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5 agosto 2016Rebecca Travaglini

Export in aumento del 10%, ecco il territorio italiano su cui puntare per guardare all'Europa

Bilancia commerciale in attivo, trilinguismo, Germania e Austria come partner commerciali privilegiati. I numeri del boom altoatesino

C'è un territorio in Italia che nel 2015 ha incrementato le esportazioni di quasi il 10 per cento, che dialoga ogni giorno con il Nord Europa e che è diventato la piattaforma ideale per conquistare i mercati europei. Il boom Alto Adige non è dovuto solo alla sua collocazione geografica, a quell'essere cerniera naturale tra Nord e Sud Europa, ma ad un'attenta programmazione economica e culturale. I numeri parlano chiaro: nell'ultimo anno le esportazioni dall'Alto Adige hanno raggiunto il valore record di 4.358,3 milioni di euro (+9,8%), invece le importazioni sono aumentate dell’1,3% rispetto al 2014, per un totale di 4.089,1 milioni di euro. Con un avanzo pari a 269,1 milioni di euro, la bilancia commerciale altoatesina si è chiusa in attivo per la prima volta dal 1996 (fonte: report Astat agosto 2016). Anche nel 2015 i tradizionali partner commerciali dell’Alto Adige si confermano Germania e Austria. Da e verso la Germania si registra oltre il 40% delle importazioni altoatesine e oltre un terzo delle esportazioni. Da e verso l’Austria, invece, si registrano circa un quarto delle importazioni totali e un decimo delle esportazioni. L’Alto Adige presenta un saldo commerciale negativo con entrambe, dati che determinano complessivamente il segno negativo della bilancia commerciale verso l’Unione Europea (-574,6 milioni di euro). Saldi positivi consistenti si registrano invece nei confronti dei paesi europei non UE e dei continenti americano ed asiatico.

I fattori che favoriscono le esportazioni

A rendere l’Alto Adige un territorio strategico per esportare verso il nord Europa sono diversi fattori che favoriscono l’internazionalizzazione, come la propensione a parlare tre lingue (tedesco, italiano e inglese), le elevate competenze e le iniziative ad hoc. Per esempio per esplorare il mercati esteri IDM Alto Adige organizza diverse giornate di consulenza gratuite dedicate a turno sia ai mercati tradizionali per le aziende altoatesine sia a nuovi rotte commerciali che promettono buone possibilità. In giugno si è svolta una giornata di consulenza sulla Svizzera, in luglio una sull’Iran e quest’autunno ne è in programma una sul mercato cinese. La Provincia Autonoma di Bolzano poi mette a disposizione delle imprese che hanno sede in Alto Adige delle misure ad hoc per sostenere l'export. Il boom è reso possibile anche da un ecosistema in grande salute come dimostrano i buoni dati sull’occupazione in Alto Adige. Il bollettino “Mercato del lavoro news” di agosto rileva che in provincia di Bolzano il tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 20 e i 64 anni di età nel 2015 è stato del 76,7%, stabile da quattro anni. Così l’Alto Adige si colloca nel terzo superiore della classifica delle regioni europee e al primo posto in Italia. Nonostante non abbia ancora raggiunto l’obiettivo dell’80% della popolazione tra i 20 e i 64 anni occupato entro il 2020 e nonostante si registri una contrazione dell’occupazione tra giovani e donne, il tasso di disoccupazione nel 2015 era del 3,8%, diminuito dello 0,3%.

