Scenari

10 luglio 2017Stefano Voltolini

«A un passo dal cielo» e «Star Wars»: Alto Adige, un set naturale da 45 milioni di euro

Cinema, oltre 2.600 giornate di riprese. L'attività della Film commission altoatesina ha contribuito a dare una nuova direzione di sviluppo alle aziende artigiane del territorio

Centosessantasette progetti finanziati con oltre 2.600 giornate di riprese, un «effetto Alto Adige», ovvero il ritorno economico territoriale, calcolato in oltre 45 milioni di euro, un settore in crescita formato da più di 500 imprese. Numeri importanti per la Film commission altoatesina – attiva dal 2010 all’interno di Bls e ora confluita in IDM Alto Adige-Südtirol – che ha reso famoso l’ecosistema alpino in tutto il mondo.

Creare un legame immediato e indissolubile tra gli elementi del paesaggio altoatesino e le emozioni del pubblico. Questo permettono di fare le produzioni cinematografiche e audiovisive realizzate nelle suggestive location della provincia di Bolzano: dal lago di Braies, nella serie televisiva «A un passo dal cielo», che ha avuto protagonista Terence Hill, alle Dolomiti di Sesto ai cui piedi sono state girate scene del prossimo Star Wars (lo spin off «Han Solo»).

Un ponte tra due lingue

«L’Alto Adige – spiega Birgit Oberkofler, responsabile del Film funding di IDM - ha una delle Film commission più importanti in Italia. Questo soprattutto in termini di finanziamenti e produzioni sostenuti. L’obiettivo è quello di fare da ponte tra i due grandi mercati e le relative culture, il mondo tedesco e quello italiano». Ma non solo, visto che ci sono anche produzioni di portata globale. Nel maggio scorso lo spin off Han Solo è stato girato presso le Tre Cime di Lavaredo e il monte Piana. Nella valle sudtirolese dell’Alta Pusteria la seconda troupe ha effettuato le riprese del paesaggio. I fan di Guerre stellari le vedranno nel 2018 nel film che racconta le avventure di Han Solo e Chewbacca prima di aderire alla ribellione. Nel cast Woody Harrelson, Donald Glover, Emilia Clarke, Thandie Newton.

Accanto al sostegno diretto alle numerose produzioni c’è un’offerta diversificata. Fatta da attività di sviluppo, come «Incontri», il meeting annuale tra produttori italiani e tedeschi in Alto Adige, «Racconti Script Lab» per lo sviluppo di sceneggiature. E non per ultimo, dalla piattaforma di formazione continua in Alto Adige «MOV!E IT!». Nata nel 2013 come percorso formativo professionale in collaborazione tra la BLS e la scuola di documentario e nuovi media ZeLIG, due anni dopo MOV!E IT! si è evoluta in un’ampia piattaforma che si propone di valorizzare le eccellenze del settore.

La filiera

L’orientamento al cinema e agli audiovisivi ha dato una nuova direzione di sviluppo all’artigianato altoatesino, valorizzando l’aspetto creativo e la propensione all’innovazione tecnologica. I professionisti delle 500 aziende della filiera hanno storie interessanti. Talvolta, si sono reinventati partendo da mestieri tradizionali, oppure hanno rivolto alla «settima arte» il loro sapere consolidato e l’approccio alpino, compresa la capacità di muovere mezzi e persone in montagna garantendone la sicurezza. Arnold Kuntner, ad esempio, è un esperto di fucili e fa anche trasporti speciali in alta montagna. Fornisce mezzi speciali come veicoli cingolati, veicoli con trazione integrale, camion, «snow blower» (per rimuovere la neve), trattori, scavatrici, pompe, gruppo elettrogeno. Inoltre noleggia quad, gatti della neve e garantisce la sicurezza in location pericolose.

Oasis è una cooperativa che lavora con persone da reintegrare socialmente e fanno costruzioni per i set. Lo hanno fatto ad esempio per «La corrispondenza» di Giuseppe Tornatore o per «Monte» di Amir Naderi. Johann Georg Mazagg e Veit Pircher fanno costruzioni e anche effetti speciali (Sfx). Samuel Hafele, originariamente imbianchino, realizza le pitture per la scenografia, ha vinto anche la borsa studio di IDM e ha fatto un corso all’estero. Katharina Forcher, prima orafa, ha scoperto il reparto costumi e vuole diventare costumista a tutti gli effetti. Infine Jakop Watschinger e Michele Secli, giovanissimi, insieme sono Impact Productions e fanno effetti speciali per il cinema.

Nel campo delle applicazioni tecnologiche, una delle opportunità è rappresentata dall’impiego dei droni, le aeromobili a controllo remoto. L’utilizzo può avere degli sviluppi positivi nel settore cinematografico e televisivo, anche grazie al sostegno dato dal lavoro della Film Commission. Secondo IDM le riprese con i droni offrono una nicchia di mercato che le aziende locali possono occupare.

I progetti

Tre le call annuali per il finanziamento delle produzioni. Nella seconda del 2017 – la prima è stata a gennaio, la prossima sarà a fine settembre - 14 progetti hanno ottenuto fondi, per un totale di 2 milioni 269.400 euro. Nove provengono dall’Italia — di cui 4 fanno capo ad una produzione altoatesina —, 3 dalla Germania e 2 dall’Austria.

Ci sono diversi nomi noti nel panorama italiano. «Il premio», per la regia di Alessandro Gassman (che è anche nel cast assieme a Valter Lupo e Massimiliano Bruno) racconta il viaggio di Giovanni Passamonte, uno scrittore di fama internazionale che viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. Per paura di volare, Passamonte decide di partire verso Stoccolma in auto con il suo assistente. Prodotto da Italian International Film Srl e Vision Distribution (Italia), in co-produzione con Space rocket Nation APS (Danimarca), ha ricevuto un finanziamento di 300.000 euro.

Centocinquantamila invece gli euro per «ll Miracolo», serie televisiva prodotta da Wildside (Italia) assieme a Kawai Sas (Francia), per la regia di Niccoló Ammaniti, Lucio Pellegrini, Francesco Munzi. Lo scrittore cura anche la sceneggiatura assieme a Stefano Bises e Francesca Manieri.

Michele Soavi firma la regia di «La befana vien di notte», pellicola prodotta da Lucky Red e finanziata con 375.000 euro dal Film funding IDM. In una cittadina innevata del nord la Befana di notte vola sopra i tetti ma con il sole si trasforma in una bella ragazza che di giorno fa l'insegnante. Una notte viene sorpresa in un video mentre svolazza in giro con la sua scopa e il filmato diventa subito virale.

L’opera prima premiata

Film funding valorizza i talenti, anche dei figli d’arte. Andrea De Sica, figlio di Manuel e nipote di Vittorio De Sica, ha ricevuto il premio per il miglior esordiente ai Nastri d’argento 2017 (vinti da «La tenerezza» di Gianni Amelio) per l’opera prima «I figli della notte». Prodotto da Vivo Film Srl con Rai Cinema, in co-produzione con la società belga Tarantula, con il contributo del Mibact ed Eurimages (unico italiano scelto nella sessione di marzo 2016) e con il sostegno della Film commission Idm, la pellicola racconta l’amicizia tra due ragazzi che frequentano lo stesso collegio per i figli di buona famiglia. Insieme organizzano le fughe notturne dalla scuola. Un’antica struttura asburgica – il Grand Hotel Dobbiaco nell’Alta Val Pusteria, non lontano dal confine con l’Austria – è stata la location scelta dal regista in Alto Adige per girare il suo esordio cinematografico.