Imprese

13 marzo 2017Enrico Albertini

Europa, Asia e America. L’export altoatesino a livelli record: 4,43 miliardi di euro

Il know-how dell’ecosistema Alto Adige è sempre più richiesto all’estero. Un ottimo risultato e una spinta per le imprese del territorio nel continuare a migliorare e diventare ancor più competitive sui mercati

Europa in primis, ma non solo. Anche Asia e America: l’ecosistema altoatesino, ormai, arriva in tutto il mondo. Lo confermano i dati dell’Astat, l’istituto di statistica provinciale: nel 2016 il valore dell’export altoatesino ha raggiunto una cifra record: 4,43 miliardi di euro. Una crescita, rispetto l’anno precedente, dell’1,5%: per la seconda volta in assoluto si supera quota 4 miliardi di euro. Le destinazioni europee prevalenti – in totale il 71% dell’export dell’Alto Adige – sono Germania (34,0%), Austria (11,1%), Svizzera (5,8%), Francia (4,8%) e Spagna (3,7%). Al di fuori dell’Europa, Asia ed America assorbono rispettivamente una quota pari al 10,3% ed al 6,1% dell’export. Circa tre quarti delle merci destinate al continente americano sono dirette verso gli Stati Uniti che, con il 4,6% dell’export totale, rappresenta il quinto mercato di sbocco in assoluto per le merci altoatesine. Non solo merci: se il valore delle esportazioni è numericamente molto importante, altrettanto rilievo ha la forza del know-how dell’Alto Adige. Sempre in più settori, infatti, la competenza e la vivacità innovativa di un territorio che si rispecchia fedelmente nel suo ambiente vengono richieste all’estero. Così come vi abbiamo raccontato – per fare un esempio – per quanto riguarda il settore degli sport invernali, con i contatti frequenti e prolifici con la Cina. Nel colosso asiatico c’è sempre più voglia di neve ad alto livello: ed è proprio all’Alto Adige e alle sue tecnologie che si guarda con interesse crescente. Non è un caso quindi che proprio l’export verso l’Asia abbia fatto segnare, nel 2016, un aumento del 7,8%. Importante è anche il contributo offerto da IDM Südtirol-Alto Adige: per il 2017 è previsto l’accompagnamento di imprese altoatesine in 38 fiere internazionali, oltre che in viaggi ad hoc previsti per andare a conoscere sul posto mercati d’espansione. Non solo nei paesi d’elezione per l’export altoatesino, quelli germanici, ma anche in terre lontane come appunto la Cina ma anche Dubai, dove da poco 4 aziende del settore food hanno avuto la possibilità di partecipare a Gulfood, la più importante esposizione mediorientale del settore.

L’aumento dell’export sfida per continuare a migliorare il proprio know-how

«Le aziende che esportano contribuiscono in misura notevole alla crescita della nostra economia. È un dato importante, perché da questo sviluppo dipendono anche molti posti di lavoro» così il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher commenta l’ottima performance dell'export nell’appena concluso. Una performance che diventa già una sfida per il futuro. «Le imprese sono chiamate a migliorare costantemente il proprio know-how per poter affrontare con successo la concorrenza internazionale. Un grosso vantaggio è la flessibilità, ovvero la capacità di reagire rapidamente alle mutate situazioni». A fare da ponte fra l’Alto Adige e l’estero c'è IDM. «Siamo al fianco delle imprese in modi differenziati per sbarcare sui nuovi mercati e per essere presenti in forma più diversificata e quindi stabile in futuro» afferma il presidente di IDM Thomas Aichner. Un forte management di mercato, infatti, contribuisce anche ad affrontare adeguatamente determinati rischi collegati agli scambi commerciali: «IDM si è confermata una buona partner delle nostre imprese, e i risultati ci confortano» conclude Kompatscher. «Il risultato dell’export è anche la dimostrazione che le nostre imprese sono ben consapevoli del loro ruolo sociale e contribuiscono in modo responsabile allo sviluppo dell’intera società – sottolinea il presidente di Assoimprenditori Alto Adige Stefan Pan -. La nostra terra può contare su molte imprese eccellenti di tutti i settori e su collaboratrici e collaboratori motivati e capaci. Dare loro la possibilità di competere alla pari con i concorrenti internazionali è il modo migliore per garantire all’Alto Adige benessere a lungo termine».