Università

6 ottobre 2016Enrico Albertini

Alto Adige, anche Unibz nel «competence center» triveneto

Oltre 13 miliardi di investimenti sull’innovazione previsti dal Piano Italia 4.0. E il territorio altoatesino, che già ospita l’eccellenza del Fraunhofer, amplia la propria rete di ricerca

Anche la Libera Università di Bolzano farà parte del «competence center» triveneto previsto dal Piano Italia 4.0. Si apre così una (grossa) opportunità in più per le aziende inserite nel sistema Alto Adige dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione. Un territorio che già ospita il Fraunhofer, prima società italiana affiliata alla più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa. E proprio al Fraunhofer come centro di eccellenza europeo ha più volte fatto riferimento il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda nel presentare il piano, che si preannuncia essere il più grande intervento di politica industriale degli ultimi vent’anni. Non solo perché prevede un investimento di oltre 13 miliardi per quanto riguarda l’innovazione, ma anche per la “rivoluzione copernicana” del sistema di finanziamento. Non più bandi, ma detassazione delle spese sostenute per gli investimenti in innovazione.

Ma c’è un altro annuncio molto importante fatto da Calenda: il piano fortemente voluto dal Governo punta ad essere meno dirigista possibile. «Le tecnologie saranno scelte dalle industrie e dalle Università» ha più volte ribadito il Ministro. Ed ecco quindi l’importanza dei «competence center»: spazio a Politecnici e Università per mettere a frutto la ricerca di base e applicata. Ed è proprio in questo ambito che rientra Unibz: all’inizio, infatti, sembrava che gli atenei del NordEst non fossero inclusi nell’elenco di tali centri. Ma le Università hanno saputo fare rete: ed è così che i quattro atenei del Veneto (Padova, Verona, Ca’Foscari e Iuav) sono rientrati nel piano, come un unico soggetto con Padova, l’Università più antica e più grande, capofila.

Proprio dal capoluogo patavino è partita la spinta ad allargare il gruppo: ecco quindi che alla firma dell’accordo di costituzione del «competence center», venerdì 30 settembre nell’Aula Magna Unipd proprio davanti a Calenda, si è arrivati con una squadra nordestina: oltre ai quattro atenei veneti si sono aggiunte le Università di Bolzano, Trento, Udine, Trieste e la Sissa, la scuola internazionale di studi del capoluogo giuliano. Soddisfazione per la firma nelle parole del presidente Unibz Konrad Bergmeister: «Si tratta di una grande occasione per fare rete a livello territoriale tra i vari atenei e i sistemi produttivi del Triveneto – ha detto – E anche per mettere a frutto le competenze di cui è ricco l’Alto Adige/Südtirol. Un’opportunità per giocare insieme, nella stessa squadra, in una partita che può disegnare lo sviluppo del nostro Paese nell’innovazione, nella produttività e nella competitività a livello internazionale».