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30 marzo 2017Johanna Roellecke

Pulita, rinnovabile: così in Alto Adige la forza dell'energia arriva dall'acqua

Le sfide futuro dell'idroelettrico: il 12 maggio a Bolzano convegno internazionale su sicurezza e manutenzione degli impianti

Pulita, rinnovabile, disponibile a prezzo contenuto: non sono affatto da poco i pregi dell’energia idroelettrica. Una fonte energetica con una lunga tradizione in Italia come nel resto dell’Europa e che continua a guadagnare l’importanza, specialmente in vista delle politiche energetiche comunitarie, sempre più focalizzate sullo sviluppo delle rinnovabili. Ma per quanto l'idroelettrico sia vantaggioso, è altrettanto vero che gli impianti che trasformano l'energia cinetica del flusso d'acqua in energia elettrica richiedono altissimi livelli di sicurezza. Si tratta infatti di grandi quantità d'acqua convogliate spesso con notevoli pressioni attraverso sistemi di adduzione quali condotte e gallerie. E così l'aspetto della manutenzione diventa cruciale.

Un aspetto ben capito dall'Alto Adige, uno dei principali produttori di energia idroelettrica a livello italiano - nel 2014 la provincia ha fornito il 12,8 % della produzione totale –, territorio dove circa il 90% dell’energia prodotta deriva da fonti idriche: non solo si cerca continuamente di migliorare sul fronte della manutenzione ma l'Alto Adige si è anche posto l'obiettivo di diventare un piccolo centro di competenza per la tematica. Un importante passo in questa direzione è il convegno internazionale «Ispezione e manutenzione di impianti idroelettrici», organizzato dal gruppo di lavoro GdL HYDRO+ all'interno di IDM Alto Adige, nato grazie anche alla collaborazione tra il gestore Alperia spa, la Libera Università di Bolzano e le aziende specializzate nel settore idroelettrico quali Hydro Safety srls, Idroservice Italia srl e TESO Technical Solutions srl. Dopo le precedenti due edizioni sui temi «condotte forzate» e «gallerie di derivazione», l’incontro di quest’anno si terrà il 12 maggio 2017 presso la storica centrale idroelettrica “Carlo Cicogna” a Cardano (BZ). Una giornata durante la quale saranno approfonditi i temi degli «organi di intercettazione e di sicurezza».

La sicurezza degli impianti è un tema che tocca molto da vicino i gestori del territorio: «Qui in Alto Adige abbiamo 28 grandi centrali idroelettriche con una potenza nominale media complessiva pari a 667.930 kW: coprono circa l'85% della produzione totale – spiega Sebastian Mayrgündter del cluster Civil Protection & Alpine Safety di IDM Alto Adige - Un così elevato numero di centrali comporta anche una certa responsabilità. Specialmente in vista del fatto che gran parte degli impianti è stata realizzata tra gli anni '20 e '70 del secolo scorso.  Per questo motivo l’aspetto della sicurezza è molto rilevante per i nostri gestori». L'incontro organizzato da IDM insieme ai più importanti stakeholders del territorio sarà anche l'occasione per continuare a creare una piattaforma internazionale per il dialogo e per lo scambio di esperienze e di know-how nel settore, in particolare con le realtà alpine confinanti. Non a caso: grazie alla loro ricchezza idrica le regioni montuose al centro dell’Europa sono da sempre predestinate a questa forma di produzione elettrica. «Qui nelle alpi il tema è molto sentito perché abbiamo una lunga tradizione per l’idroelettrico. Paesi come la Svizzera, la Germania e l’Austria sono molto competenti nel settore, come lo siamo anche noi, ma finora c’è stata poca collaborazione con questi nostri vicini di lingua tedesca» afferma Mayrgündter.

Ed è proprio per questo che il convegno punta sul dialogo: in 3 moduli dedicati agli aspetti normativi, ingegneristici e operativi parleranno gli attori chiave del settore provenienti dai quattro paesi destinatari, l'Italia, Austria, Svizzera e la Germania, da rappresentanti istituzionali e scienziati ai grandi gestori e alle ditte specializzate. Importante anche la componente relazionale: «È qui che si stringono contatti strategici con fornitori, esperti ed istituzioni. In più saranno le realtà altoatesine a consolidare la propria posizione di key players nell’ambito della sicurezza e della manutenzione dei grandi impianti idroelettrici», ribadisce il responsabile del cluster IDM per la sicurezza alpina e la protezione civile. Un concept di evento che infine sembra funzionare, come dimostra l’ampia richiesta di partecipazione: dei 90 posti disponibili oltre 65 sono già stati presi nei primi 5 giorni.