Imprese

20 giugno 2017Stefano Voltolini

Crescere in 10 mosse facendo leva sugli Ecosystem

Coordinamento tra imprese, startup, centri di ricerca, capitali e parco tecnologico. Così i nove network di IDM Südtirol-Alto Adige, superamento del vecchio concetto di cluster, aiutano mille imprese a spiccare il volo

Siete un’azienda innovativa? Volete investire in Alto Adige, in uno dei settori chiave dello sviluppo «alpino»? Allora per voi è più facile grazie al supporto dei nove Ecosystem di IDM Südtirol-Alto Adige. L’azienda speciale per l’economia della provincia di Bolzano mette a disposizione diverse misure e facilitazioni. Tra queste, l’esperto e coordinatore di area, in grado di fare networking, aiutare nello sviluppo di nuovi prodotti e nel reperimento di fondi pubblici e privati. L’Alto Adige scommette così sulla Smart specialisation strategy, la strategia di crescita «di sistema» basata sulle evoluzioni delle «tecnologie alpine», come illustra Andreas Winkler, responsabile degli Ecosystem per IDM. «Facciamo crescere tutto il contesto – racconta -, migliorando le condizioni per le imprese, sia quelle locali che le altre che vogliono investire qui». Ed ecco spiegati in dieci punti il comparto altoatesino per l’innovazione e le sue azioni.

1. Gli Ecosystem: aree di eccellenza ma non solo

Un Ecosystem per IDM è una rete settoriale, strategica e operativa, di cui fanno parte aziende consolidate e startup, investitori - business angel o simili – università, enti di ricerca e sviluppo. Il network – chiarisce l’agenzia – «permette a tutti i componenti di essere aggiornati sulle ultime conoscenze, superare i punti critici grazie a gruppi di lavoro e cooperazioni, avviare progetti di interesse settoriale e individuare le tendenze».

2. Oltre i cluster: crescere assieme

L’ecosistema è per IDM un superamento del concetto di «cluster». «Mentre nel cluster – precisa Winkler - contano solo le aziende, nell’ecosistema tutti hanno importanza». Anche centri di ricerca – vedi Eurac e Fraunhofer ad esempio - istituzioni, università, investitori hanno un ruolo. «Se a crescere è tutto il sistema si migliorano le condizioni per le imprese» aggiunge il responsabile.

3. Nove aree, dal legno all’automotive

Per reggere la concorrenza con le altre regioni europee, l’Alto Adige intende crescere nei settori dove è già radicato e che sono in linea con il Dna della Vertical Innovation incentrata sull'integrazione tra natura e hi-tech. I nove Ecosystem coprono le aree di specializzazione. Ognuno ha un responsabile. L’elenco comprende Ecosystem constructions (edilizia), coordinato da Stefano Prosseda, Ecosystem wood (legno), di cui è responsabile Paolo Bertoni, Ecosystem Civil protection & Alpine safety (protezione civile e sicurezza alpina), coordinato da Sebastian Mayrgündter, Ecosystem Sports & winter technologies, guidato da Andreas Winkler, che è anche responsabile di tutti gli ecosistemi.

L’elenco prosegue con Ecosystem Energy & environment (energia e ambiente), diretto da Stefano Dal Savio, Ecosystem Food, di cui è coordinatore Ben Schneider, Ecosystem Health & wellness (salute e benessere), affidato a Manuela Irsara. Ci sono poi Ecosystem Ict & automation, diretto da Patrick Ohnewein, e Ecosystem Automotive, coordinato da Johannes Brunner. Quest’ultimo è uno dei settori più importanti dell’economia altoatesina: ha prodotto nel 2015 il 50% delle merci altoatesine esportate e ha realizzato più del 50% dei progetti regionali in ricerca e sviluppo.

