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7 marzo 2017redazione

Il Times Higher Education: Normale, Sant'Anna di Pisa e Bolzano tra le migliori 10 piccole università al mondo

I tre atenei italiani competono con CalTech e École Normale Supérieure. «Studenti attratti dalla facilità del rapporto con i docenti e dal senso di comunità». L'80% dei laureati Unibz trova lavoro entro un anno

Normale, Sant'Anna di Pisa e Libera Università di Bolzano tra le migliori 10 piccole università al mondo. A dirlo è l'annuale classifica, pubblicata oggi, del Times Higher Education, periodico inglese di riferimento nel mondo accademico che ha analizzato gli atenei con meno di cinquemila iscritti. Scuole di eccellenza che in molti casi non hanno nulla da invidiare ai grandi atenei. E mentre nelle classifiche mondiali dei «giganti» l'Italia stenta, tra i piccoli piazza ben tre università tra le prime dieci. La classifica guidata dal CalTech, California Institute of Technology, vede infatti la Normale di Pisa al 5° posto, 6° la Scuola superiore Sant'Anna e la Libera Università di Bolzano, guidata dal rettore Paolo Lugli, al decimo. Un'altra buona notizia per l'ateneo altoatesino, che già qualche giorno fa aveva avuto un buon riconoscimento dalla Valutazione sulla Qualità della Ricerca dell'Anvur. Ottimo posizionamento anche per le piccole università francesci: la École Normale Supérieure (al secondo posto), la École Polytechnique (quarto) e dalla École Normale Supérieure de Lyon (7° posto). 

«Questa nuova classifica - spiega Seeta Bhardwa del Times Higher Education - mette in evidenza come le piccole università soddisfano gli iscritti e garantiscono buone relazioni di lavoro tra gli studenti e i loro professori. Molti studenti, infatti sono attratti dimensioni delle classi più piccole, dal rapporto docente-studente più alto e dalla sensazione di comunità che solo un piccolo ateneo può fornire. Gli studenti apprezzano gli atenei con un ambiente di apprendimento più affiatato ed è per questo che è importante stilare anche una classifica mondiale degli atenei più piccoli, proprio per essere certi di soddisfare tutte le esigenze dei giovani».

Secondo il settimanale inglese l'80 per cento dei laureati dell'Università di Bolzano trova lavoro a un anno di distanza dal diploma, mentre il restante 20% decide di continuare gli studi. «Il multilinguismo - continua - è una delle caratteristiche di questo ateneo con le lezioni condotte in italiano, tedesco e inglese. L'Ateneo inoltre incoraggia fortemente gli studenti a passare una parte degli studi all'estero per aumentare le proprie competenze linguistiche». I circa tremila studenti di questo «diamante incastonato tra le Dolomiti sono coinvolti quotidianamente in un processo di apprendimento basato sull'esperienza».

«Questa positiva valutazione si somma ad altri indicatori - non ultimi i risultati della valutazione nazionale - che confermano i progressi compiuti dell’università - afferma il rettore, prof. Paolo Lugli - Negli ultimi anni siamo cresciuti numericamente e abbiamo ulteriormente migliorato la qualità del corpo docente, utilizzando al meglio l’ottimale rapporto docenti-studenti. Il riconoscimento di questo prestigioso ranking internazionale ci dà una grande motivazione per il futuro, che deve vedere un sempre più forte inserimento della Libera Università di Bolzano nel territorio abbinato ad una forte spinta nella internazionalizzazione».

«Gli studenti apprezzano lo stretto rapporto con i professori - commenta il presidente di unibz, il prof. Konrad Bergmeister - un altro fattore decisivo per il ranking è la qualità della ricerca e dell’insegnamento e non è stato nemmeno valutato il trilinguismo. Dobbiamo comunque impegnarci e considerare questo posizionamento con la dovuta umiltà perché abbiamo ancora tanta strada da fare».