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9 giugno 2017Rebecca Travaglini

Un italiano fra gli «eroi della sostenibilità»

A Seattle la consegna dell'Hero Award: premiate personalità impegnate in nuove forme di edilizia sostenibile. Tra loro anche l'altoatesino Carlo Battisti

Edifici autonomi, non solo dal punto di vista energetico, come fiori o alberi. È a questo che mira Living Building Challenge, il programma internazionale di certificazione di edifici sostenibili creato nel 2006 dal Living Future Institute, ente no profit di ricerca e di certificazione di sostenibilità. Per favorire le buone pratiche legate all’edilizia verde, l’istituto premia ogni anno le personalità che maggiormente si sono impegnate per lo sviluppo e l’applicazione di questa filosofia. Il 2017 Hero Award è andato anche a Carlo Battisti, che fra l'altro collabora con IDM Alto Adige - Südtirol come project manager freelance dell’Ecosystem Constructions.

Sono 9 gli “eroi” premiati davanti a circa un migliaio di persone nel corso della conferenza principale organizzata dal Living Future Institute che si tiene ogni anno a Seattle. «Noi riconosciamo questi eroi perché essi lavorano per un ambiente costruito che non solo procuri meno danni all’ambiente, ma che sia socialmente giusto, culturalmente ricco ed ecologicamente rivitalizzante – afferma Amanda Sturgeon, CEO dell’International Living Future Institute –. Questi individui non hanno solo adottato il Living Building Challenge: ne vivono i principi e ispirano gli altri a fare lo stesso».

Oltre all’attività di “advocacy” a livello europeo, Carlo Battisti è stato premiato anche per aver co-organizzato le 3 edizioni di Regeneration, il concorso di progettazione europeo full immersion di 64 ore che vede architetti e ingegneri provenienti da diversi paesi europei impegnati a realizzare il progetto più sostenibile di  riqualificazione di un edificio pubblico secondo i criteri di Living Building Challenge, affrontando aspetti come energia, acqua, smaltimento rifiuti, sostenibilità dei materiali, ma anche salute delle persone che ci vivono. Insieme a Battisti sono stati premiati Kirsti Luke (Nuova Zelanda), Beth Heider (Svezia), Priya Premchandran (San Francisco), Pete Munoz (Portland), Jason Jewhurst (New Hampshire), Jason Forney (Boston), Scott Kelly (Philadelphia),Jason Gamache (Alaska).

La “sfida” di una filosofia innovativa a favore dell’ambiente

«Il protocollo Living Building Challenge è molto rigoroso, per cui gli edifici così certificati hanno un impatto ambientale pressoché nullo» spiega Battisti. Gli edifici in questo modo “vivono”, e con il protocollo ne sono stati già registrati quasi 380 e certificati quasi 80. «In questo protocollo la parola “challenge” è al centro: realizzare strutture che rispettino i requisiti è sfidante dal punto di vista tecnico. Ci sta dietro una filosofia innovativa che fissa l’asticella molto in alto. Ad esempio questi edifici producono sul posto tutta l’energia che consumano».

Denis Hayes ha fondato nel 1970 la giornata mondiale della Terra

È la stessa sede dell’istituto di Seattle, il Bullitt Center, a dare l’esempio: pur essendo nel centro urbano, non è connessa all’acquedotto né alle fognature, perché riesce a raccogliere l’acqua in autonomia, così come a trattare i reflui. Anche in Italia, continua Battisti, l’autonomia energetica è stata già raggiunta in diversi edifici, mentre per quella idrica bisognerà attendere ancora, perché è molto più complicato, anche se esistono le tecnologie per farlo. Il Bullitt Center è anche la sede della Bullitt Foundation, il cui presidente è Denis Hayes, il fondatore nel 1970 della giornata mondiale della Terra. Proprio Hayes ha aperto la serata di consegna dei 2017 Hero Award.

Battisti racconta che il concetto americano di conferenza e di fiera è molto diverso da quello europeo: «Da noi il fulcro sono gli espositori, ai quali eventualmente viene affiancato un programma di seminari. In America invece eventi come Living Future sono concepiti soprattutto come incontri tra professionisti che scambiano idee innovative, sia attraverso workshop che momenti di networking ». Specialmente in questo periodo, con i passi indietro dell’amministrazione Trump l’Europa rappresenta un modello per gli Stati Uniti: «Gli americani guardano al potenziale europeo come a un possibile mercato per questo protocollo e apprezzano il fatto che le nazioni EU abbiano direttive comuni sui temi della sostenibilità energetica e ambientale».

Quattro anni, 34 nazioni e 100 ricercatori per il progetto Restore

L’impegno per la costruzione di un futuro sostenibile non si ferma con il premio di Seattle. Carlo Battisti coordina per Eurac research un progetto vinto nell’ambito di un bando del programma COST finanziato dall’Unione Europea: Restore (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy), che ha l’obiettivo di implementare i principi di sostenibilità ristorativa e rigenerativa a livello europeo. «Il progetto durerà 4 anni, fino al 2021 e coinvolge 34 nazioni europee, praticamente tutta Europa – spiega Battisti, “chair” di questa azione di sistema –. Si tratta di una rete di più di 100 ricercatori, dalle competenze più disparate, che affronteranno in modo integrato un nuovo concetto di sostenibilità radicale per l’ambiente costruito, implementandolo lungo tutto il processo di costruzione. All’interno di questo centinaio ci sono molti brillanti ricercatori e professori italiani, impegnati in diverse università e centri di ricerca europei».