Smart mobility

6 dicembre 2016enrico albertini

Mobilità sostenibile anche nei costi d'accesso: la sfida di Driwe

Dalla conversione dei motori ai pannelli solari: in Alto Adige la prima azienda che offre un pacchetto completo per la produzione e gestione di energia

Trasformare la propria automobile in elettrica e produrre sul tetto di casa l’energia necessaria per farla viaggiare. Il tutto mettendo insieme mobilità sostenibile e costi accessibili. Questo l’obiettivo di Driwe, società tecnologica che si è insediata nel 2016 nell’incubatore di IDM Südtirol-Alto Adige. In Alto Adige per trovare terreno fertile per promuovere energia pulita al posto dei tradizionali metodi di propulsione, più dannosi per l'ambiente. Un’opzione che si fa sempre più conoscere ma non ancora altrettanto scegliere, complici anche i prezzi non sempre abbordabili.

Non solo: il rifornimento di elettricità è troppo costoso e la dotazione di colonnine di ricarica è ancora insufficiente. Da qui la missione di Driwe: rendere accessibile la mobilità elettrica. «Nel nostro lavoro c’è una forte motivazione etica: vogliamo dimostrare che la mobilità elettrica non è un’innovazione per ricchi o per pochi o una tecnologia che forse arriverà fra qualche anno. In realtà è una cosa che può funzionare da subito» afferma il presidente Alessandro Marsilio. La società, creata dallo stesso nel 2013 con il socio Luca Secco, è la prima azienda europea a fornire un pacchetto completo per la produzione di energia e per la sua gestione, in grado di facilitare l’accesso alla mobilità elettrica a tutti coloro che lo desiderino.

Le tre proposte Driwe

Conversione di auto usate, colonnine di ricarica in rete tra loro, impianti fotovoltaici: questi i tre «petali» dell’offerta di energia pulita targata Driwe. Con «Car» si sostituisce il tradizionale motore a combustione con uno elettrico, più efficiente e dotato di serbatoio con relative batterie al litio. «Ci concentriamo su automobili che percorrono al massimo 100 chilometri al giorno e lavoriamo esclusivamente con vetture piccole come la Fiat Panda o la Smart» ricorda Marsilio. Le dimensioni ridotte delle batterie abbattono i costi: per convertire un’auto tradizionale in elettrica si spendono sui 12mila euro.
L’automobile va però rifornita: a questo punta la creazione di una rete interconnessa di colonnine di ricarica, «Driwe Charge», che può essere utilizzate da auto elettriche di ogni marca (meno di un’ora per un pieno), facendo a meno delle card in uso nei punti di ricarica tradizionali. «Chi sceglie la colonnina di ricarica Driwe Charge ha la possibilità di metterla a disposizione di altri in modo da creare un network di utenti interconnessi» ricorda il cofondatore. Le stazioni si trovano – e se necessario si prenotano – utilizzando la Driwe App che serve anche per pagare il rifornimento.

Oltre alle stazioni di ricarica, con il sistema «Driwe Sun» la società installa anche gli impianti fotovoltaici necessari. Con soli 20 metri quadrati di pannelli solari, per esempio, un’auto elettrica è in grado di percorrere oltre 15mila chilometri l’anno. Naturalmente con l’energia elettrica generata dal sole si possono far funzionare anche altri dispositivi elettrici di abitazioni, hotel o aziende. La gestione dell’energia è garantita da un sistema di controllo intelligente che attiva automaticamente i vari apparecchi quando l’impianto fotovoltaico raggiunge il picco della produzione di energia elettrica o, in caso di produzione insufficiente, li accende solo nelle ore in cui la tariffa elettrica è più conveniente.

Energia elettrica per supermercati biologici

«Vogliamo inserire la mobilità elettrica nel tessuto della vita quotidiana» conclude Alessandro Marsilio. È con questo spirito che Driwe è attiva oggi in tutta Italia con progetti che puntano a semplificare l’uso dell’energia elettrica e dei veicoli elettrici. Per esempio la società di recente ha installato a Verona, nel quartier generale della più grande catena italiana di supermercati biologici Natura Sì, un sistema di pannelli fotovoltaici con una potenza complessiva di 20 kWp realizzando due stazioni di ricarica: una per le auto elettriche, l’altra per le e-bike e gli scooter. Altre stazioni di ricarica Driwe sono nate negli ultimi tempi a Vicenza e Padova. L’obiettivo: far crescere la rete in tutta Italia, permettendo di viaggiare con la propria auto elettrica ovunque e in tutta tranquillità.

Idroelettrico, un patrimonio altoatesino

Che il territorio altoatesino sia particolarmente attento all’energia pulita lo dimostrano – fra le altre cose – anche i dati relativi agli impianti idroelettrici. Una comparazione fra Alto Adige e Tirolo, dove il primo presenta numeri decisamente inferiori di abitanti, superficie e precipitazioni atmosferiche, vede l'Alto Adige tenere testa ai “vicini di casa” per quanto riguarda sia il numero degli impianti (1.008 contro 1.017), sia la produzione complessiva di energia (6mila gwh contro 6.500 gwh).