Infrastrutture

17 aprile 2018Stefano Voltolini

Camion a guida autonoma e hi-tech security: l’autostrada del Brennero corre col 5G

Il corridoio che unisce Nord e Sud Europa punta a ospitare la quinta generazione dello sviluppo tecnologico

Un corridoio ad alta tecnologia per la mobilità del futuro dove sperimentare – fra le altre cose, grazie alla nuova infrastruttura di telecomunicazione 5G –  la guida automatizzata di mezzi di trasporto pesanti come i camion. È l’autostrada A22, collegamento con obiettivo green, visto lo sforzo per abbattere le emissioni inquinanti, che dall’Italia apre le porte verso il Nord Europa. Un percorso che punta ad ottenere un primato tecnologico, come unica autostrada 5G italiana. «Una tratta altamente strategica e di particolare importanza per i collegamenti tra il sud e il nord dell’Europa» secondo il ministro uscente ai trasporti Graziano Delrio che d’intesa con Arno Kompatscher, presidente dell’Euro-regione Trentino-Alto Adige-Tirolo, ha candidato il tracciato per il progetto Ue delle «autostrade 5G». 

Gli oggetti parlano fra loro

Acronimo di «5th (fifth) Generation» il 5G indica il prossimo standard (dopo il 4G) per la telefonia mobile, le telecomunicazioni e tutte le tecnologie elettroniche che si basano sul wireless. Il sistema permette non solo la trasmissione di quantità di dati maggiori e a velocità più elevate, ma anche di “agganciare” gli oggetti e farli parlare tra loro nell’Internet of Things, l’internet delle cose, il mondo fisico dei dispositivi connessi alla rete. E gli utilizzi della tecnologia applicata alla mobilità sono potenzialmente infiniti, dalla sicurezza alla guida automatica che si inizierà appunto a introdurre lungo “la” Brennero. In altre parole, autostrade intelligenti. L’Italia è in “pole position” con l’A22. L’annuncio della partecipazione al progetto europeo è stato fatto nel corso Digital Day 2018, dopo una lettera congiunta inviata alla Commissione Ue da parte dei presidenti dell’Euroregione Tirolo-Sud Tirolo-Trentino e una lettera del ministro dei trasporti Delrio. Si tratta dell’iniziativa lanciata a settembre dello scorso anno per una prima serie di corridoi di prova su larga scala per lo sviluppo del 5G.

Da Trento, Bolzano e Innsbruck intendono avviare questa cooperazione, aperta anche ad altri stati membri interessati, per il corridoio 5G dell’autostrada del Brennero, da cui transitano ogni anno 60 milioni di veicoli. E occorre essere più veloci degli altri territori europei, perché anche loro corrono veloci e si sono fatti avanti. Spagna e Portogallo hanno già firmato un memorandum d’intesa per testare la guida automatizzata tra Vigo e Porto e tra Evora e Mérida, mentre è stata avviata anche la collaborazione per la realizzazione del corridoio dei Balcani occidentali tra Bulgaria, Grecia e Serbia lungo l’asse Belgrado-Sofia-Salonicco. Tra le iniziative simili già avviate, quella tra Francia, Germania e Lussemburgo per il corridoio Lussemburgo-Metz-Merzig; quella tra Norvegia, Finlandia e Svezia con il corridoio E8 tra Tromso (Norvegia) e Ouolo (Finlandia) e l’E18 Helsinki-Stoccolma-Oslo. Infine, anche Belgio e Olanda con il corridoio Rotterdam-Anversa-Eindhoven.

Una tecnologia che strizza l’occhio alla sicurezza

«L'Italia», si legge nella lettera inviata da Delrio alla commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, «ha deciso di aderire all’iniziativa e, in seguito a contatti con Austria e Germania, vorrebbe presentare un nuovo progetto congiunto di corridoio transfrontaliero» che «sarebbe quello del Brennero, con un focus particolare sul traffico pesante». La scelta del Brennero, spiega il ministro a Bruxelles, è dovuta al fatto che «la tratta in questione è altamente strategica e di particolare importanza per i collegamenti tra il Sud e il Nord dell’Europa» e per questo «sono già in corso contatti con Austria e Germania al fine di garantire il necessario coordinamento». «L’Euregio Tirolo, Alto Adige, Trentino, appoggia» la proposta del ministro Delrio per il Brennero, si legge invece nella missiva a Bruxelles delle tre regioni firmata dal presidente dell’Euregio Arno Kompatscher, con gli «obiettivi di aumentare la sicurezza stradale transfrontaliera, nonché l’accesso, la qualità e la disponibilità dei dati e infine di dare la possibilità di testare connettività e nuove tecnologie digitali».