Scenari

2 dicembre 2016Enrico Albertini

Alto Adige, ecosistema a 360 gradi: boom di turisti nell’estate 2016

Le presenze sfiorano i 20 milioni. E molte aziende scelgono il territorio per la qualità della vita

L’innovazione in Alto Adige prende spunto dalla natura, dall’ambiente che circonda (e valorizza) i siti produttivi. Un ecosistema, così come viene definito, che ora trova un'ulteriore conferma della sua efficacia nel record assoluto di presenze e arrivi turistici dell’estate 2016. In totale 19,7 milioni di presenze solo nei mesi estivi. Il forte legame fra imprese e ambiente in Alto Adige ve lo avevamo già raccontato grazie alle parole - per esempio - di Antonio Cianci, l’inventore di Airlite, la vernice in grado di ripulire l’aria dall’inquinamento diventata ormai un successo a livello globale. Raccontando del perché della scelta altoatesina Cianci ricorda: «Uno dei motivi per i quali abbiamo scelto l’Alto Adige era il piacere di andare a lavorare in una terra dove già venivamo a rilassarci in vacanza. Sapevamo poi degli alti standard qualitativi del rapporto fra Pubblica Amministrazione e imprese». Anche Andrea Bariselli di Thimus, la startup che si occupa di neuroscienze e - fra i tanti ambiti di ricerca - studia la mente dei consumatori e dei loro processi d’acquisto, ha deciso di farsi accelerare dall’Alto Adige anche perché «la qualità della vita è decisamente migliore». Tanto da scegliere un maso come ambiente neutro per fare le ricerche sulle reazioni cerebrali. 

Numeri da record per il turismo in Alto Adige

A fornire le cifre è l’ufficio provinciale di statistica, l’Astat. Nel periodo che va da maggio a ottobre 2016 l’attrattività turistica altoatesina si è dimostrata forte come non mai. Le presenze hanno toccato infatti quota 19,7 milioni, valore massimo mai registrato, un record storico confermato dalla crescita sia in termini numerici (+1,4 milioni rispetto al 2015), che percentuali (+9,2% di arrivi, +7,9% di presenze). Tra i principali mercati di riferimento spicca la forte crescita di presenza turistica proveniente dalla Germania (+9,6%). Una forza turistica diffusa in tutto il territorio. In testa c’è il consorzio di Merano e dintorni con 5,7 milioni di presenze, seguito da quello di Plan de Corones (2,8 milioni), della Valle Isarco (2,6 milioni) e di Bolzano – Vigneti e Dolomiti (2,5 milioni). Se si considerano gli incrementi percentuali, allora spiccano Alta Badia (+10,3%), della Val d’Ega (+9,4%) e dell’Alpe di Siusi (+8,7%).

Risultati sottolineati anche dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. «Sono particolarmente soddisfatto in quanto il successo del turismo può produrre effetti positivi sull’economia in generale – ha detto –  trasformandosi in traino anche per altri settori e per il mercato del lavoro. Gli investimenti nella qualità effettuati dagli operatori altoatesini stanno dando buoni risultati e le strategie di IDM, che punta ad attirare un turismo di alto livello, vanno nella direzione giusta».