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27 luglio 2016Enrico Albertini

Alleanza globale contro l'inquinamento: l’Alto Adige diventa una best practice

Il sistema Alto Adige premiato per aver investito su tecnologie capaci di migliorare la qualità dell’aria

Un’organizzazione che fa parlare la stessa lingua a molte città del mondo, chiedendo e proponendo soluzioni per avere un’aria più pulita. Non poteva mancare l’Alto Adige, modello di territorio capace di rispettare e preservare l’ambiente e precursore per quanto riguarda le politiche relative all’edilizia sostenibile, alla prima edizione dello Scap Forum, che ha visto nascere l’«Air Quality Alliance». Smart cities against pollution: soluzioni e proposte delle “città intelligenti” per combattere l’inquinamento. Una giornata, quella del 21 luglio 2016, a suo modo storica: a Milano si sono infatti riuniti rappresentanti di città e territori dei cinque continenti. Tutti con lo stesso obiettivo: far respirare meglio il pianeta. Promotore dell’iniziativa Antonio Cianci, imprenditore che conosce bene l’Alto Adige: è là che ha sede e che è stata accelerata la startup fondata insieme a Massimo Bernardoni, Advanced Materials. Un’avventura che è diventata in breve tempo una realtà mondiale: Airlite, la speciale vernice che produce, è capace di catturare e eliminare l’88,8% degli elementi inquinanti nell’aria. Una rivoluzione per la qualità della vita dei cittadini: 100 metri quadrati di prodotto steso su di una superficie abbattono i gas emessi da 12 autovetture. La vernice è piaciuta un po’ in tutto il mondo: una rete di relazioni che ha permesso a Cianci di riunire in un solo luogo best practices dei cinque continenti.

«Air Quality Alliance», un “libro blu” per le proposte

«L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato Cianci – ci dice che ogni anno muoiono almeno 7 milioni di persone a causa dell’inquinamento. Noi vogliamo con questo gruppo di lavoro cominciare a porre più attenzione sull’inquinamento della bassa atmosfera, non studiato ancora a sufficienza. Vogliamo raccogliere spunti, buone politiche, proposte per aiutare il nostro pianeta». E proprio Cianci quindi ha lanciato l’«Air Quality Alliance». Una Ong senza scopi di lucro che opera in tre aree: la promozione culturale dell’importanza della lotta all’inquinamento, il sostegno all’innovazione che aiuta a migliorare la qualità della vita di tutti, sostegno industriale sotto forma di un marchio, «Air Quality Mark», pronto a certificare tutto quanto viene fatto per migliorare la qualità dell’aria. Lo spirito con il quale si muove l’organizzazione è la proposta. «Entro l’inizio dell’anno prossimo – ricorda Cianci – prepareremo il nostro “libro blu”, da affiancare a quello nero dell’Oms. Loro ci danno i dati su quanti danni fa l’inquinamento nel mondo, noi vogliamo mettere nero su bianco contributi per risolvere il problema». Tante le testimonianze: c’erano Tabriz, città industrializzata dell’Iran, Melbourne, Mexico City, San Pietroburgo, Pechino.

Alto Adige, esempio vincente

Tanti angoli di mondo ai quali ovviamente si è aggiunta anche l’Italia, ben rappresentata dall’Alto Adige, definito da Cianci come «uno degli angoli migliori d’Europa, una regione all’avanguardia per quanto riguarda l’edilizia sostenibile, un territorio che ha saputo preservare il suo splendido ambiente senza però rinunciare a dar spazio alle industrie». Thomas Aichner, presidente di IDM Südtirol-Alto Adige, agenzia che sovraintende al marketing territoriale e allo sviluppo competitivo delle aziende in termini di innovazione e internazionalizzazione, ha raccolto la “sfida” lanciata. «Air Quality Alliance già nel nome mette in connessione tre parole fondamentali. Aria, elemento fondamentale per l’uomo, che non può sopravvivere senza. Qualità, un qualcosa che ci deve venire automaticamente collegato quando si parla di aria. Alleanza: nell’ambiente l’aria cattiva si muove allo stesso modo di quella buona. Abbiamo quindi una grande responsabilità: l’organizzazione mette insieme persone che hanno culture, religioni, pensieri politici differenti, ma sono tutti riuniti con l’obiettivo di migliorare la qualità del pianeta in cui viviamo».  Aichner ha poi citato alcuni risultati ottenuti dall’Alto Adige. «Abbiamo il 56% dell’energia che arriva dalla forza idroelettrica, una percentuale che vogliamo portare al 75% entro il 2020, siamo da sempre attenti all’edilizia sostenibile. Ce lo chiede il nostro territorio, con paesi che passano da -10 di inverno ai 35 gradi d’estate. Abbiamo creato un’agenzia, CasaClima, che ha già certificato 6mila edifici. Si dice spesso che bisogna ridurre, riusare, riciclare: io aggiungo anche ripensare a come vogliamo vada il nostro sviluppo. Dobbiamo accompagnare l’industrializzazione senza diventarne schiavi, premiare la tecnologia che migliora la qualità della vita, proprio come Airlite».

Alto Adige, un premio al sistema che preserva l'ambienta

Il lavoro altoatesino ha ricevuto anche un riconoscimento ufficiale: un premio all'Alto Adige - «Air Quality Alliance International Award» - consegnato simbolicamente ad IDM Südtirol-Alto Adige, nella categoria riservata alle istituzioni governative, per aver impostato politiche attive utili alla riduzione di emissioni di gas inquinanti e per aver investito su tecnologie capaci di migliorare la qualità dell’aria in ambiente indoor e outdoor. Un premio che riconosce il lavoro fatto e sprona a continuare sulla strada intrapresa, per continuare a portare l’Alto Adige e il suo territorio come esempio di equilibrio fra uomo e natura.