Imprese

3 febbraio 2017Rebecca Travaglini

Chip, sensori, talenti: così WhatAVenture trasferisce know how dalle startup alle grandi imprese

Un punto di vista a 360 gradi sull’innovazione che guarda al mercato italiano

«Apriremo una nuova sede a Bolzano perché crediamo che l’Italia offra molte opportunità alle aziende che vogliono fare innovazione». Così Stefan Perkmann Berger, giovane meranese, annuncia l’imminente espansione altoatesina di WhatAVenture, esperta nell’tema dell’innovazione con sede a Vienna di cui è uno dei founder e ora direttore generale.  «La nostra attività principale consiste nel supportare le grandi aziende a sviluppare ed implementare processi e servizi innovativi nelle loro aziende – spiega Perkmann Berger –. Abbiamo sviluppato una serie di strumenti online e offline per accompagnare le startup e grandi aziende a portare le loro idee da uno stadio embrionale ad un’idea pronta per l’investimento. I nostri principali strumenti (Innovation Box, Innovation Platform e Innovation Strategy Box) vengono utilizzati dalle aziende per agevolare i loro team nel processo dell’innovazione. In base alle esigenze dei nostri clienti organizziamo Workshop, Innovation Camps, Hackatons e Coaching per promuovere l’innovazione nelle aziende ed incoraggiare il cambio della mentalità dei collaboratori». 

WhatAVenture ha organizzato insieme a IDM Südtirol-Alto Adige e Dolomiti Superski il primo Vertical Innovation Camp in Alto Adige, una tre giorni dedicata all’innovazione per progettare lo skipass del futuro, che si è tenuta in Val Gardena dal 14 al 16 dicembre 2016 e a cui era presente in qualità di responsabile organizzativo e di mentore anche Daniel Schwarzbach, Director Technology & Innovation Management in What A Venture.

Le grandi aziende che si rivolgono a  WhatAVenture

I clienti di WhatAVenture hanno un profilo abbastanza omogeneo. Si tratta di aziende di grandi dimensioni, che hanno cioè da mille a 2mila dipendenti, anche se «negli ultimi mesi abbiamo cominciato a lavorare anche con aziende di medie dimensione – continua Perkmann Berger –. Provengono per il 60% dall’Austria,  per il 35% dalla Germania  e per il 5% da altri paesi, fra cui l’Italia. Attualmente siamo un gruppo di una ventina di esperti in tema innovazione. A partire dal 2017 esploreremo anche nuovi mercati in Asia ed apriremo una sede in Germania ed in Italia». Se la dimensione delle aziende è più o meno uniforme, varia è invece la loro specializzazione. WhatAVenture ha lavorato con Caritas Vienna, che ha 5mila dipendenti, su temi legati all’integrazione, con Deutsche Bank, per elaborare nuove soluzioni nel settore bancario, con Infineon, pensando insieme a nuovi chip e sensori. «Uno dei nostri punti di forza è che aggreghiamo l’esperienza di industrie differenti facendo know how transfer: cerchiamo di sfruttare in una specifica industria le competenze delle altre e le conoscenze che ne derivano a noi».

La nuova sede a Bolzano è solo l’inizio

Perkmann Berger è entusiasta dei cambiamenti in vista nell’azienda. «Abbiamo preso la decisione di aprire una sede in Italia perché pensiamo che il mercato italiano sia davvero interessante: ci sono aziende che hanno bisogno di essere più innovative, quindi l’opportunità non è solo per noi e per quello che facciamo, ma anche per le startup che si trovano nei paesi confinanti». La sede di Bolzano, inoltre, è un buon inizio per entrare nel mercato italiano. E il direttore generale conclude: «La scelta dell’Alto Adige è legata alla mia storia personale, perché sono nato a Merano. E poi abbiamo già creato contatti qui. Ma non ci vogliamo fermare, perché tutta l’Italia del Nord ha tante possibilità che vorremmo sfruttare».