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29 maggio 2017Stefano Voltolini

Biomassa, arriva dal legno l'energia pulita e rinnovabile

In Alto Adige 77 centrali e oltre 800 milioni di euro investiti in 25 anni. La sfida futura è l'ammodernamento

Far entrare il mondo digitale negli impianti, lanciare progetti di innovazione tecnologica e di business, aumentare l’efficienza del settore. È la strada indicata da Stefano Dal Savio, responsabile dell’ecosistema ambiente e energia di IDM Südtirol - Alto Adige, per lo sviluppo del sistema di produzione di energia basato sulla biomassa legnosa, che in Alto Adige rappresenta la fonte rinnovabile più importante dopo l’idroelettrico. Come dimostrano anche i numeri: 77 centrali attive sul territorio, oltre 800 milioni di euro investiti negli ultimi 25 anni.

«Su questo fronte – spiega l’esperto - IDM, azienda speciale per lo sviluppo dell’economia altoatesina, è pronta a offrire supporto per la nascita di partnership tecnologiche o commerciali che coinvolgano gli attori locali, oppure per favorire l’insediamento di progetti e aziende che possano contribuire alla crescita del territorio». Sono questi fra l’altro gli obiettivi dell’evento Ponti, che nel 2018 sarà organizzato con focus sul teleriscaldamento a biomassa. «L’incontro di due giorni, che si riallaccia al ponte come simbolo di collegamento, vuole essere uno strumento per far incontrare gli attori locali con altri provenienti dal tessuto nazionale e da Germania, Austria e Svizzera» racconta Dal Savio, che a Milano – mercoledì 24 maggio - ha portato l’esperienza della provincia di Bolzano nell’annuale presentazione del Renewable Energy Report di ES Politecnico Milano. Tema dell’indagine «Le Rinnovabili in Italia: Nuovi mercati e potenzialità di revamping». Sia per gli impianti a biomasse altoatesini che più in generale per tutti gli impianti delle rinnovabili italiani (soprattutto fotovoltaico e eolico) la sfida è rappresentata da ammodernamento ed efficientamento. Se ne è parlato durante l’evento al Politecnico, di cui IDM è partner da circa 5 anni.

«Dopo la forte crescita del 2008-2012 e il periodo di assestamento il settore si sta stabilizzando – illustra Dal Savio -. Si è passati da un mercato incentivato al mercato industriale». La via di sviluppo individuata dagli Energy strategist del Politecnico non passa più per la semplice installazione di nuova potenza, trend favorito dagli incentivi. «Il driving – continua – sarà costituito da repowering, ovvero sostituzione degli impianti, e revamping, cioè riammodernamento e efficientamento. Gli investimenti stimati oscillano tra i 2,2 e i 5,5 miliardi nel 2017-2020».

Fin qui è delineata la situazione del mercato italiano delle rinnovabili. L’Alto Adige – che è terra di cerniera e vanta due direzioni di espansione, il mondo italiano e quello di lingua tedesca – ha puntato sulle biomasse legnose, risorsa di cui c’è ampia disponibilità. Dal 1992 nella provincia, che ha il 45% di territorio ricoperto da bosco, sono stati investiti 800 milioni in impianti di teleriscaldamento a biomassa. Si tratta sia di sistemi di produzione di calore che di impianti per la cogenerazione calore-elettricità. Le centrali, come detto, sono 77, di cui 20 combinate. La potenza elettrica installata cumulata è pari a 12,5 MW, per una produzione di 70 GWh all’anno. Il consumo è di 1,5 milioni di metri cubi di cippato nei dodici mesi.

«Il vero mercato – prosegue Dal Savio - è quello della ottimizzazione energetica degli impianti esistenti, ottimizzazione che significa migliorare le performance tecniche, economiche, ma anche ambientali». Ed ecco come entra in gioco IDM e il supporto alle aziende, anche attraverso la due giorni di Ponti. La quinta edizione dell’evento è in programma nella prima metà del 2018. In agenda presentazioni frontali da parte di esperti del settore e soprattutto una piattaforma B2B per il network tra i partecipanti.