Infrastrutture

1 agosto 2017Redazione

Uffici, auditorium, laboratori (e un asilo nido): l'eco-arca altoatesina conquista Milano

Lo studio Cleaa di Bolzano, progettisti del NOI Techpark, vince il concorso internazionale per l'ideazione del nuovo headquarter del gestore del servizio idrico milanese

Un’arca dal basso impatto ambientale. Che fluttua sull’acqua e sembra non avere peso nonostante i sei piani e gli undicimila e passa metri quadri. Sarà questo l’aspetto del nuovo edificio del Gruppo Cap, gestore del servizio idrico della Città Metropolitana di Milano. Nuovo edificio interamente made in Alto Adige essendo stato progettato dallo studio Cleaa - Claudio Lucchin & architetti associati di Bolzano (lo stesso gruppo che ha progettato il NOI Techpark di Bolzano) che ha vinto il concorso internazionale per la progettazione del nuovo quartier generale del gruppo milanese. A selezionare il progetto una commissione presieduta dall’ingegnere Piercarlo Anglese, direttore Area Tecnica della monotutility, e composta dall’architetto Alessandro Romeo e dall’ingegnere Corrado Pecora, in rappresentanza dei rispettivi Ordini di riferimento.  

Asilo nido e auditorium

Il bando di concorso era stato lanciato lo scorso gennaio con l’obiettivo di riunire le diverse sedi del Gruppo. Il nuovo progetto mira a unificarle in un'unica struttura di 11.250 metri quadri di superficie, distribuita su sei piani e divisa in spazi che comprendono diverse tipologie di uffici, laboratori, una caffetteria, un auditorium per 200 persone, un’esposizione museale e un asilo nido aziendale per 18 bambini. Capace di ospitare oltre 400 dipendenti, il progetto dello studio Cleaa vuole sottolineare, in un’area della città prevalentemente residenziale, la natura pubblica di Gruppo Cap e la sua attività di gestione dell’acqua a favore della collettività: sono stati quindi eliminati i muri di confine dell’edificio, permettendo un’entrata immediata nella sede, ed è stata prevista la costruzione di una grande vasca d’acqua, che richiama l’attività aziendale.

«Un valore sociale»

«Per noi, la nuova sede di una società così particolare non può essere solo un buon edificio direzionale dall’elevata performance energetica, ma deve necessariamente alludere al valore sociale di questa attività, spiega Claudio Lucchin, ideatore del progetto. L’acqua è alla base della nostra idea progettuale, non solo perché l’edificio si rispecchia in una piazza d’acqua, ma sembra galleggiarvi sopra, alludendo a una caratteristica di questo elemento e, al contempo, dichiarando la complessità di gestione di questa importante risorsa».

Al di là della progettazione stilistica, il proposito di evidenziare il valore sociale dell’azienda si concretizza in un accurato piano energetico della nascente struttura, a partire dal sistema di illuminazione che evita le grandi vetrate per diffondere la luce naturale attraverso un’attenta calibratura delle finestre. La parte esterna dell’edifico è fortemente caratterizzata dalla loro particolare conformazione, con una trama che si fonde con il volume stesso e che richiama, nel suo diramarsi, la rete dei servizi di Gruppo Cap distribuita su tutto il territorio metropolitano. Inoltre, vi saranno pozzi di luce di ampie dimensioni a garantire la connessione visiva tra i piani e l’illuminazione nell’area centrale dell’edificio.