Ricerca

28 febbraio 2018redazione

Ricerca, l'Alto Adige accelera: fondo di quattro milioni di euro l'anno

I nuovi finanziamenti suddivisi in quattro ambiti. Un bando ogni sei mesi. Kompatscher: «Vogliamo crescere ancora e avere un ruolo di prim’ordine»

Quattro milioni di euro l’anno.  L’Alto Adige spinge forte sulla ricerca e lo fa creando un fondo ad hoc per aumentare l’investimento. Negli ultimi tre anni, infatti, la cifra totale messa sul campo è stata di 5,2 milioni di euro: da ora in poi si passa a 4 milioni l’anno. Un cambio di passo marcato anche perché, come ha più volte ricordato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, la quota di Pil investita in ricerca e sviluppo, 0,75%, «non è ancora sufficiente». Il dato è riferito al 2015 quando, allo stesso tempo, la stessa quota in Trentino e Tirolo era rispettivamente dell’1,9 e del 3,1%. Non solo impegno finanziario: si cercherà sempre più di far rete: se a livello interno l’ecosistema altoatesino è già forte, si punta a migliorare la cooperazione con i territori confinanti e la partecipazione a «call» di paesi vicini. Il tutto in ottica europea: per questo motivo sarà rafforzata la presenza a Bruxelles.

«Le istituzioni che si occupano di ricerca in Alto Alto Adige negli ultimi anni hanno ottenuto ottimi risultati, anche grazie al sostegno finanziario da parte della Provincia», speiga Kompatscher, riferendosi al lavoro svolto da Unibz, Eurac Research, Centro di Sperimentazione Laimburg, Fraunhofer Italia, Istituto per le tecnologie innovative e Eco-Research, tutti insieme al NOI Techpark.  «L’Alto Adige vuole, deve e può recuperare posizioni nell´ambito della ricerca», ha ricordato il presidente. Non incidono nel calcolo gli investimenti per la realizzazione di infrastrutture ed edifici, come nel caso del NOI Techpark. «Ma questi investimenti contribuiscono a rendere possibile che i progetti di ricerca trovino il contesto giusto per fare ricerca. Tutto questo lo facciamo perché crediamo che l'Alto Adige abbia già fatto molta strada e che ora ci siano tutte le premesse perché possa avere un ruolo di prim’ordine, di concerto con i centri di ricerca regionali. E per farlo abbiamo bisogno di una strategia chiara e dello sforzo congiunto di tutti gli attori verso un unico scopo: sviluppare l'Alto Adige come centro nevralgico della ricerca scientifica» Il programma di interventi è stato approntato dopo una serie di studi e analisi su come funziona il sistema di sostegno alla ricerca nei Paesi europei più avanzati. Il piano ha avuto il via libera dal Consiglio della ricerca nell'autunno del 2017 e dalla Giunta in dicembre.

«Oltre alla ricerca applicata svolta dalle aziende – sottolinea Ulrich Stofner, direttore del dipartimento Economia - per noi è importante lo sviluppo di una ricerca scientifica all'avanguardia nelle competenze chiave dell'Alto Adige. Visto che l’Italia non fornisce finanziamenti per i progetti di ricerca scientifica, ma finanzia solo gli istituti, deve intervenire la Provincia».

I quattro ambiti del fondo

Il fondo di 4 milioni di euro sarà suddiviso in quattro ambiti: Alto Adige Research, Euregio Plus, Joint Resarch e Seal of excellence. Alto Adige Research sosterrà progetti di ricerca scientifica secondo i parametri standard internazionali.  Gli esiti dei bandi, uno o due all’anno, saranno valutati con l’aiuto di una agenzia esterna.  La prossima call è prevista nel settembre 2018. Con Euregio plus verranno sostenuti progetti di ricerca dell’Euregio Alto Adige-Trentino-Tirolo, in particolare quelli che porteranno ad una collaborazione con gli atenei di Innsbruck e Trento. Joint Research Project prevede che nei prossimi mesi vengano raggiunte delle intese con istituti di ricerca stranieri. «Diverse sono già in fase avanzata e devono essere solo formalizzate» ricorda Kompatscher. I ricercatori altoatesini potranno dare il loro contributo e i Fondo della ricerca provinciale metterà i finanziamenti per la quota altoatesina del progetto. Per Seal of excellence, il sigillo di eccellenza, si intendono quei progetti di ricerca, che hanno fatto richiesta di finanziamento nell’ambito del progetto Ue Horizon 2020, e, pur avendo ottenuto punteggi alti, come nel caso dell’Eurac, non hanno ricevuto i fondi europei. Questi progetti, già valutati, possono essere quindi finanziati con il Fondo per la ricerca.

Uno dei punti fondamentali della nuova offensiva è la riorganizzazione e il rafforzamento della ripartizione 34, Innovazione, ricerca e università, in particolare con la creazione dell’ufficio Ricerca scientifica: a capo della ripartizione ci sarò Vito Zingerle. Alla presentazione del piano sulla ricerca sono intervenuti anche alcuni rappresentati dell’ecosistema altoatesino, per far toccare con mano la rete che si è creata: Roland Psenner (Eurac), il rettore Unibz, Paolo Lugli e Angelo Zanella del Centro di sperimentazione Laimburg.