Green

7 giugno 2016Enrico Albertini

Biomassa, il calore della terra scalda gli edifici. Alto Adige all'avanguardia sul fronte rinnovabili

Un risparmio di 277mila tonnellate di CO2 l'anno grazie ai 77 impianti presenti sul territorio

Non è facile immaginare 94 milioni di litri di gasolio. È forse più facile intuire quanto inquinamento potrebbero generare. Facendoli svanire già si respira meglio. Ed è proprio questo il risultato dei 77 impianti di teleriscaldamento a biomassa altoatesini, che hanno permesso – riferendosi ai dati del 2014 – di riscaldare con energia pulita il 20% degli edifici dei 116 comuni dove arrivano.  Tecnicamente sono impianti capaci di produrre nell’ultimo anno 825 milioni di Kwh, trasmessi da una rete di conduttore che ha raggiunto la lunghezza di 830 km, che fanno della regione altoatesina la più fitta rete del settore in Europa. Di questi impianti 26 riescono a fornire anche corrente elettrica, e 14 la producono tramite biomassa legno.

Ma il tutto si può tradurre così: energia pulita, rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. «Non solo garantiscono energia pulita, ma riducono la dipendenza dai combustibili fossili e rappresentano un vantaggio per i cittadini e le imprese anche sul piano dei costi della fornitura energetica – sottolinea l’assessore provinciale all’Ambiente e Energia Richard Theiner – L’importante contributo di questi impianti alla tutela ambientale è dimostrato dal fatto che nel 2014 hanno consentito di risparmiare l’equivalente di oltre 94 milioni di litri di gasolio da riscaldamento, il che corrisponde a una riduzione complessiva di 277 mila tonnellate di CO2 con significativi effetti sull’ambiente».

 

Numeri che parlano da soli. La strada è segnata ma bisogna proseguire: verso il traguardo ci sono gli obiettivi posti dalla strategia del piano clima Energia Alto Adige 2050. Ovvero arrivare ad avere meno di 1,5 t pro capite l’anno le emissioni di CO2, coprire il 90% del fabbisogno con energie rinnovabili. Obiettivi ambiziosi ma raggiungibili.

E su Bolzano si sta muovendo anche l’Eurac, il centro di ricerca all’avanguardia. Lo fa con Greta: o meglio il nome del progetto «Near-surface Geothermal Resources in the Territory of the Alpine Space», che punta a portare l’energia della terra dentro le case, riscaldandole. Una simbiosi perfetta col territorio per vivere tutti al meglio.