I prodotti più esportati e i paesi destinatari

Nel 2015 le esportazioni verso i paesi dell’Unione Europea hanno evidenziato un notevole incremento, pari al 9,4% rispetto al 2014. La Germania e l’Austria si confermano i paesi destinatari della maggior parte delle esportazioni con rispettivamente il 33,3% ed il 10,7% del totale. Seguono Francia (4,7%), Spagna (3,6%) e Regno Unito (3,3%). In generale, il 70,7% delle esportazioni è diretto verso paesi dell’Unione Europea. Considerando i 10 maggiori partner commerciali, gli aumenti percentuali più significativi sono quelli registrati da Svezia (+55,6%), Repubblica Ceca (+31,5%), Regno Unito (+17,4%) e Paesi Bassi (+15,6%), mentre l’unico valore negativo è quello dell’Ungheria (-0,5%). A livello assoluto, gli aumenti più significativi si verificano per le merci dirette verso Germania (+80,0 milioni di euro), Austria (+55,7 milioni di euro) e Svezia (+31,7 milioni di euro). Scendono leggermente le esportazioni verso i paesi europei esterni all’Unione (-0,7%) nonostante la crescita di quelle verso la Svizzera (+2,4%), pari al 5,4% delle esportazioni totali. Prodotti alimentari, bevande e tabacco sono il settore che incide di più nel flusso commerciale (17,7%). Rispetto alla media nazionale, l’export altoatesino è fortemente specializzato nei settori agricolo e alimentare e fra i prodotti più esportati le mele si trovano al primo posto, con un valore pari a 531,3 milioni di euro, il 12,2% del totale. Anche in questo caso si può parlare di record: per la prima volta quello che è considerato un simbolo dell’Alto Adige supera quota 500 milioni di euro. La Germania importa il 35,5% del totale delle mele altoatesine, per un valore pari a 188,1 milioni di euro.

Nel 2015 gli operatori economici che vendono merci all’estero sono 2.643, aumentati dal 2014 di 101 unità, cioè del 4,0%. Circa il 50% del valore totale delle esportazioni è gestito da 25 operatori, mentre sono in 230 a controllarne il 90%. Il numero maggiore (1.059) di esportatori lavora con la Germania, gestendo una quota di 1.371,1 mila euro per operatore, ma molti lavorano anche con il mercato svizzero e austriaco (rispettivamente 1.042 e 982). L’80,2% degli operatori economici evidenzia un fatturato all’esportazione inferiore a mezzo milione di euro, mentre solo il 2,2% degli operatori supera la soglia dei 10 milioni di euro.


Un focus sulle importazioni

La maggior parte delle importazioni altoatesine proviene dai paesi dell’Unione Europea (89,4% del totale), con un aumento dell’1,5% rispetto al 2014. I maggiori partner commerciali sono anche in questo caso Germania (42,3%) e Austria (24,0%), seguono Paesi Bassi (7,8%) e Francia (3,8%). Considerando i primi 10 partner commerciali, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna evidenziano un aumento rispettivamente del 16,0%, del 14,9% e del 10,2%, mentre diminuisce il valore delle importazioni dalla Francia (-12,3%), dall’Austria (-1,0%) e dalla Germania (-0,3%). Al primo posto fra i settori di attività relativi alle importazioni c’è Prodotti alimentari, bevande e tabacco (19,3%), e tra i prodotti Zuccheri di canna o di barbabietola e saccarosio chimicamente puro, per un valore di 194,4 milioni di euro (4,8% del totale delle importazioni), prodotti principalmente da Germania (57,9%) e Mauritius (19,2%).

L’export altoatesino continua a crescere

Se nel primo trimestre del 2016 l’export italiano vede un leggero calo (-0,4%), l’Alto Adige continua a crescere con un aumento del valore delle esportazioni del 4,7%, sesta regione migliore in Italia (dopo Molise, Basilicata, Abruzzo, Lazio e Umbria) e in direzione contraria rispetto al resto del Nord Est. L’Astat rileva che il valore delle merci esportate nel primo trimestre del 2016 è pari a 1 miliardo 93,5 milioni di euro. Il settore Prodotti alimentari, bevande e tabacco è il migliore, in crescita del 12,1%.
Anche il presidente Arno Kompatscher ha commentato positivamente i dati sull’export, definendoli «da primato» e sottolineando che non è facile raggiungere tale incremento di questi tempi. «Il sostegno assicurato all’export e la consulenza specialistica dell’Agenzia di servizi IDM Alto Adige mostrano i loro effetti – ha affermato Kompatscher – Ma l’apprezzamento va soprattutto alle imprese altoatesine che hanno accolto con convinzione questa offerta di sostegno e hanno voluto affrontare la sfida dei mercati esteri, che ha richiesto un grande impegno e una certa disponibilità al rischio». Ma non bisogna fermarsi qui. «I buoni risultati del 2015 devono rappresentare uno stimolo per la Provincia e per l’imprenditoria locale a continuare nell’impegno forte sull’export».