Green

6 settembre 2016Enrico Albertini

Energia e rispetto dell'ambiente: Alto Adige modello (anche) per il Giappone

Visita di una delegazione giapponese a Bolzano. Si punta ad avere il 75% di copertura energetica da rinnovabili entro il 2020

L’Alto Adige? Un modello, per quanto riguarda le politiche energetiche e di rispetto per l’ambiente, a livello internazionale. Ottimi risultati, senza abbassare la guardia: l’obiettivo è di avere nel 2020 il 75% di copertura del fabbisogno totale con energia rinnovabile, per giungere, entro il 2050, al 90%. Dopo il riconoscimento per il territorio altoatesino arrivato durante lo Scap Forum di Milano, evento che ha visto nascere una «Air Quality Alliance» a livello globale, un’ulteriore conferma è arrivata dalla visita di una delegazione di ricercatori giapponesi, venuti in Alto Adige proprio per studiare le strategie messe in campo da tutto il sistema altoatesino. E se anche i luoghi possono essere spesso evocativi, significativo è il fatto che nel gruppo giapponese ci fossero ricercatori anche di Kyoto, la città sede nel 1997 della Convenzione per il Clima organizzata dall’Onu nel 1997 in cui venne firmato l’ormai celebre protocollo.

Durante un incontro con l’assessore allo Sviluppo del Territorio della Provincia di Bolzano Richard Theiner,gli ospiti hanno constatato come la politica scelta dal sistema altoatesino sia quella di migliorare costantemente i propri risultati, senza mai sedersi sugli obiettivi raggiunti. Ed ecco così che sul fronte dell'energia pulita si punta ad avere già una quota del 75% sull’intero fabbisogno energetico nel 2020, per arrivare poi al 90%. Attualmente la produzione altoatesina è composta da 5.420 Gigawattore (GWh) di energia idroelettrica, 760 di geotermica, 88 di biomassa, 246 di fotovoltaica e 139 di solare.

C’è poi il grande filone dell’efficienza energetica. Come ricordava allo Scap Forum di Milano Thomas Aichner, presidente di IDM Südtirol-Alto Adige, agenzia che sovraintende al marketing territoriale e allo sviluppo competitivo delle aziende in termini di innovazione e internazionalizzazione, l’attenzione sull’efficienza energetica è un’esigenza forte in Alto Adige. «Ce lo chiede il nostro territorio, con paesi che passano da -10 di inverno ai 35 gradi d’estate. Abbiamo creato un’agenzia, CasaClima, che ha già certificato 6mila edifici. Si dice spesso che bisogna ridurre, riusare, riciclare: io aggiungo anche ripensare a come vogliamo vada il nostro sviluppo. Dobbiamo accompagnare l’industrializzazione senza diventarne schiavi e premiare la tecnologia che migliora la qualità della vita». Anche sul risparmio energetico il piano predisposto ha dei paletti precisi: il consumo annuo pro-capite dovrà scendere a 2.500 watt entro il 2020 e a 2.200 entro il 2050, e uno dei progetti di maggior successo è rappresentato da CasaClima. Traguardo ambizioso da raggiungere anche per quanto riguarda le emissioni inquinanti: partendo dalle 4,9 tonnellate di CO2 prodotte ogni anno da un abitante dell'Alto Adige, si intende scendere sotto le 4 tonnellate entro il 2020 e addirittura raggiungere le 1,5 tonnellate entro il 2050.