4. I servizi e il ruolo chiave del coordinatore

Ogni ecosistema fornisce servizi alle realtà private coinvolte. Il responsabile ha la supervisione su diversi aspetti, sia tecnici che di business. «Il responsabile di area – spiega Winkler - è una persona competente tecnicamente, incaricata di risolvere tutti i problemi delle aziende del settore, oltre che di fornire a queste ultime servizi precisi: dato che conosce gli altri attori del contesto, può mettere in rete le imprese. Le aiuta nell’insediamento e nella ricerca e sviluppo, nell’ottenimento di aiuti provinciali o di capitali privati, nello sviluppo di nuovi prodotti e per il trasferimento di know how». In sintesi, i servizi offerti sono quattro: trasferimento di know how, conoscenza e tecnologia; supporto per l’innovazione e sviluppo di prodotto; reti e cooperazioni con gli altri soggetti dell’ecosistema; aiuto per lo sviluppo dei progetti e per i relativi finanziamenti.

5. Nuovi capitali

L’assistenza riguarda anche la ricerca di nuovi fondi. Nel 2016 32 aziende sono state seguite nella loro ricerca di fondi privati dal servizio Private funding di IDM; 169 clienti (imprese, associazioni, istituti di ricerca, persone singole) hanno beneficiato della consulenza. IDM ha inoltre supportato le imprese locali per 84 progetti di investimento in innovazione, per un totale di contributi provinciali di 5 milioni di euro.

6. Mille imprese coinvolte

Sono 950 le aziende coinvolte, che hanno svolto servizi o elaborato progetti con il supporto degli ecosistemi: 198 per le costruzioni, 79 nel legno, 40 per le winter technologies, 100 nella sicurezza alpina, 132 nel food, 188 per salute e benessere, 22 nell’automotive, 136 per Ict & automation, 55 nell’energia e ambiente. Per chi volesse informazioni, si può scrivere all'indirizzo info@verticalinnovation.it

7. Il metodo di lavoro

Il supporto di IDM comincia con l’analisi del fabbisogno di mercato, prosegue con la valutazione delle idee e dei brevetti (in collegamento con la Camera di Commercio di Bolzano) e la ricerca di partner, che possono essere laboratori, fornitori, distributori. Si continua con l’aiuto nello studio di fattibilità, sia tecnica che economica, e con la consulenza in materia di finanziamenti e sovvenzioni. Le fasi avanzate sono ricerca su materiali e tecnologia, autorizzazioni, certificazioni e consulenza normativa, a seguire produzione digitale (FabLab e stampa 3D), supporto al business development, infine la visibilità e l’inserimento del prodotto nella tecnologia d’eccellenza dell’Alto Adige che viene promossa tramite i roadshow e i tour.

8. Attrarre chi viene da fuori

Gli Ecosystem non sono chiusi alle realtà del territorio ma aperti agli investitori e imprenditori da fuori provincia. Attrarre aziende innovative per far crescere tutto il sistema: questo il punto focale della strategia del Sudtirolo. Attraverso il suo sistema di supporto alla crescita, l’Alto Adige punta sugli ecosystem per colmare il suo gap in termini di competitività e innovazione rispetto alle più avanzate regioni europee. Winkler mostra le slide: il Sudtirolo figura 19/esimo fra le 323 aree europee in base al Prodotto interno lordo. «Ma se guardiamo gli indici di competitività e innovazione – prosegue -, misurati su vari fattori, perdiamo posti in classifica. Occorre quindi un passo più: crescere nei settori dove siamo già forti. Facendo avanzare tutto il contesto».

9. NOI Techpark, «la promessa per il futuro»

Il NOI Techpark, nuovo parco tecnologico da 120 milioni di euro di investimento, con 24 laboratori specializzati che aprirà in ottobre a Bolzano sud, è pensato per integrarsi nella strategia, mettendo assieme tutti gli attori dello sviluppo e le aree di specializzazione, favorendo anche la contaminazione. «Il NOI – prosegue Winkler – è una promessa per il futuro dell’Alto Adige. Sarà un’infrastruttura dove la ricerca sarà al primo posto. Per un’innovazione intelligente».

10. Qualità certificata

Gli ecosistemi di IDM possono anche fregiarsi dal dicembre 2016 del riconoscimento Silver label dello European Secretariat for cluster Analysis (Esca). Tra le iniziative promosse da IDM la conferenza sul wellness e il convegno sugli impianti idroelettrici (entrambi nel maggio scorso). In corso la partecipazione al progetto ClusterX 2.0, che promuove la collaborazione fra i cluster europei. Nel legno è attiva l’intesa che ha portato alla Charta del Legno, sottoscritta da associazioni di categoria e Provincia di Bolzano.