Roadshow

14 giugno 2017Stefano Voltolini

La sostenibile leggerezza del comfort

Quarta tappa del roadshow di Vertical Innovation a Padova. «Chi si occupa di benessere deve essere cintura nera di efficienza energetica»

«Per affrontare la sfida del comfort bisogna essere cintura nera di efficienza energetica». Un legame strettissimo, insomma, quello tra il know how sviluppato dalle aziende che puntano sulla sostenibilità ambientale delle nuove costruzioni e il benessere di chi le abita. Costruire bene, per l’uomo e la natura, coniugando edilizia sostenibile e comfort, è un valore aggiunto che in Alto Adige è di casa e sta diventando patrimonio comune di tante aziende nordestine del settore.

La contaminazione nel settore dell’edilizia avanzata è stata al centro della quarta tappa del roadshow di Vertical Innovation, a Padova. «Edilizia sostenibile e comfort: una call per aziende d’eccellenza» il titolo dell’incontro di networking ospitato dal Musme, il museo della storia della medicina. Una sede scelta non a caso. Salute vuol dire benessere, stare bene nel proprio ambiente: meglio quindi se l’ambiente a sua volta è realizzato secondo le tecniche più avanzate e sostenibili. Come si fa in Alto Adige, aprendosi alle soluzioni innovative provenienti dall’esterno. In questo caso, dalle imprese d’eccellenza di Veneto e Nordest.

«Edilizia e sostenibilità, grazie alla lungimiranza delle politiche locali, hanno trovato un connubio felice nella nostra regione, che ha un ruolo ponte fra mondo tedesco e italiano» ricorda Giuseppe Salghetti Drioli, del settore investment di IDM Südtirol - Alto Adige, l’azienda speciale per lo sviluppo dell’economia altoatesina. Una delle iniziative per la contaminazione è Under Construction, presentata da Stefano Prosseda di IDM.  «Il programma di IDM Alto Adige mira a creare una collaborazione virtuosa tra hotel, aziende ed esperti sul tema del comfort all’interno degli edifici». Fondamentale, per misurarsi sul tema, la specializzazione nell’efficienza energetica. «Il benessere è anche questione di cooperazione. Chi si occupa di comfort deve essere cintura nera di efficienza energetica», continua Prosseda.

La qualità della vita si accompagna alla tecnologia negli edifici. «Il benessere – spiega Wilmer Pasut di Eurac Research, ricercatore che ha speso tre anni all’università di Berkeley lavorando sull’argomento – ha quattro componenti: acustica, visiva, termica e della qualità dell’aria. Andiamo verso un concetto di benessere personalizzato». Nel turismo, in particolare, l’esigenza di soddisfare le aspettative dei clienti obbliga i progettisti a migliorare le capacità costruttive. «Ormai negli hotel altoatesini una stanza dura in media 6-7 anni, poi viene rasa al suolo e rifatta» spiega Nicola Lageder di Schmidhammer, azienda di Brunico con 90 dipendenti specializzata negli impianti di ventilazione. «La difficoltà è che la classica stanza non esiste più: al suo posto c’è una piccola spa con grandi vetrate e pochissimo spazio per gli impianti. Dobbiamo quindi trovare sempre nuove soluzioni». Gli fa eco il collega Walther Kock di Tip Top Fenster, che si concentra sui serramenti. «Offriamo 13 modelli di serramenti e i clienti ci chiedono vetrate sempre più grandi. L’ultima avrà dimensioni 6 metri per 3, per una sauna con vista panoramica verso l’alpe di Siusi. Abbiamo 40 posatori che garantiscono il servizio».

Il comfort personalizzato è una sfida anche per Aermec, azienda di Bevilacqua (Verona) che ha un fatturato di 196 milioni e investe nella ricerca e sviluppo. «La sfida del futuro riguarda i sistemi di condizionamento easy, semplici da usare e monitorati a distanza» dice il direttore commerciale Luigi Zucchi. Un’attenzione crescente richiede il tema delle emissioni e degli odori dei materiali presenti negli ambienti. «Si va verso una marcatura europea e quindi verso una maggiore qualità dell’aria» afferma Franco Bulian di Catas, istituto italiano per la certificazione nel legno basato a Udine.