Imprese

7 giugno 2017Luca Barbieri

Industria 4.0 punto di partenza per una Società 5.0. Boccia: «Il modello? L'Alto Adige»

Assoimprenditori, si insedia Federico Giudiceandrea. Il presidente di Confindustria: «Bolzano ponte naturale per un’Europa manifatturiera unita. Qui si respira senso di comunità»

Una Industria 4.0 che sia precondizione di una Società 5.0, con minori diseguaglianze e più coesione. Il modello? L’Alto Adige. Parola di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che martedì 6 giugno ha partecipato all’assemblea di Assoimprenditori Alto Adige che ha nominato suo nuovo presidente Federico Giudiceandrea, ingegnere con il pallino dell'innovazione, fondatore di Microtec, azienda leader nella tomografia del legno. A lui la guida di un Alto Adige imprenditoriale che puntando su innovazione, export e attrazione di talenti confermi il proprio ruolo di ponte verso l’Europa, per un’alleanza continentale della manifattura che innova. Tra centri di ricerca, parco tecnologico e imprese leader con una fortissima propensione all’export, il segreto dell’Alto Adige sembra però un altro.

Boccia: si respira il senso della comunità

«La cosa che mi affascina maggiormente – ha spiegato Boccia - è il senso e lo spirito di comunità che si sente e si tocca. Di più: c’è un elemento di merito chiarissimo. In Alto Adige si è scelto di intervenire in maniera selettiva sui nodi dello sviluppo, di non fare più interventi a pioggia. Umiltà, responsabilità, fare squadra: le parole del nuovo presidente Giudiceandrea hanno sintetizzato le caratteristiche di quella che dovrebbe essere una comunità. Siete un modello e un simbolo. Lo scorso ottobre, proprio qui, nell’incontro bilaterale con la BDI - la Confindustria tedesca-  abbiamo sancito l’importanza della questione industriale e stabilito che la sfida da vincere è tra mondo ed Europa non tra Paesi d’Europa. Bolzano per noi non è una frontiera ma un ponte di collegamento per un’Europa competitiva. Da terra di confine a ponte per merito delle persone. Un pensiero che accomuna tutti, anche la politica. Industria 4.0 non è una questione tecnologica, è la precondizione per costruire una società migliore, quella che con la BDI tedesca abbiamo chiamato società 5.0. Una società dove al centro c’è la persona, dove si combattono le disuguaglianze. E’ la società che nascerà da Industria 4.0, un modello che mette al centro delle imprese non più solo il capitale ma il lavoro, la conoscenza e l’informazione. Un modello che a Bolzano è patrimonio comune, anche nelle relazioni industriali».

Giudiceandrea: qui la crisi ha colpito meno, un modello da studiare

Un riconoscimento pesante e un’assunzione di responsabilità nello scenario nazionale (con il past president Stefan Pan che continuerà a tenere la vicepresidenza di Confindustria) che Assoimprenditori conferma anche per il futuro. «Anche quest’anno ospiteremo a Bolzano il Business Forum tra Confindustria e BDI – ha confermato Giudiceandrea, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente di IDM Alto Adige Südtirol -  un appuntamento che non è solo di enorme prestigio per il nostro territorio, ma che è soprattutto di sostanza: il futuro dell’Europa, la formazione dei nostri giovani, i cambiamenti imposti dalla politica energetica o da Industria 4.0 sono stati solo alcuni dei grandi temi affrontati negli scorsi anni. Da questi incontri – da Bolzano – sono sempre partiti impulsi decisivi». Impulsi che possono contaminare anche il sistema italiano. «Se L’Alto Adige ha sofferto la crisi meno delle altre regioni – ragiona Giudiceandrea – è anche grazie al sistema di educazione duale, a una bassa disoccupazione giovanile. Capire perché l’Alto Adige ha queste caratteristiche può essere un modello interessante per tutta l’Italia».

