Innovazione

29 marzo 2017Johanna Roellecke

Un casco «flessibile» per proteggere i ciclisti, così una startup raccoglie 500mila euro di finanziamento in diretta tv

Sotto i riflettori di uno show televisivo austriaco, Patrick Pedevilla, Ceo di Seventwenty, ha convinto l'imprenditore Hans Peter Haselsteiner all'investimento. Ora è partita la produzione

Una funding strategy efficace come il prodotto, quella di Patrick Pedevilla, l’imprenditore 38enne di Bolzano che ha fondato Seventwenty, la startup che punta a rivoluzionare il mercato dei caschi con un sistema di sicurezza oltre gli standard. In ricerca di un investimento sostanzioso l'imprenditore ha infatti deciso di partecipare a «2 Minuten, 2 Millionen» (2 minuti, 2 milioni), programma televisivo austriaco in onda su PULS4. Una trasmissione televisiva durante la quale startup ambiziose hanno a disposizione solo due minuti per convincere una giuria di potenziali investitori della bontà della loro idea di business. Pedevilla ha offerto il 10% di partecipazione per un investimento di 400 mila euro. La cifra che gli serviva per fare partire la produzione di «La structura», il casco che grazie ad una combinazione straordinaria di struttura e materiale ha dimostrato di essere «due volte più sicuro di un casco che soddisfa i requisiti standard». Queste le parole dell’imprenditore altoatesino che davanti ad una giuria abbastanza scettica ha promosso il suo prodotto di alto livello innovativo, risultato di tre anni di lavoro e 360mila euro di investimento di tasca propria. A sorpresa di tutto lo studio è stato Hans Peter Haselsteiner, imprenditore austriaco magnate dell’edilizia che vive a Bolzano, non solo ad accettare l’offerta, ma anche a rilanciare: «Cinquecentomila euro per il 26% di partecipazione. Prendere o lasciare». Pedevilla ha accettato: nel prossimo autunno 2017, uscirà «Herbie», un casco per bicicletta ad uso urbano, primo modello Seventwenty sul mercato basato proprio su «La structura».

Un casco che sfida lo status quo

Ma perché il mercato ha bisogno di una nuova generazione di caschi? «Negli ultimi decenni, non ci sono state grandi innovazioni riguardanti i caschi. Finora l'assorbimento delle forze che hanno un impatto sul casco è avvenuto principalmente su un nucleo di polistirene. Ma questo materiale è duro e rigido e si frantuma nel caso di un forte impatto, perdendo così la sua funzione protettiva», spiega Pedevilla che come Ceo della Norton, impresa familiare di Bolzano che produce berretti invernali, non è affatto nuovo nel mondo dell’impresa. Spinto dall’obiettivo di lanciare sul mercato un prodotto più sicuro, Pedevilla ha sviluppato insieme ai due designer di prodotto - Alessio Abdolahian e Giovanni Crosera - un casco a nucleo esagonale fatto di elastomero grazie al quale è stato possibile l’abbandono completo dell’obsoleto polistirene. Questa struttura brevettata a nido d’ape flessibile – il casco è quindi pieghevole e si adatta a ogni tipo di testa  – non solo è il più sicuro casco sul mercato, come ha dimostrato un studio da parte della compagnia assicurativa svedese Folksam nel 2015, ma supera anche di gran lunga gli standard europei in materia di sicurezza. E un altro punto di forza: il sistema multi-impact. La struttura assorbente mantiene le sue proprietà protettive anche dopo molteplici impatti.

Un brevetto utile anche per altri settori

Herbie, il casco per la città e per le passeggiate in bici dal look «naked» e «low profile», sarà solo l’inizio. Seventwenty – nome che rappresenta la somma degli angoli interni, che negli esagoni dà sempre 720° – vuole ampliare la propria gamma di prodotti e continuare a migliorarne la qualità: «Oltre alla produzione di caschi per il ciclismo (sia per le bici da corsa sia per le mountain bike) realizzeremo modelli per gli sport invernali, come lo sci e lo snowboard  - conclude Pedevilla –. In un secondo momento l’offerta sarà estesa anche alle protezioni per il corpo. Inoltre continueremo a lavorare intensamente sul prodotto. La nostra struttura brevettata potrà essere utilizzata anche in tanti altri settori come ad esempio quello dell'automotive o per i seggiolini da auto per bambini».