c’è meno materiale da trasportare e lo si può fare con un semplice trattore: un metro cubo di legno pesa 30-40 chili contro i 700 del cemento armato». L’ingegnere brissinese spiega che il cemento armato è una tecnologia avanzata in Europa ma ha il 10% di perdite, che arrivano a percentuali molto più alte nei paesi in via di sviluppo, dove inoltre manca il personale specializzato. «Invece in questo modo si può usare il legno del posto, che cresce in modo inesauribile».

IDM al fianco dell’innovazione

«Una buona idea da sola non fa un prodotto di successo». Lo sostiene Hubert Hofer, responsabile del reparto Development di Idm. Per affermarsi sul mercato occorre dedicarsi a ricerca, sviluppo e realizzazione del prodotto con un partner adatto, un solido finanziamento o buoni canali di distribuzione. Proprio per questo esiste IDM, attenta a riconoscere le buone idee e a sostenere le aziende altoatesine mettendole in contatto con istituzioni ed enti di ricerca, trovando partner per cooperazioni e informando sulle possibilità di finanziamento. Proprio come è successo nel caso di Holzbau Brugger e Wiefferink Group.