NOI Techpark, infrastruttura per mettersi in rete con il mondo

La visione di Giudiceandrea è in linea con quella di Boccia. «Industria 4.0 non è un tema che riguarda solo le imprese – riguarda la vita di tutti noi. Industria 4.0 è il primo passo verso la Società 4.0 e le nostre aziende hanno l’ambizione di essere protagoniste di questo cambiamento – ha esordito il neopresidente -. Chi mi conosce sa quanto mi stia a cuore il tema dell’innovazione. Le nostre imprese sono molto più innovative di quanto non dicano le statistiche. In tanti settori – tecnologie alpine, automotive, alimentari, legno, edilizia, solo per citarne alcuni – le imprese dell’Alto Adige sono eccellenze mondiali. Essere innovatori fa parte del DNA di noi imprenditori. Cito una frase di un grande ingegnere, imprenditore e innovatore – Thomas Edison: “Genius is 1 percent inspiration and 99 percent perspiration”. Il genio è ispirazione, idea, creatività, ma poi è soprattutto sudore, lavoro, fatica. La politica può aiutarci molto per fare in modo che le nostre idee si trasformino in successo e quindi in valore per il territorio, investimenti, posti di lavoro: alla politica chiediamo una cosa soltanto – un contesto che sostenga chi vuole impegnarsi, chi vuole mettersi in gioco, chi vuole fare impresa». Un impegno confermato in pieno dal presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher che ha confermato l’idea di costruire una provincia sempre più aperta ai talenti. Fulcro di questa operazione la prossima apertura in autunno del NOI Techpark, un innovation district con 24 laboratori di tecnologia applicata al quale gli industriali altoatesini guardano con enorme interesse. E spirito di impegno. «E’ un’infrastruttura che può metterci in rete con il resto del mondo – dice Giudiceandrea - Potrà farlo solo se sarà orientato ai bisogni delle aziende. L’innovazione si fa nelle imprese: per questo i laboratori dovranno concentrarsi sulla ricerca applicata e dovranno essere misurati in base ad obiettivi fissati da un business plan. Solo così avremo fatto un investimento che crea valore aggiunto e in modo sostenibile per tutto l’Alto Adige. Siamo pronti a pagare per questo: se i servizi offerti saranno di qualità, nessuna impresa si lamenterà per i costi da sostenere. Ci aspettiamo che i laboratori del parco tecnologico vengano finanziati in larga parte dai privati e non solo dalla mano pubblica. E ci aspettiamo che la capacità di attirare risorse esterne sia un criterio di valutazione e determini anche le scelte riguardo alla prosecuzione della loro attività».

Il ruolo dell’industria e la nuova squadra di Assoimprenditori

Il settore manifatturiero in un Alto Adige famoso per il turismo e l’enogatronomia più di ogni altro contribuisce al Pil e genera l’85 per cento dell’export. L’industria è il settore economico con le retribuzioni più alte e quello in cui i posti di lavoro sono più sicuri. Assieme alle sue imprese, in questi anni anche Assoimprenditori ha raggiunto nuove dimensioni: 460 imprese associate che danno lavoro a oltre 35mila persone generando un valore aggiunto complessivo di 3,7 miliardi di euro e producendo imposte (che al 90% rimangono sul territorio) per 509 milioni di euro. La produttività per dipendente è di 82.858 euro; 52.239 euro il costo del lavoro per dipendente. Dati che si riflettono nella qualità della squadra di governo dell'associazione confindustriale. Ad affiancare Federico Giudiceandrea (Microtec) nel comitato di presidenza ci sono Vinicio Biasi della Microgate (vicepresidente); Floria Kröss della Ewo (vicepresidente); Heiner Oberrauch di Oberalp (vicepresidente); Nikolaus Tribus della Gkn (vicepresidente); Oswald Eller della Eller (presidente della Piccola imprese); Christian Krapf della Duka (presidente dei giovani imprenditori); il past president Stefan Pan.

Luca Barbieri