Scenari

30 gennaio 2017Rebecca Travaglini

Quando il business incontra lo sport: imprenditori sugli sci nel cuore tecnologico delle Dolomiti

Una delegazione di Vertical Innovation ha partecipato in Val Gardena a un tour d’eccezione che si è concluso con la corsa in salita sulla celebre Saslong

Dall’albergo alla pista senza usare la macchina, grazie a impianti di interconnessione che collegano tutta la valle, innevata da cannoni sparaneve di ultima generazione e circondata da hotel da sogno. Il segreto della Val Gardena è puntare a un turismo di qualità, e il modo per arrivarci è investire in nuove soluzioni tecnologiche che siano rispettose dell’ambiente. Si chiama Vertical Up la sfida che ha portato più di 250 appassionati di sport a percorrere al contrario, di corsa, una delle piste da sci più famose del mondo. La manifestazione è stata il punto di arrivo di un evento unico organizzato da IDM Alto Adige – Südtirol per far conoscere le tecnologie alpine che sulle Dolomiti stanno cambiando il turismo invernale.

Dalla stazione degli autobus di Ortisei è possibile arrivare direttamente in quota, a 2.500 metri, utilizzando la Curta, un sistema di interconnessione con l’impianto di risalita del Seceda. Il tunnel di scale mobili e tapis roulant è stato realizzato nel 2000 e serve a collegare Ortisei non solo con le stazioni sciistiche, ma anche con la zona residenziale: con più di un milione di passaggi all’anno la Curta è molto amata da turisti e residenti. «Abbiamo colto l’occasione per invitare sportivi e imprenditori a vedere come le tecnologie alpine possono connettere sport e busness – spiega Alexia Demez, Investment Consulting & Promotion IDM, che ha guidato la delegazione di Vertical Innovation in un tour alla scoperta della Val Gardena. – Portiamo gli imprenditori sulle piste e mostriamo loro gli impianti, le connessioni per arrivarci, ma anche i sistemi di innevamento e le tecnologie. Con il riscaldamento globale c’è bisogno di investire negli impianti per avere una qualità alta del turismo».

Dai cannoni sparaneve della Demaclenko alle meraviglie dell’Hotel Sochers

La seconda tappa del tour di Idm si è svolta presso la stazione della cabinovia di Col Raiser per incontrare Mirco Demetz, Responsabile export di Demaclenko, azienda che produce sistemi di innevamento a livello mondiale. Demetz racconta la storia dell’innevamento tecnico, cominciato negli anni Settanta con l’arrivo in Val Gardena del primo cannone, costato 70 milioni di lire, il prezzo di un appartamento. L’evoluzione è proseguita negli anni Ottanta con la produzione della prima serie di cannoni, fino al 1990, quando è stata fondata la società altoatesina, la Demac, che inizialmente si rivolgeva alla Val Gardena, Alto Adige e Svizzera. Nel 2002 si è avviato il processo di internazionalizzazione che guarda ai mercati di Asia, Korea, Cina. In seguito alla crisi del 2008, nel 2011 l’azienda è entrata a far parte del gruppo  Leitner. Con l’acquisto della Lenko l’azienda è diventata Demac-lenko, secondo produttore al mondo (dietro all'altoatesina TechnoAlpin) con 52 milioni di euro di fatturato, in grado di produrre 2.200 cannoni all’anno, con 110 dipendenti fissi e 40 da maggio a Natale. «Investiamo il 6% in ricerca e sviluppo – racconta Mirco Demetz –. In questo modo abbiamo ridotto i consumi dell’80% e i costi di produzione del 20%». Un cannone ora costa 40mila euro e con 1 metro cubo di acqua ne produce 2,5 di neve.

Da Col Reiser al cuore della conca del Ciampinoi il passo – anzi, la sciata – è breve. L’Hotel Sochers Ski & Spa si trova a 2mila metri di altitudine direttamente sulle piste da sci, di fronte al Sassolungo. È raggiungibile solo con la cabinovia Ruacia-Sochers delle Funivie Saslong. A raccontare che cosa significa essere imprenditore in Val Gardena, descrivendo le varie fasi dei lavori che hanno portato alla realizzazione dell’albergo e che nei prossimi anni lo vedranno trasformarsi ancora, è Claudio Riffeser, presidente di Funivie Saslong: «La perfezione sta solo nel pensiero, diceva un filosofo. Nel momento in cui concretizzi un’opera questa è fissa. Invece la bellezza tende all’infinito, non ha limite. Per questo io sono sempre in elaborazione».

La necessità di essere flessibili per stare al passo con i tempi è stata messa in luce anche da Hubert Hofer, Direttore development IDM, nel corso del networking durante il pranzo in una piccola baita, un tempo luogo di sosta durante le ispezioni alle piste e oggi trasformata in location d’eccezione per eventi privati. «L’ambiente è la nostra medaglia d’oro – afferma Hofer. – Le tecnologie servono a migliorare il marketing territoriale. È stato investito molto sulla qualità. Non puntiamo a un turismo di massa, ma a un turismo di qualità, rispettoso dell’ambiente».

La salita verticale: «Le difficoltà ci sono, come nella vita imprenditoriale. L’importante è non mollare»

La delegazione di Vertical Innovation ha concluso il tour partecipando alla sfida Vertical Up, per la prima volta in Val Gardena (prossimi appuntamenti il 25 febbraio sulla pista Streif di Kitzbühel, in Austria, e il 25 marzo, sulla Lauberhorn, a Wengen in Svizzera). Due le categorie possibili: quella “speed”, per un percorso di 3,5 chilometri e 839 metri di dislivello, e quella “zaino in spalla”, 2 chilometri e 590 metri di dislivello. La partenza era fissata a quota 1.410 metri, l’arrivo a 2.249 o a 2mila metri, con una pendenza massima del 56% e media del 24,5%. Dei partecipanti, che potevano utilizzare qualsiasi tipo di attrezzatura non motorizzata, i primi sono arrivati al primo traguardo in 17 minuti, 29 fino in cima.

Grande soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa da Rainer Senoner, Presidente del comitato Coppa del Mondo e responsabile per la Vertical Up. «Quello che mi meraviglia è con che sorriso tutti arrivano al traguardo. Abbiamo avuto più di 250 partecipanti e moltissimo pubblico, ben più di quanto sperassimo quando siamo partiti. Lavoreremo per le prossime edizioni di questa Vertical Up che abbiamo visto che sta piacendo». Anche per gli imprenditori di Vertical Innovation la Saslong è stata una bella sfida. «L’arrivo della Vertical Up presenta difficoltà simili a quelle che comporta l’attività imprenditoriale – racconta Nicola De Coppi, eCommerce Project Manager di Alpenite, giovane startupper che ha creato una app che offre servizi turistici. – Ci sono diverse criticità da quando progetti un’idea a quando la realizzi. L’importante è non mollare».