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11 aprile 2016R.T.

Il legno che non brucia, innovazione altoatesina per avere edifici più sicuri

Il legno “Bio-XLam” di Ligna Construct e “Soligno” di Reinverbund, due aziende di Bolzano, resistono due ore alla forza del fuoco

C’è un legno che non brucia e non è un paradosso né un controsenso. È una delle nuove frontiere dell’innovazione made in Alto Adige: l’alta resistenza delle pareti in legno massiccio “Bio-XLam” di Ligna Construct e “Soligno” di Reinverbund, due aziende di Bolzano, è sinonimo di maggiore sicurezza per chi ci vivrà all’interno. Basta guardare il video sotto per toccare con mano il risultato finale: è l’apertura del forno che ha tenuto, al suo interno, il legno per 120 minuti.

Ligna Construct e Reinverbund "primi della classe" per il legno sicuro

Una grande performance, due ore di resistenza, che nasce in Alto Adige, grazie anche alla collaborazione con il centro di ricerca per il legno Cnr-Ivalsa e il centro di ricerca sui materiali e laboratorio per l’edilizia Mfpa di Lipsia. Le pareti in legno “Bio-XLam” di Ligna Construct e “Soligno” di Reinverbund, quest’ultima del Gruppo Rubner, possono resistere 120 minuti in un forno che ne valuta la resistenza a fuoco, calore e fumo. A richiedere il test sono state le due aziende stesse: in questo modo hanno ottenuto una certificazione che le pone all’avanguardia a livello europeo. Ed è proprio l’Unione Europea a chiedere degli standard sempre più elevati in campo di resistenza. Essere fra i primi della classe significa avere una forte leva per scardinare i mercati esteri, migliorando così i propri affari. I prodotti delle due aziende sono già forti non solo in Alto Adige, ma in tutto il Nord Italia e in alcuni Paesi esteri, come la Germania.

Idm al fianco dell'edilizia in legno del futuro

Fuoco, fumo, calore: sono i tre elementi che è necessario testare per valutare quanto quel tipo di legno è in grado di garantire la sicurezza di un edificio

Quali sono le caratteristiche del legno che non brucia? Deve resistere al meglio a tre elementi: fuoco, fumo e calore. La fiamma, ad esempio, non deve oltrepassare la parete. Allo stesso modo bisogna evitare il surriscaldamento eccessivo, per non permettere eventuali ustioni alle persone sorprese da un incendio. C’è poi il fumo: se ne uscisse in maniera eccessiva si correrebbe il rischio di soffocamento o quanto meno di non riuscire ad individuare facilmente la via di fuga adeguata.

«Si è dimostrato che anche le pareti in legno resistono», afferma Paolo Bertoni, esperto di materiale ligneo di Idm Südtirol-Alto Adige, l’azienda speciale per l’innovazione della Provincia di Bolzano al quale l’azienda Reinverbund del Gruppo Rubner si è rivolta per entrare in contatto con i centri di ricerca e dal quale è stata poi supportata nella ricerca del finanziamento per la realizzazione del prodotto. Ed è così che si immaginano le case del futuro in legno: fatte di un materiale che non brucia, non si scalda e non produce fumo. Sicure e confortevoli, a prova di incendio.