Imprese

7 febbraio 2017Rebecca Travaglini

In ufficio con i panni sporchi: il bucato lo paga l'azienda

Welfare aziendale e produttività, l'esempio di Pompadour. I dipendenti della sede di Bolzano risparmiano con la lavanderia aziendale fino a 1.600 euro all’anno a famiglia

Arrivare al lavoro con una sacca di panni sporchi in spalla, depositarli in lavanderia e ritirarli dopo pochi giorni lavati e stirati. Il tutto senza fare viaggi in tintoria e senza sborsare un euro. È la possibilità offerta ai dipendenti di Pompadour Tè srl, leader nel settore infusi e tisane, che da novembre 2016 possono contare su un servizio di lavanderia totalmente a carico dell’azienda. Proprio pensando ai 64 lavoratori (35 fissi in ufficio), dei quali 42 donne (66%), l’Amministratore Delegato Alexander Schick (nella foto sotto con l’Assessora Provinciale alla Famiglia e Amministrazione Waltraud Deeg) ha voluto creare un’area dedicata in cui due giorni a settimana, in genere il martedì e il venerdì, è possibile portare il proprio bucato. Una ditta esterna specializzata in servizi di lavanderia provvede a ritirarlo, lavarlo e stirarlo e lo riconsegna poi entro un paio di giorni.

Questa non è l’unica misura di welfare aziendale introdotta da Pompadour: già da 5 anni sono consessi orari flessibili e ampia autonomia su vari aspetti organizzativi, come la possibilità di lavorare 2 giorni al mese da casa per accudire bambini o familiari. Da un anno Pompadour è certificata dalla provincia come azienda che tutela la vita familiare: è infatti una delle prime aziende italiane ad aver ottenuto la certificazione «Conciliazione Famiglia e Lavoro», riconosciuta dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Governo Italiano sulla base delle linee guide dello «European Work & Family audit». Pompadour fa parte del gruppo multinazionale Teekanne, fondato a Dresda nel 1882 e primo produttore al mondo di tè in bustine. La sede di Bolzano è, dal 1964, l’unica italiana. L’azienda vanta un fatturato di 38 milioni di euro e produce infusi, tè, tisane, camomilla, commercializzando i marchi Pompadour, Sir Winston Tea e Peter’s Tea House. È operativa anche negli Stati Uniti, in Israele e Giappone ed è molto attiva nel campo della responsabilità sociale.

Costi al 100% a carico dell’azienda

«Pompadour sostiene le famiglie – spiega Isabel Adami, Product Manager –: per il servizio di lavanderia ogni dipendente ha a disposizione un budget di 400 euro all’anno, che però tiene conto del numero di componenti del nucleo familiare, qualunque esso sia, anche singoli, persone che vivono con i genitori o coppie di fatto». Il risparmio per una famiglia di 4 persone è quindi circa 1.600 euro all’anno, senza considerare il risparmio di tempo: 4/5 ore alla settimana in meno a caricare lavatrici, aspettare che il ciclo di lavaggio finisca, stendere e stirare, oltre alle ore perse per portare in lavanderia capi che richiedono lavaggi appositi. Il costo dell’operazione è totalmente a carico dell’azienda. «Questo tipo di iniziativa non rientra nei benefit comunemente considerati nel welfare aziendale, come palestre e asili nido – continua Adami –. Pertanto Pompadour copre le spese al 100%. Su questo servizio i dipendenti devono essere tassati, pertanto è stato necessario concedere a tutti un aumento necessario a coprire le tasse aggiuntive».

La risposta dei lavoratori è stata molto positiva, dal momento che tutti usufruiscono del servizio. «In realtà anche il vantaggio per l’azienda è notevole – conclude Adami –: spesso i capi hanno paura a concedere troppa libertà ai dipendenti, ma non capiscono che un clima di lavoro migliore fa bene a tutti». In azienda l’assenteismo e il turn over sono molto bassi, le donne rientrano presto dalla maternità, e i benefici portano un aumento della produttività, un rafforzamento del team e la riduzione dello stress lavorativo. La stessa Isabel Adami, che ha un bambino piccolo, ricava enormi vantaggi dalla flessibilità oraria: «Normalmente lavoro solo la mattina. Se però mio figlio sta male, posso restare ad assisterlo e venire al lavoro nel pomeriggio, quando ho in casa un sostegno che non avrei nella prima parte della giornata. In questo modo non devo chiedere permessi, non scombino i turni dei miei colleghi e garantisco comunque che il lavoro sia fatto lo stesso giorno, solo in un orario diverso».

«Essere responsabili nei confronti dei propri collaboratori porta effetti molto positivi anche all’azienda stessa – commenta Alexander Schick, spiegando come l’iniziativa sia perfettamente in linea con la filosofia aziendale –. Avere dei dipendenti qualificati e motivati è la risorsa decisiva per il successo di ogni impresa. Riuscire a far conciliare il lavoro con le esigenze della famiglia costituisce un importante incentivo di motivazione, identificazione con l’azienda e fedeltà. In più, aumentare l’attrattività dell’azienda permette di trattenere e di attrarre i migliori collaboratori sul mercato del lavoro».

Un buon esempio che tutela anche l'ambiente

Oltre a essere favorevole ai lavoratori dal punto di vista economico, l’iniziativa si ripercuote positivamente sull’ambiente: contribuisce a risparmiare energia, detersivo e acqua. «Anche a ciò riguarda l’aspetto etico e ambientale Pompadour è da sempre molto attenta – racconta Adami –: oltre a utilizzare sulle nostre confezioni il sistema braille per i non vedenti, da tempo abbiamo rinunciato al cellophane, e utilizziamo solo cartone certificato Fsc, che garantisce che il taglio degli alberi avvenga con criterio».

«Attraverso l’audit Famiglia & Lavoro è possibile promuovere un cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni, il quale va ad incidere positivamente sia sul benessere personale dei lavoratori, sia sulla produttività, sia sul capitale sociale aziendale» spiega Schick. L’iniziativa del servizio di lavanderia ha infatti suscitato l’interesse della casa madre Pompadour, che però, con i suoi 1.200 dipendenti, avrebbe forse difficoltà a mettere in piedi un sistema organizzativo altrettanto efficace. «Speriamo comunque di essere un buon esempio – continua Adami –. Come ha affermato l’assessore Waltraud Deeg, in Alto Adige il carico familiare è ancora in larga parte sulle donne: 600 neomamme hanno dovuto lasciare il lavoro entro 1 anno dalla nascita del bambino per l’impossibilità di conciliare casa e ufficio». Grazie alle politiche a sostegno dei lavoratori, chi si riconosce nei valori dell’azienda sviluppa un senso di attaccamento che ha un valore non misurabile.