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2 settembre 2016Rebecca Travaglini

Eurac, un simulatore di climi estremi unico in Europa

La test room all'avanguardia aprirà nel 2018 nel NOI Techpark, il nuovo Parco scientifico e tecnologico di Bolzano

Temperature artiche e calure africane, umidità tropicali, vento, precipitazioni e pressione a 9mila metri: tutto in un unico ambiente artificiale, l'ideale per effettuare test climatici per la ricerca scientifica e industriale. Una storia di eccellenza tutta altoatesina: il simulatore di condizioni estreme è un progetto di Eurac, l’Accademia europea di Bolzano, e sarà unico in Europa. 

Le strutture già esistenti nel vecchio continente, infatti, non riescono a combinare tutti gli eventi atmosferici che si potranno "scatenare" nelle due sale che andranno a comporre il simulatore: variazioni di temperatura – da quella polare a -40°C ai quella desertica dei +60°C – e di umidità – dal 10% al 95% –, ma anche pressione equivalente a quella che si esercita a 9mila metri di altitudine, venti veloci fino a 30 metri al secondo, pioggia fino a 60 litri per metro quadro all’ora, nevicate dai 200 ai 400 chilogrammi al metro cubo, radiazioni solari fino a 1000 lux di potenza.

«L’idea – racconta Andrea Nollo, ingegnere di Eurac che si occupa del progetto – è nata nel 2011 dal nostro direttore, Hermann Brugger, per testare la risposta del corpo umano alle emergenze in condizioni di ipotermia e ipossia. Non ci sono camere simili in Europa. La nostra peculiarità è la possibilità di combinare variazioni di temperatura, umidità e pressione con fenomeni atmosferici e radiazione solare». Così si potranno testare materiali e prototipi in un ambiente climatico personalizzato, con condizioni standardizzate, riproducibili, comparabili e monitorabili nel tempo.

«A -20°C alcune strumentazioni mediche non funzionano – spiega ancora Nollo –. Grazie al simulatore le aziende non devono più andare a 4mila metri per vedere se i nuovi strumenti funzionano».  L’ambiente sarà accessibile a un massimo di 12 persone, e comprenderà aree di comfort e servizi igienici, in modo da permettere al personale che effettua l'esperimento di restare all’interno della camera fino a 45 giorni senza interruzioni.

Al servizio della ricerca scientifica e industriale

Il simulatore di ambienti estremi, che nasce all’interno dell’Istituto per la medicina d'emergenza in montagna dell’Eurac, sarà formato da due camere di prova ermetiche, la Large Environmental Chamber (LEC) e la Small Environmental Chamber (SEC). La principale avrà dimensioni di 12 metri per 6, con un’altezza che toccherà i 5 metri.

Il nuovo ambiente servirà in primo luogo per la ricerca scientifica, ad esempio per studiare il funzionamento dei dispositivi di soccorso in situazioni particolari, ma potrà avere un interessante ambito di applicazione nei servizi alle aziende che vogliano testare i propri prodotti: dall’abbigliamento tecnico e sportivo alla fabbricazione di attrezzature tecniche, dall’industria automobilistica al settore farmaceutico, senza dimenticare le possibili applicazioni nell’agricoltura.